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sabato 25 maggio 2024

Me-mo-ria-le

Cara Desirée,

scrivendo un messaggio poco fa raccontavo di te e delle scelte di fede che stai compiendo da circa due anni in piena adolescenza.

Improvvisamente un po' di commozione.

Quante volte abbiamo detto "cresima"? Un sacco.

Ma qualcuno ti ha mai chiesto: "Desirée, presto mangerai l'Eucarestia per la prima volta! Ci hai pensato? Come ti senti?".

Lo faccio adesso.

Pubblicamente, in questa chat e sul mio blog.

Non aspetto tue risposte qui.

Questa domanda mi serve per leggere meglio il Vangelo.

Per capire meglio Gesù.

Il suo dire nell'ultima cena "Fate questo in memoria di me" non a bambini preoccupati di mani giunte e ostie da non masticare, ma ad adulti dalle mani avvezze a tirare su reti pesanti di pesce o a contare denaro delle tasse o a lottare contro i romani. Adulti che stanno mangiando e bevendo in memoria di quanto il Signore fece nella notte in cui il suo angelo passò e Israele divenne popolo, nonostante Egitto e Faraone.

Desirée, che da stasera mangerai in memoria di Gesù pane e berrai vino che non hai ancora mangiato e bevuto, le tue mani ora potranno ancor di più e meglio aprirsi per donare e il tuo vivere quotidiano avrà forza per essere "memoria", un segno che tutti posso vedere e che fa dire: "Perché dove passa lei resta l'impronta di cose belle e buone?".

È l'Eucarestia, memoria di Gesù per noi, che può renderci così.

Desirée, (e tutti noi non più bambini perplessi davanti a chi ci dice qualcosa su Gesù nel cuore, mentre invece finisce in pancia) puoi mangiare l'Eucarestia!

Ci pensi?

Come ti senti?

[Scritto su Whatsapp e "copiaincollato" qui].

martedì 14 dicembre 2021

Caro noviziato Rasta.../3

Chi capita qui, può capire meglio se prima clicca e va a leggere Caro noviziato Rasta.../1.

...non vi è rimasta la curiosità di sapere cosa significa il detto sul legaccio del sandalo?

Non è un modo di dire per farsi umile.

È un richiamo a una norma matrimoniale ebraica.

Ve la faccio breve: Giovanni sta presentando il futuro Messia come lo sposo dell'umanità e sta chiedendo di non fare confusione.

Come a dire: "Non cercate me, Giovanni, se volete trasformare la vostra vita in una festa di matrimonio. Io ho un amico disposto a far questo, ma non sono come lui. Quindi, preparatevi ad accogliere il Messia, quello vero. Lui sì che se ne intende di matrimoni".

Pensare al Messia come sposo significa pensarlo come la persona che ti sceglie e tu scegli per condividere tutta la vita insieme.

Anche qui, domanda: ma Gesù ha confermato questo modo di vedere di Giovanni? I Vangeli ce lo presentano così? E per me, per te, per chi volesse prendere sul serio questa possibilità (Gesù come Colui con cui condividere tutto), cambia qualcosa?

Caro noviziato Rasta.../1

 ...tra sabato pomeriggio e domenica abbiamo ascoltato questo testo: Lc 3, 10-18.

C'è una frase che pare sia rimasta poco chiara, il versetto 17: Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile.

Vi propongo alcuni passi per provare a chiarirla un po':

1. chi la dice? Giovanni il Battista (il battezzatore);

2. ma chi è costui? Colui che battezzava nel Giordano, lo dice pure il suo nome!

3. e perché battezzava? Perché aveva convinto tanta gente che ormai il Messia (l'eletto di Dio - tipo Matrix 1, 2, 3, forse 4, per chi sa di cosa parlo) stava per arrivare e questa gente voleva pulirsi un poco la coscienza prima di incontrarlo (non si sa mai);

4. il suo obiettivo era stabilire il nuovo record mondiale di battesimi fatti nella vita? No, il suo obiettivo era far nascere questa domanda nel cuore della gente: e se veramente Dio viene ad incontrarmi attraverso il Messia, lo saprò accogliere?;

5. per raggiungere questo obiettivo, visto che Giovanni parla in un ambiente ebraico, prima ancora di battezzare, cerca di far riflettere la gente a partire da cose che sanno già, come la frase sul legaccio del sandalo e quella della pala e della paglia: sono due modi dire, due proverbi che Giovanni applica al Messia, secondo il suo modo di immaginare il Messia;

6. e come lo immagina il Messia? Forte, come un contadino esperto che non si stanca finché con la pala (cioè il ventilabro, che puoi vedere qui) non ha purificato tutto il frumento dalla paglia (cioè la pula che avvolge il frumento e che il vento disperde quando con il ventilabro il frumento è lanciato in alto). Per la paglia non c'è speranza con questo Messia, perché quella che si accumula nel campo brucerà nel fuoco! Giovanni a questo punto ti chiederebbe: vuoi essere frumento o paglia? E B.-P. gli farebbe eco: guidi da te la tua canoa oppure ti lasci trascinare dal vento come la pula e ti accontenti di una vita senza arte né parte?;

7. abbiamo finito? Sì, se vuoi, altrimenti potresti andare prima qui e poi qui.

venerdì 21 maggio 2021

Cari parrocchiani, capita a tutti...

