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lunedì 6 luglio 2026

La melodia dell'Amore

Lo so che sono calze per neonati.

Però immaginate un pentagramma e trasformatele in note.

E continuate a immaginare la musicista (sì, donna) che compone sferruzzando, attingendo all'arte imparata da giovinetta decenni prima, forse nel secolo precedente, magari da sua mamma...

E pensate al bimbo o alla bimba che gode di questa melodia antica che lo tocca attraverso le mani della sua mamma.

E lei, che ha atteso la nascita mentre nel suo grembo Qualcuno tesseva e ricamava (cfr. salmo 139, 13.15) il nascituro, come si attende il  culmine di una melodia, riuscite ad immaginarla?

La potenza umile e semplice, mai completamente esprimibile a parole, di questa melodia, che si radica nell'Eterno e si trasmette da donna in donna, da madre a madre, riuscite a percepirla?

È la melodia dell'Amore, che nonostante tutto ti fa scoprire atteso perché voluto, voluto perché amato, nello scorrere inesorabile del tempo che giunge alla tua bisnonna, alle sue ultime fatiche da sarta novantenne per gli ultimi bisnipoti che avrebbe conosciuto, e passa per tua mamma.

sabato 4 luglio 2026

Il bello

Ieri, tanto dovevo essere incupito dai pensieri che mi attanagliano negli ultimi anni, che lo sguardo interiore catturato dal sole al tramonto deve aver provato quanto succede quando gli occhi devono abituarsi improvvisamente alla luce dopo essere stati al buio: la sorpresa improvvisa che genera stupore e poi pace.

Colori del sole, della luce, delle foglie degli alberi tra cui sbirciavo il tramonto capaci di rendermi sereno, mettendo per qualche minuto preoccupazioni e negatività nella giusta dimensione, sottomessi a quanto ogni giorno, quasi sempre senza accorgercene, ci viene donato: il bello.

Oggi scopro a Scoglitti che questa pianta (o insieme di piante grasse) è di nuovo fiorita (l'ultima volta si erano schiusi contemporaneamente una decina di fiori).

Il bello è tale perché, se come ogni dono lo sai accogliere, è il contraltare di spine e forme poco attraenti: questo fiore sarebbe così bello su un vaso prezioso in una stanza accuratamente arredata? Ma esisterebbe questo fiore senza la pianta poco attraente che l'ha generato?

Ecco: dove meno te l'aspetti, con la forza umile e che nulla impone, il bello si dona e accoglie e redime ciò che sembra cupo, fragile, oscuro, inutile, banale, mediocre, piatto, insignificante, sciatto... anche le spine...



sabato 24 gennaio 2026

Nostalgia... malinconia...

Due bimbe che conosco da quando i loro genitori mi hanno annunciato che le aspettavano, senza sapere neanche loro che sarebbero nate due donne, compiono 18 anni.

E alla radio passano i Duran Duran... Wild boys... era l'ottobre dell'84... quinta elementare... pensavo almeno che fosse una canzone delle medie...

È diventata troppo lunga la strada percorsa fin qua, che come traccia nostalgica e malinconica più o meno nebbiosa si snoda all'indietro del mio presente.

giovedì 6 novembre 2025

giovedì 30 ottobre 2025

Cose belle del mio vivere/2

Ritrovarsi a guardare con stupore l'immenso Orione che domina il cielo.

lunedì 27 ottobre 2025

mercoledì 3 settembre 2025

Care scolte, cari rover…/3

...per il libretto della Route estiva di quest'anno del Clan/Fuoco del gruppo Agesci Vittoria 7, il capoclan mi ha chiesto una riflessione conclusiva. L'assistente di clan aveva individuato alcune parole chiave. Per l'ultimo giorno la parola è continuare, dopo aver camminato per una settimana con Mosè (sì, quel Mosè).
Ho risposto così.

