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venerdì 10 aprile 2020

Una, due, tre... mille croci...

Come entrare pienamente (che è più che sentire, avvertire, intuire, capire, comprendere), come entrare pienamente nell'esperienza di Gesù Crocifisso? Cos'ha Lui più degli altri crocifissi, dei bimbi strappati dalla morte ai genitori, delle vittime innocenti delle guerre, dei malati annientati dalle loro infermità, di quanti patiscono oppressione e ingiustizia? Perché prostrarsi davanti a Gesù Crocifisso come se non avessimo altri millanta crocifissioni dalle quali difenderci o davanti alle quali lottare perché si fermino? O ingenuo Nazareno, come puoi spiccare dall'alto di una croce? Hai scelto un posto affollato, mettiti in fila come hai fatto per il battesimo al fiume Giordano! In mezzo a tutti gli afflitti della storia, sei solo uno di loro. Pretendevi forse di raccoglierli tutti su di Te? Credevi forse di usare la Tua Croce per traghettarli fuori dal dolore? Pensavi di riempire la morte dell'uomo di una scintilla di vita eterna? Pazzo Galileo! Anche per Te, sarà il Tuo sepolcro a mostrare a tutti quanto vale la Tua Croce!

venerdì 20 marzo 2020

Cronache dalle lande sospese/2

Lunedì 9, appena 11 giorni fa, non chissà quanto la mia psiche vorrebbe, in mattinata da Ragusa sono sceso a Vittoria (si poteva, 11 giorni fa si poteva, sebbene altro già era sospeso).
Appunto dato il generale clima di sospensione, mi reco dove essa è somma e regna (almeno per me, che ancora sostengo che ci sarà la risurrezione della carne). Passeggio, prego, cerco i miei cari mai conosciuti o per poco, non trovo invece mio nonno (ma... ricordo che... chiederò). Infine...
Era da tanto che non vedevo le vostre foto, effetti luminosi che dagli occhi risalgono alla mente (oltre la foto, si che le vostre spoglie mortali sono lì) e al cuore (invecchio, mi sono emozionato parecchio).
Sarei rimasto all'infinito lì, in attesa con voi del compimento dei tempi, magari per essere il primo a riabbracciarvi, visto che in ogni caso in parrocchia è sospesa pure la messa.
Ma urge la preghiera, con voi, per le altre anime, per i vivi che non si ammalino, per i vivi ammalati che guariscono, per tutti gli uomini perché siano illuminati e non perdano umanità. Pregate per tutti noi, care nonne!
È stato un passaggio importante, questo al cimitero.
Come avvicinarsi all'orizzonte di tutto, verso ciò che sospeso non è mai, anzi, regge ogni attimo del tempo e ogni punto dello spazio.
Un riempirsi l'infinito, mentre l'Italia precipita nell'indeterminato.

venerdì 27 giugno 2014

E siamo a 15!/2

Mille giorni di te e di me... sembra chissà quanto tempo e in fin dei conti sono meno di tre anni! E allora cosa dovrei dire dei miei 1837 giorni e dieci ore circa di me e di lei? Io continuo a sorprendermi a respirare il suo odore, allontanando l'idea che sia quello mio di sempre. Eppure l'altro giorno è come se mi avessero presentato un vecchio amico mio, il me stesso dei miei 939 giorni di me e di lei, la prima. Sempre lo stesso odore... lo stesso che in questi giorni, ancora solo 195 tra me e lei, l'ultima, è così forte da mescolare tutto nella mia testa e metterle insieme tutte, come se mai ci separammo e mai fuggimmo, sempre vicini proprio perché ci si può pensare... 5479 giorni di Te e di me, insomma... ma quell'odore è nato ancora prima, nei miei 3742 circa giorni di me e di lei. Facciamo che il 30 giugno sono 40 anni di vita immersi in Te e la chiudiamo qui?

giovedì 26 giugno 2014

E siamo a 15!

Storie. Storie di tutti i giorni. Storie che ti parlano dagli occhi dei ragazzi da più di 25 anni, ormai. Storie che restano tra le quattro mura di una stanza per sempre, mentre tornano ad essere vissute oltre la porta che le custodisce. Storie che ti sfiorano, ti accarezzano a volte, altre ti tormentano, oppure ti impensieriscono. Storie che ti sfidano. Storie che ti aiutano a prendere le misure di quello che sei. E cosa sono, insomma, se non un ascoltatore di occhi e custode di parole? Occhi e parole che rivelano trame e orditi di storie da intrecciare con la mia. La mia? Beh, da 15 anni e poco più (oggi 15 anni e 3 giorni), trama e ordito della mia sono riempiti da occhi e parole di un Altro: Fate questo in memoria di me. Così divento ogni giorno custodito da uno sguardo e forgiato da una Parola che non smettono mai di rendere il mio amore grande, bello e forte... più di come io vorrei!

lunedì 18 luglio 2011

W Harry Potter!

Piton che muore riaffermando ancora una volta e per sempre il suo amore per Lily Evans fissando gli occhi di Harry, così simili a quelli della madre, per me è il fermo immagine attorno al quale farei ruotare la mia personalissima rivisitazione di tutta la saga potteriana. Un amore oltre il tempo, oltre lo spazio, oltre il singolo legame tra due persone, oltre la presenza di altre (James Potter) persone... a pensarci mi ri-sento voluto bene da tutti coloro che almeno una volta me ne hanno voluto e desideroso di voler bene così a tutti.

Mi chiedo solo che amore è. Difficilmente, confrontandoci con questo ideale di amore, ci sentiamo a posto con la nostra coscienza. Piton stesso, per quanto ne sia l'eroe di questo amore, se ne lascia sì conquistare ma non nasconde la fatica nel viverlo. C'è qualcuno che ci insegna ad amare così?

Una risposta in un'articolo di Rocco Buttiglione su Avvenire del 14 luglio 2011, (disponibile on line qui), in questa frase a fine articolo:

"esistono strutture simboliche universali congruenti con la fede cristiana".

Ovvero, la tensione all'amore di ogni uomo trova naturalmente una sua strutturazione simbolica esprimibile in letteratura anche attraverso personaggi come Piton; tale strutturazione simbolica, confrontata con i contenuti della fede cristiana, trova una conferma ed un'esaltazione.

Ancora più semplicemente, Gesù di Nazaret che muore riaffermando ancora una volta e per sempre il suo amore per ogni uomo fissando gli occhi di sua madre e del discepolo amato, così simili a quelli di tutte le madri e i padri e i figli dell'uomo, per me è il fermo immagine attorno al quale farei ruotare la mia personalissima rivisitazione di tutta la storia dell'umanità, o più semplicemente e più umilmente, della mia piccola storia vissuta dentro la storia dell'umanità.