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sabato 4 luglio 2026

Il bello

Ieri, tanto dovevo essere incupito dai pensieri che mi attanagliano negli ultimi anni, che lo sguardo interiore catturato dal sole al tramonto deve aver provato quanto succede quando gli occhi devono abituarsi improvvisamente alla luce dopo essere stati al buio: la sorpresa improvvisa che genera stupore e poi pace.

Colori del sole, della luce, delle foglie degli alberi tra cui sbirciavo il tramonto capaci di rendermi sereno, mettendo per qualche minuto preoccupazioni e negatività nella giusta dimensione, sottomessi a quanto ogni giorno, quasi sempre senza accorgercene, ci viene donato: il bello.

Oggi scopro a Scoglitti che questa pianta (o insieme di piante grasse) è di nuovo fiorita (l'ultima volta si erano schiusi contemporaneamente una decina di fiori).

Il bello è tale perché, se come ogni dono lo sai accogliere, è il contraltare di spine e forme poco attraenti: questo fiore sarebbe così bello su un vaso prezioso in una stanza accuratamente arredata? Ma esisterebbe questo fiore senza la pianta poco attraente che l'ha generato?

Ecco: dove meno te l'aspetti, con la forza umile e che nulla impone, il bello si dona e accoglie e redime ciò che sembra cupo, fragile, oscuro, inutile, banale, mediocre, piatto, insignificante, sciatto... anche le spine...



domenica 22 dicembre 2019

Buon Natale!

Morto per noi. Sì, anche se non riusciamo a capirlo e facciamo fatica a pensare che la morte di Gesù, fatto avvenuto duemila anni fa, sia collegata alla nostra vita.
Allora, in fretta e furia butto giù due righe.
Gesù muore perché è uomo, quindi mortale. Ma Lui è Dio incarnato. Ogni sua azione è umana e divina: nel morire della sua umanità, Dio è presente.
Dio non è legato al tempo. L’essere presente nella morte di Gesù significa che quella morte ha valore per tutti gli uomini: allora, se è morto scegliendo di perdonare i suoi assassini, vuol dire che è morto scegliendo di perdonare tutti coloro che, in ogni attimo del tempo, hanno fatto qualcosa contro di Lui direttamente o indirettamente attraverso ogni tipo di colpa morale.
È morto pensando a me e perdonando tutto quello che io, nato nel 1974, avrei fatto contro di Lui peccando in pensieri, parole, opere e omissioni tra XX e XXI secolo.
La Sua morte mi interessa. La Sua morte è il mio perdono. La Sua morte è la mia vita.
Buon Natale, perché nasce Chi ha deciso di farlo per morire per noi.