Ma come? Da una vita attendi questo momento e finisce così? Una rincorsa a volte complicata e pericolosa per goderti finalmente la terra promessa e la guardi soltanto?
Salvato dalle acque alla nascita per morire anziano a un passo dal trionfo?
La vita è strana...
...è quella persona cara (almeno credevi) che a un passo dal sigillare la vostra amicizia con un bellissimo gesto scompare dalla tua vista;
...è quel servizio, magari con i più piccoli agli scout, che a un passo dall'essere un successo in cui tutti ti fanno i complimenti, diventa invece fatica senza nessuno a dirti quanto sei in gamba;
...è quell'impegno di scuola o di lavoro che non riceve il voto o il riconoscimento che prevedevi;
...sei tu che spesso puoi chiederti nel nostro dialetto se stai rimanendo ccu l'uocci cini e i manu vacanti o se, come Mosè sul monte, puoi guardare la terra promessa che sognavi e scoprire che l'hai già raggiunta.
Sì, perché Mosè sul monte anni prima ha incontrato Dio.
E a che ti serve ricevere un regalo da qualcuno se poi vi dimenticate a vicenda (come farà pian piano e spesso il popolo entrando nella terra promessa)?
Mosè guarda il regalo e capisce che, se anche non gli può appartenere, lui ha già raggiunto ciò che più conta: la relazione con Dio.
Che non finiremo mai di perfezionare, che avrà sempre bisogno che rinunciamo al nostro orgoglio e superbia, che è sempre fatta di donarsi perché gli altri entrino nella terra promessa, ma che è la relazione che ci rende salvati come Mosè: da noi stessi innanzitutto, per essere davvero liberi di continuare sempre a camminare verso Dio, ascoltando quella Parola che confonde i superbi faraoni e innalza chi si fa umile.
La route finisce, ma la nostra vita continua! Buona strada!

mercoledì 27 agosto 2025

C'è la mamma-2

Voglio scrivere, perché questi "disgraziati" giovanissimi e msacchini hanno fatto un karaoke che mi ha messo (o forse smosso) dentro quel sentimento indefinibile che è malinconia nostalgica di ricordi passati e nostalgia malinconica di speranze irrealizzabili.

Per di più adesso cantano Servo per amore.

E io, schiacciato tra la loro giovinezza lì fuori e il Giovane per sempre davanti a me nascosto nel Suo tabernacolo mi sento avvolto dalle emozioni di questa estate con le quali un uomo e una donna mi hanno scosso.

Sono in cappella a Canicarao. Perché è proprio questa Presenza nel tabernacolo che dà senso a tutto. Perché non fisso un manufatto di legno, ma mi lascio coinvolgere da chi mi osserva con amore e, per il solo fatto di essere lì come Pane eucaristico, mi dice: "Sono qui proprio per te, come per Lazzaro che risuscito  da morte e per Pietro a cui chiedo se mi vuol bene!".

Ecco il Tuo essere Pane e Parola autentica, amabile e libera, Signore. Che come Pietro possa dirti anch'io: "Tu sai che ti voglio bene!".

lunedì 7 luglio 2025

… purché sia vicino a Te.

E davvero ho preso l’iPad, “al cader della giornata”, di questa giornata che tu non hai voluto iniziare.

Ho preso l’iPad per fare una delle cose che mi fa stare bene, che forse tu non hai ricordato più, o forse non ti bastavano più.

E poco fa, improvvisamente, ho ripensato a una lunga telefonata, con mia mamma, la sera del funerale di Martina o forse quella della domenica iniziata con la telefonata del signor Carmelo che non sapeva come dirmi che Martina era morta. Ma forse tu non volevi più aggrapparti a nessun numero di telefono.

E stamattina ripensavo con gratitudine a tutti coloro che mi hanno ascoltato e sopportato da quando sono entrato in seminario, magari pensando a quanto fossi immaturo e capace solo di lagnarmi, ma mi hanno sopportato e ascoltato all’infinito, anche schiaffeggiandomi moralmente e spiritualmente per svegliarmi dai miei torpori. Ma tu, forse, non volevi più essere ascoltato né sopportato.

