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sabato 15 febbraio 2025

Sono Myriam...

 ...e lo zio mi ha detto che posso scrivere qua (anche se finora ha scritto lui).

La mattinata è andata bene: ho fatto i compiti e ho giocato.

(E la frase immediatamente quassù l'ha scritta lei).

mercoledì 23 ottobre 2024

Di bimbi e di scuole lontane dalla loro casa

Il tempo passa inesorabile... e i diari restano appena iniziati:

https://elefantesapiente.blogspot.com/2018/11/diario-dun-infiltratointro.html?m=1

Un effetto del tempo che passa è essere diventato "zio che accompagna la bimba a scuola".

Non ricordo più quali sorprese avevo programmato di scrivere nel Diario di un infiltrato, ma fa sempre un certo effetto immergersi nel tempo preparatorio dei bambini che va dal prepararsi a casa respingendo qualunque invito a sbrigarsi, alle chiacchiere in macchina, fino al raggiungimento di un confine invisibile che tu adulto non puoi oltrepassare, oltre il quale lo zaino (quest'anno oggettivamente pesante... o sono io che invecchiando mi ammorbidisco?) diventa leggero e si materializza con facilità e leggerezza su quelle spalle che invece in ascensore un quarto d'ora prima sembrava quasi volere spezzare.

E resti imbambolato, a goderti su quel confine il fresco delle 8.20... prima campana... adesso dal lato di chi non aspetta la seconda (ma poi chi è mai arrivato a sentire la prima? Vaghi ricordi alle medie inferiori...), mentre tutti quegli esseri che in altezza non superano la metà della tua, novelli hobbit, si allontanano e spariscono dentro il loro viaggio alla scoperta di ciò che la vita (la classe, i compagni, le maestre, la scuola...) è... creando in te, senza che te ne accorgi, il desiderio di riassaporare il tuo viaggio... e così ti ritrovi in macchina con Venditti nelle orecchie, con la scusa del link, non per ricordare chissà che, ma per assaporare nella sua voce e nella sua musica il tuo sentiero di bambino, ragazzo, adolescente.

Chiudo gli occhi per riaprirli qui e sorrido a questo punto del sentiero e del viaggio che sono io e il mondo attorno a me, effetti del tempo che passa.

sabato 10 febbraio 2024

Perchè Sanremo è Sanremo...


La porta finestra, da cui si gode questo spettacolo, 50 anni fa chiudeva un salotto con un tavolo e le sue sedie indescrivibili e un mobile di una certa importanza, bellissimo, unico testimone di quando m'impaurii per i denti troppo neri riflessi nel suo specchio dopo un'abbuffata corsara ed esagerata di confetti matrimoniali. Adesso si trovano in c.da Pidocchio, fuori Canicattì, provincia d'Agrigento (i mobili, non i miei denti che lascerei volentieri a Canicattì a mangiare la buonissima salsiccia sottile di lì).

Ma dalla stessa porta finestra potevi ammirare San Giovanni, o le prime pendici dell'altopiano ibleo che sovrastano Comiso, suonando un pianoforte che è ancora qui stasera davanti a me.

Non dimentico il divano e le due poltrone grandissime per me bimbo, ragazzo, adolescente, giovane (insomma, finché non ho iniziato ad allargarmi), che ormai riempio senza fatica a Scoglitti.

Forse, però, dimentico altro di quel salotto di 50 anni fa che non aveva la televisione come è invece qui stasera davanti a me.

50 anni fa la tv, ovviamente in bianco e nero, senza telecomando, funzioni smart, canali infiniti, era nella stanza accanto, la cucinasaladapranzo (tutto unito, per risparmiare spazio perché 6 adulti, ancora oggi, hanno problemi a starci dentro insieme in movimento).

Non so se mia mamma 50 anni fa era in cucina davanti alla finale in bianco e nero di Sanremo '74 (1° classificata Iva Zanicchi con Ciao cara come stai?), come lo è ancora qui stasera in salotto due posti più in là dal mio che occupo con un vistoso giro vita.

So che 50 anni fa ero io, ad occhi chiusi, ad allargare, poco o tanto, il suo girovita da dentro, con i miei esili e brevissimi circa 6 mesi fetali.

Mentre in salotto, con i mobili attuali e il pianoforte tutti a filo di parete per renderlo sala per le feste varie di mia nipote, oggi lei con l'energia dei suoi 7 anni prende la rincorsa dalla tv, accesa su questa serata finale di Sanremo 2024, per comprimere saltando il mio giro vita.

Perché Sanremo è Sanremo e dopo non so quanti anni e anni mi ritrovo a vedere invitato a una serata Sanremo seria, per di più in famiglia (roba da preistoria)... e nella casa dove tutto è iniziato e Myriam e Ludovica continuano.

martedì 14 novembre 2023

Vita da zio/1

Promemoria per i freddi e duri anni dell'adolescenza.

Il primo novembre, mentre stava scendendo le scale a Scoglitti per tornare a Vittoria, ha ripetuto a sua madre quanto detto pochi minuti prima nel momento in cui veniva chiamata: "Con lo zio Luca ci divertiamo troppissimo".

venerdì 25 settembre 2020

26 settembre 2020

Domani, nel 1933, nasceva mia nonna Sina (Crocifissa Papa). La sua mamma si chiamava Giuseppina Cannizzaro (sperando di non sbagliare). Non credo di aver mai saputo nulla del suo papa e dei suoi nonni. Sono qui a scrivere di lei, di mia nonna, perché mi piace fissare da qualche parte il mio pensiero che non la dimentica, la mia preghiera per lei e sentirla vicina con la sua preghiera per me, in questo anno difficile, con le cose più semplici e belle rese complicate. Pensare a mia nonna mi porta la soddisfazione di tutto il bene (e il buono, inteso proprio gastronomicamente) che mi voleva.

Domani, nel 1926, nasceva il mio prozio Nené (Emanuele Di Giacomo). Compirà 94 anni, portando avanti la tradizione di famiglia (la mamma Catena e il fratello Giovanni morirono a 92 anni, la sorella Pina a 91, la sorella Maria - l'altra mia meravigliosa nonna - a 96 anni, 6 mesi e 4 giorni). Lunga vita allo zio Nené, testimone vivente di un mondo dal quale vengo e al quale appartengo e che, dimenticandomi di esserne discendente, penso non ci sia più. Lunga vita alla sua positività e allegria di persona semplice figlia di una società non ancora consumista, non ancora edonista, non ancora materialista, che solo da quasi due anni, per uno di quei controsensi della nostra fragile esistenza che vede i genitori sopravvivere ai figli, ho visto incrinarsi e trasformarsi in tristezza e malinconia.

Domani, nel 2016, Myriam Tamba, nel cui dna c'è la storia di un pezzo d'Africa, faceva quello che voleva nascosta nel grembo materno (nacque a novembre). La mia immaginazione galoppa sorridente all'infinito senza fermarsi al pensiero di cosa le mie nonne e sue bisnonne avrebbero combinato con lei e per lei... altro che globalizzazione e meticciato e "scontri" di civiltà!

Domani, nel 2020, spero di svegliarmi lieto a causa di chi mi precede e di chi mi segue.