... di leggere una frase e ritrovarsi a pensare. Ho letto che in un evento qualcuno ha detto: È bello abitare alla presenza di Dio!

E ho pensato: Abitare in senso forte, sentire cioè la propria esistenza quotidiana, momento dopo momento, non come espropriata di una casa e alla mercé di intemperie e inattese situazioni di pericolo, perché sei sempre nella casa di Dio e Lui, ospite amabile e amorevole, sa come metterti a tuo agio e quando e dove palesare la sua continua presenza.

E voglio scrivere: È bello vivere alla presenza di Dio!

domenica 24 gennaio 2021

Le parole che vorrei dirti/2

Ancora sguardi, oggi, si sono ascoltati nelle chiese, ancora parole come lame affilate che diventano spartiacque nella vita di qualcuno.

E mi rivedo adolescente, trapassato da sguardi amici che rimbalzavano su di me altri occhi, occhi profondi capaci di vedere in ognuno di noi il frutto compiuto, anche quando siamo acerbi, lontani, seme confuso che non sa che direzione prendere.

Come vorrei dirti che anche sulle rive del nostro quotidiano indaffarato oggi arriva Chi sa davvero per cosa batte il nostro cuore e come prenderlo per mano.

P.S.: e se provo a dirtelo così?

domenica 17 gennaio 2021

Le parole che vorrei dirti/1

Oggi nelle chiese si è letto di sguardi, di incontri, di fiducia, di amicizia. O almeno così io capisco leggendo questo brano (Giovanni 1, 35-42).

Pomeriggio mi è capitato di leggere questa breve riflessione guardando questo meraviglioso Caravaggio (quante volte, studente a Roma, mi ha rapito?).

Come vorrei dirti quanto quello sguardo a Simon Pietro e quel braccio teso verso Matteo sono gli  stessi che oggi sono rivolti a noi due...

venerdì 20 marzo 2020

Cronache dalle lande sospese/2

Lunedì 9, appena 11 giorni fa, non chissà quanto la mia psiche vorrebbe, in mattinata da Ragusa sono sceso a Vittoria (si poteva, 11 giorni fa si poteva, sebbene altro già era sospeso).
Appunto dato il generale clima di sospensione, mi reco dove essa è somma e regna (almeno per me, che ancora sostengo che ci sarà la risurrezione della carne). Passeggio, prego, cerco i miei cari mai conosciuti o per poco, non trovo invece mio nonno (ma... ricordo che... chiederò). Infine...
Era da tanto che non vedevo le vostre foto, effetti luminosi che dagli occhi risalgono alla mente (oltre la foto, si che le vostre spoglie mortali sono lì) e al cuore (invecchio, mi sono emozionato parecchio).
Sarei rimasto all'infinito lì, in attesa con voi del compimento dei tempi, magari per essere il primo a riabbracciarvi, visto che in ogni caso in parrocchia è sospesa pure la messa.
Ma urge la preghiera, con voi, per le altre anime, per i vivi che non si ammalino, per i vivi ammalati che guariscono, per tutti gli uomini perché siano illuminati e non perdano umanità. Pregate per tutti noi, care nonne!
È stato un passaggio importante, questo al cimitero.
Come avvicinarsi all'orizzonte di tutto, verso ciò che sospeso non è mai, anzi, regge ogni attimo del tempo e ogni punto dello spazio.
Un riempirsi l'infinito, mentre l'Italia precipita nell'indeterminato.