E l’estate del 2004, ti pare non spuntasse tra i ricordi stasera prima di scrivere, così dolorosa e generativa come solo la nascita e la morte possono essere? Ma se io in autunno ritrovai mani e occhi e sguardi e parole che mi accolsero per continuare a rinascere davvero, forse tu non avevi più parole e sguardi e occhi e mani da cercare per continuare a vivere qui, in mezzo a noi.

Negli ultimi 8 anni, da quando sei prete, abbiamo condiviso, probabilmente ogni giorno, almeno una volta al giorno, questa frase: Il Corpo e il Sangue del Signore nostro Gesù Cristo uniti in questo calice siano per noi cibo di vita eterna. Non sai, anzi, sì, ormai sei nell’eternità, sai tutto: sai come mi sono aggrappato a questa frase, oggi. Come ho afferrato le ultime parole, per me, per te, bisognosi di vita eterna e non a parole, ma con la concretezza che ha qualcosa che è cibo, che entra in bocca per essere masticato, deglutito, digerito. Cibo di vita eterna, perché tutto passa, nella vita, diventando vano se non c’è Chi lo rende eterno.

Perché sto passando anch’io e, come San Paolo, che ce lo ha ricordato a messa proprio oggi, vorrei non essere disturbato più da nessuno, nella Chiesa, se non per vantarci della Croce di Cristo.

Ma così non sarà, e forse proprio questa è la croce da affrontare: questa Chiesa così com’è.

Tu, padre Matteo… sì, padre, perché prete anche se più giovane di me… padre perché hai donato la vita di Gesù in questi 8 anni… tu, padre Matteo, sei passato prima di spezzare ancora una volta per i tuoi figli questo cibo di vita eterna. Forse non hai trovato la forza che ti permettesse di farlo… un giorno, una domenica probabilmente, ero così solo dentro, nonostante tutte le persone presenti a messa, che chiesi a due ministranti di starmi vicino durante il momento in cui diventiamo sempre più un solo Corpo… che paradosso, solitudine e comunione nello stesso tempo… ma tu, padre Matteo, forse questo paradosso non lo hai retto più.

Padre Matteo, tra gli scout ho imparato a cantare che “al cader della giornata/noi leviamo i cuori a Te”, al nostro Dio; tu sei caduto prima di iniziare un’altra giornata. Permettimi allora di cantare io per te, in questa calda sera di luglio, per dire al buon Dio:

“Te nel cuore del fratello, Te nel mio cercai d’amar.

Quante stelle quante stelle, dimmi tu la mia qual è.

Non ambisco alla più bella, purché sia vicino a Te”.


venerdì 23 maggio 2025

Capaci/4

Poco prima di compiere 18 anni... bum!

Poco prima di compierne 49... bum in Ucraina, splash in Emilia-Romagna, the end di un'avventura quasi decennale (senza bombe e alluvioni, ma è stata destabilizzante).

La vita sembra sempre rivestirsi di opacità e lasciare macchie di ombre scure più forti dei raggi di sole che ci hanno riscaldato il cuore.

Oggi è festa perché la mafia può aver vinto una battaglia e dopo 31 anni aver ancora vitalità, ma il sacrifico di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, chi in ogni guerra porta più che odio la speranza di un mondo fraterno, chi si offre per risollevare le sofferenze altrui, sono il segno di ciò che è profondamente umano e muove la storia.

Ditemi che sono banale: il bene si manifesta debolmente, ma perché agisce in profondità, crea radici, dissoda il terreno, mentre il male, che è capace di fare un baccano tremendo, alla fine è stato bravo solo a increspare la superficie della storia.

Anzi banale e bigotto o creduloni...

———————-

Era il 23 maggio 2023 e scrivevo quanto sopra, fino a creduloni (che forse doveva essere credulone), in attesa di un completamento del post che non è avvenuto e non avverrà: non ricordo minimamente come avrei voluto continuare. Non ricordavo neanche di aver iniziato questo post.

Ma mi sembra un bel post. E oggi, a due anni di distanza, lo pubblico così. Completo fino alla parola “storia”, incompleto (cioè da portare sempre avanti) come l’impegno a rendere, la nostra storia, storia del bene, nonostante tutto.

giovedì 6 marzo 2025

Camminare… camminare… camminare…/1

Chi ti obbliga? Vuoi restare immobile nella tua libertà di fare quello che vuoi? Vuoi restare tranquillamente seduto sulla poltrona delle tue idee? Vuoi restare dentro il tuo carattere e il tuo modo di fare che ti soddisfano tanto? Perché no?

Camminare è per i pochi che sanno immaginare di poter diventare migliori.

Camminare è per i coraggiosi che sanno mettersi in discussione.

Camminare è per gli inquieti che sanno sognare se stessi alla ricerca di cosa significa davvero essere liberi, saper pensare, saper realizzare tutte le potenzialità che portiamo dentro e che solo una vita in cammino potrà rivelare e far germogliare e fruttificare.

Ma è già faticoso scriverlo… figurati camminare davvero!

Buona Quaresima a chi immagina, a chi si mette in discussione, a chi sogna!

venerdì 6 dicembre 2024

Care scolte, cari rover…/2

 …stasera domandona sul perché si soffre.

Non sono molto in vena né di risposte, né di lunghe discussioni.

Semplicemente, mi avete fatto venire in mente che porsi questa domanda significa, senza saperlo, chiedere a se stessi “chi sono io”?

Perché io so di soffrire, cioè do un valore particolare al dolore, senza ridurlo solo a sensazione fisica? Cosa c’è in me che distingue, fino a sentire rabbia e sconforto, l’ingiustizia dalla giustizia?

Chi sono io che rabbrividisco se penso ai miei cari in balia di malattie, come se non bastasse sapere che l’organismo umano a contatto con certi virus, batteri, materiali organici o meno reagisce deperendo e morendo?

È come se io fossi fatto di un grido, grido di vita, grido di eternità, grido di legami che desidero per sempre.

E se questo grido è vano, inutile, folle, assurdo, senza significato perché tutto muore e tutto, a volte per caso, a volte per le scelte degli uomini, sprofonda nell’ingiustizia, se questo grido resta strozzato dall’immensità di un universo sordo, allora non ha senso parlare di sofferenza. La materia ha le sue regole. Il resto (l’amore, la ricerca del bene, il voler un mondo migliore e relazioni sane, il desiderio di proteggere chi ami) è illusione.

Qualcuno può ascoltare il grido che sono?

Accidenti, ancora una domanda…


mercoledì 23 ottobre 2024

Di bimbi e di scuole lontane dalla loro casa

Il tempo passa inesorabile... e i diari restano appena iniziati:

https://elefantesapiente.blogspot.com/2018/11/diario-dun-infiltratointro.html?m=1

Un effetto del tempo che passa è essere diventato "zio che accompagna la bimba a scuola".

Non ricordo più quali sorprese avevo programmato di scrivere nel Diario di un infiltrato, ma fa sempre un certo effetto immergersi nel tempo preparatorio dei bambini che va dal prepararsi a casa respingendo qualunque invito a sbrigarsi, alle chiacchiere in macchina, fino al raggiungimento di un confine invisibile che tu adulto non puoi oltrepassare, oltre il quale lo zaino (quest'anno oggettivamente pesante... o sono io che invecchiando mi ammorbidisco?) diventa leggero e si materializza con facilità e leggerezza su quelle spalle che invece in ascensore un quarto d'ora prima sembrava quasi volere spezzare.