giovedì 4 ottobre 2018

Un pazzo da evitare

Francesco d’Assisi, giovane, ricco, di successo, re delle feste degli amici: la storia si ripete.
Oggi sarebbe uno di quelli che finiscono per avere un sacco di fan e “seguaci” su facebook, instagram, musically (o cmq si scriva), sarebbe un giovane di tendenza, capace di attirare su di sé l’attenzione degli adulti con i suoi gesti nobili (vorrebbe diventare cavaliere, uomo d’arme che ricerca la giustizia) e pieni di buon senso (“i lebbrosi con i lebbrosi, diamine, mica noi giovani di Assisi possiamo perdere tempo con loro, sporchi, brutti e puzzolenti”, citazione immaginaria ma possibile, visto che Francesco aveva una paura viscerale dei lebbrosi).
Poi, la guerra contro Perugia, la prigionia e la malattia: un lungo periodo di riflessione o, meglio ancora, di ricerca interiore, di ritorno in se stesso.
E, finalmente, l’incontro con Cristo. E tutto cambia, in peggio!
Da giovane pieno di vita, morirà a soli 44 o 45 anni, cieco, ridotto all’immobilità, pelle ossa, straziato dai dolori in tutto il corpo.
Da ricco mercante, sceglie di vivere la povertà, ovvero abitare in tuguri, vivere di elemosina, mangiare e bere scarsamente, dormire per terra solo con la tonaca, rifiutare tutto quello che può costituire comodità.
Dal successo tra gli amici, che aveva guidato nei loro divertimenti e che lo sceglievano come re della festa, passa a servire un Dio che gli chiede di servirlo attraverso innumerevoli tribolazioni, angustie e lotte per entrare nel Regno dei cieli.
Da possibile cavaliere acclamato per qualche nobile impresa, diventa uno straccione che si confonde tra lebbrosi e poveri per aiutarli e dar loro quello che ottiene chiedendo l’elemosina.
Povero ragazzo… chi ti ha rubato i sogni della tua giovinezza?
Perché non hai ascoltato tuo padre?
Hai perso la tua vita! Ti avremmo ammirato per la tua capacità di divertimento sfrenato, ti avremmo invidiato per la tua ricchezza, ti avremmo imitato per avere successo e amicizie importanti: hai rovinato tutto rinunciando ad ogni cosa.
E tutto questo per colpa di Cristo, che hai servito in ogni uomo e lodato per ogni creatura.
Pazzo, Francesco, sei un pazzo che ha vissuto fino alla fine come se nulla in questa vita vale senza Cristo e Cristo (solo Lui, non quello che ci si aspetta da Lui) è il tesoro della vita!

Saremo troppo pigri almeno per iniziare a riflettere se fu davvero pazzia?

venerdì 27 giugno 2014

E siamo a 15!/2

Mille giorni di te e di me... sembra chissà quanto tempo e in fin dei conti sono meno di tre anni! E allora cosa dovrei dire dei miei 1837 giorni e dieci ore circa di me e di lei? Io continuo a sorprendermi a respirare il suo odore, allontanando l'idea che sia quello mio di sempre. Eppure l'altro giorno è come se mi avessero presentato un vecchio amico mio, il me stesso dei miei 939 giorni di me e di lei, la prima. Sempre lo stesso odore... lo stesso che in questi giorni, ancora solo 195 tra me e lei, l'ultima, è così forte da mescolare tutto nella mia testa e metterle insieme tutte, come se mai ci separammo e mai fuggimmo, sempre vicini proprio perché ci si può pensare... 5479 giorni di Te e di me, insomma... ma quell'odore è nato ancora prima, nei miei 3742 circa giorni di me e di lei. Facciamo che il 30 giugno sono 40 anni di vita immersi in Te e la chiudiamo qui?

giovedì 26 giugno 2014

E siamo a 15!

Storie. Storie di tutti i giorni. Storie che ti parlano dagli occhi dei ragazzi da più di 25 anni, ormai. Storie che restano tra le quattro mura di una stanza per sempre, mentre tornano ad essere vissute oltre la porta che le custodisce. Storie che ti sfiorano, ti accarezzano a volte, altre ti tormentano, oppure ti impensieriscono. Storie che ti sfidano. Storie che ti aiutano a prendere le misure di quello che sei. E cosa sono, insomma, se non un ascoltatore di occhi e custode di parole? Occhi e parole che rivelano trame e orditi di storie da intrecciare con la mia. La mia? Beh, da 15 anni e poco più (oggi 15 anni e 3 giorni), trama e ordito della mia sono riempiti da occhi e parole di un Altro: Fate questo in memoria di me. Così divento ogni giorno custodito da uno sguardo e forgiato da una Parola che non smettono mai di rendere il mio amore grande, bello e forte... più di come io vorrei!

giovedì 17 ottobre 2013

Perché SPGE è SPGE!-6

Francesca chiede su fb: "Come facciamo, di fronte a due scelte, a sapere qual è la strada giusta da prendere?". E io rispondo qui, spiegando su fb che, se la prendo alla lontana, è perché la questione ha bisogno di una base (o meglio, dobbiamo chiederci da quale punto di vista guardarla). Commenti graditi sul post per favorire la riflessione dei Giovanissimi di San Pier Giuliano.