E resti imbambolato, a goderti su quel confine il fresco delle 8.20... prima campana... adesso dal lato di chi non aspetta la seconda (ma poi chi è mai arrivato a sentire la prima? Vaghi ricordi alle medie inferiori...), mentre tutti quegli esseri che in altezza non superano la metà della tua, novelli hobbit, si allontanano e spariscono dentro il loro viaggio alla scoperta di ciò che la vita (la classe, i compagni, le maestre, la scuola...) è... creando in te, senza che te ne accorgi, il desiderio di riassaporare il tuo viaggio... e così ti ritrovi in macchina con Venditti nelle orecchie, con la scusa del link, non per ricordare chissà che, ma per assaporare nella sua voce e nella sua musica il tuo sentiero di bambino, ragazzo, adolescente.

Chiudo gli occhi per riaprirli qui e sorrido a questo punto del sentiero e del viaggio che sono io e il mondo attorno a me, effetti del tempo che passa.

lunedì 22 aprile 2024

Benedetto Marcello

Sarà la frequentazione forse anche quasi compulsiva (al quarto posto delle riproduzioni del mio Itunes) nei miei brevi momenti dedicati alla musica come sfondo di qualcosa da fare al computer, ma come ti prende la tonalità in re minore dell'oboe che suona la melodia principale e dei violini (se non dico una bestialità) di sottofondo con il loro sempre più maestoso e infine solitario scandire quei tre accordi (sempre perdonatemi l'ignoranza)... ho bisogno di stare ad ascoltare certa musica più spesso.

Ora è partita Loretta Goggi con Maledetta primavera... va bene, non c'è partita... ma direi che il tono psicologico che invece di deprimermi mi dilata il petto come se sensazioni di palude trovano nella malinconia musicata una scossa è lo stesso.

Dopo la Goggi, cercavo altro, è ripartito l'adagio... riascoltiamolo, è una cosa compulsiva, l'ho scritto...

giovedì 9 febbraio 2023

Di un incontro non previsto e del trasalimento generato

Chissà se vale la pena scomodare Dante e Beatrice, il loro primo e poi secondo incontro, per dire di me, del mio trasalire davanti al tuo primo sguardo di ieri. 

Chissà se ti offendi se ti scrivo qui, scomodando anche Leopardi, che il mio trasalimento è nato dallo scoprir che "beltà splendea/negli occhi tuoi" interroganti e fissi nei miei mentre ti salutavo contento di rivederti, nonostante i miei poveri e limitati occhi umani non riuscissero a veder quanto sei davvero bella.

Chissà se ti senti derisa se ti ripenso su un trono da regina, anche se le regine non hanno troni con due ruote che le tue deboli braccia non possono far avanzare.

Scusami, se ti offendo o ti derido. Ma, giovanissimo scricciolo di donna che, mi pare, la mamma o la nonna hanno chiamato Valentina, tu porti nel nome questa contraddizione: sembri non valere e, invece, sei per noi una valente benedizione.

"Perché?", leggo adesso nei tuoi occhi di stamane.

Perché ci costringi a domandarci per quale motivo non dovremmo fare come gli spartani, ci fai ritrovare all'improvviso, senza sapere come, sul limite dal nostro monte Taigeto, davanti al baratro della nostra coscienza, col cuore che ci batte all'impazzata perché cerca una luce, un lucignolo almeno per intravedere che tu sei uguale a tutti coloro che hanno gambe forti, fisico mozzafiato, occhi stupendi.

Sei tu benedizione di un Dio che in te si fa vicino, mendicante d'amore per riempirci del Suo.

Sei tu farfalla stupenda che come noi vive nel bozzolo della storia per rivelarsi un giorno in tutto il suo splendore e allora noi, che crediamo di tessere chissà quale arazzo con la nostra vita, scopriremo contemplando te e i prediletti del Signore di essere stati solo vecchi ragni incartapecoriti intrappolati nelle loro stesse tele. E solo la Misericordia che ama e siete tutti voi potrà salvarci.

Sei tu che rendi immensi e giganteschi i tuoi genitori, i tuoi nonni, coloro che di te e delle tue sorelle e dei tuoi fratelli si prendono cura, veri protagonisti e vincitori in quella storia che Dio sta scrivendo, raccogliendo anche le briciole di sudore e pazienza e amore che a voi dedicano e sorridendo sornione di tutti i potenti manipolatori delle coscienze umane che accoglieranno la salvezza grazie a te, quando torneranno come bambini. 

Sei tu che puoi renderci umani, consapevoli di essere humus, terra buona se si lascia coltivare, fecondare, aprire al dono.

Grazie, piccola e immensa Valentina!

martedì 14 dicembre 2021

Che anno è?

Io in cucina a Vittoria in via Primo Levi impegnato a lavorare, mio padre di là in salotto che suona la tastiera elettrica. Da quanto tempo... o non è passato il tempo? Sono davanti a un MacBook e sto lavorando per il noviziato del Rg2, non per qualche interrogazione del liceo... segni inequivocabili da terzo millennio... gli anni '90 del XX secolo sono davvero ormai passati da un pezzo...

Ma a me ancora capita (per motivi di salute) di ritrovarmi in cucina a Vittoria in via Primo Levi impegnato a lavorare mentre mio padre di là in salotto suona la tastiera elettrica... come certe cose non passano  col tempo!

mercoledì 11 agosto 2021

Condivisioni estate 2021 post(?)covid ai consiglieri/1

Rut 2: 10Allora Rut si prostrò con la faccia a terra e gli disse: «Io sono una straniera: perché sono entrata nelle tue grazie e tu ti interessi di me?». 11Booz le rispose: «Mi è stato riferito quanto hai fatto per tua suocera dopo la morte di tuo marito, e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e la tua patria per venire presso gente che prima non conoscevi».

San Francesco d'Assisi, Testamento del 1226 (FF110): Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da loro, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo. E in seguito, stetti un poco e uscii dal secolo.

Booz e Francesco sono testimoni di un percorso che il Signore fa compiere loro finché non rinnovano lo sguardo.
Uno sguardo nuovo donami, o Signore!

Uno sguardo nuovo che non si lasci schiacciare dalla pesantezza dell'accaduto, ma sappia generare misericordia, nonostante tutto. L'orizzonte è dato da questi due versetti del vangelo secondo Matteo:
23,11Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; 12chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato.

Quali segni amari il lungo periodo del covid sta lasciando in noi?
Ho bisogno di essere sostenuto? La comunità può offrirmi sostegno? Di che tipo?
È necessario da parte nostra uno sguardo nuovo sulla vita della nostra comunità?
Ritengo che forme o strutture o attività della nostra comunità hanno bisogno di essere ripensate?

venerdì 21 maggio 2021

Cari parrocchiani, capita a tutti...

... di leggere una frase e ritrovarsi a pensare. Ho letto che in un evento qualcuno ha detto: È bello abitare alla presenza di Dio!

E ho pensato: Abitare in senso forte, sentire cioè la propria esistenza quotidiana, momento dopo momento, non come espropriata di una casa e alla mercé di intemperie e inattese situazioni di pericolo, perché sei sempre nella casa di Dio e Lui, ospite amabile e amorevole, sa come metterti a tuo agio e quando e dove palesare la sua continua presenza.

E voglio scrivere: È bello vivere alla presenza di Dio!

domenica 24 gennaio 2021

Le parole che vorrei dirti/2

Ancora sguardi, oggi, si sono ascoltati nelle chiese, ancora parole come lame affilate che diventano spartiacque nella vita di qualcuno.

E mi rivedo adolescente, trapassato da sguardi amici che rimbalzavano su di me altri occhi, occhi profondi capaci di vedere in ognuno di noi il frutto compiuto, anche quando siamo acerbi, lontani, seme confuso che non sa che direzione prendere.

Come vorrei dirti che anche sulle rive del nostro quotidiano indaffarato oggi arriva Chi sa davvero per cosa batte il nostro cuore e come prenderlo per mano.

P.S.: e se provo a dirtelo così?

mercoledì 9 dicembre 2020

Che finale!

Puntata 153. Chiusura folgorante, chiara, importante per riflettere sulla crescita.