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sabato 25 maggio 2024

Me-mo-ria-le

Cara Desirée,

scrivendo un messaggio poco fa raccontavo di te e delle scelte di fede che stai compiendo da circa due anni in piena adolescenza.

Improvvisamente un po' di commozione.

Quante volte abbiamo detto "cresima"? Un sacco.

Ma qualcuno ti ha mai chiesto: "Desirée, presto mangerai l'Eucarestia per la prima volta! Ci hai pensato? Come ti senti?".

Lo faccio adesso.

Pubblicamente, in questa chat e sul mio blog.

Non aspetto tue risposte qui.

Questa domanda mi serve per leggere meglio il Vangelo.

Per capire meglio Gesù.

Il suo dire nell'ultima cena "Fate questo in memoria di me" non a bambini preoccupati di mani giunte e ostie da non masticare, ma ad adulti dalle mani avvezze a tirare su reti pesanti di pesce o a contare denaro delle tasse o a lottare contro i romani. Adulti che stanno mangiando e bevendo in memoria di quanto il Signore fece nella notte in cui il suo angelo passò e Israele divenne popolo, nonostante Egitto e Faraone.

Desirée, che da stasera mangerai in memoria di Gesù pane e berrai vino che non hai ancora mangiato e bevuto, le tue mani ora potranno ancor di più e meglio aprirsi per donare e il tuo vivere quotidiano avrà forza per essere "memoria", un segno che tutti posso vedere e che fa dire: "Perché dove passa lei resta l'impronta di cose belle e buone?".

È l'Eucarestia, memoria di Gesù per noi, che può renderci così.

Desirée, (e tutti noi non più bambini perplessi davanti a chi ci dice qualcosa su Gesù nel cuore, mentre invece finisce in pancia) puoi mangiare l'Eucarestia!

Ci pensi?

Come ti senti?

[Scritto su Whatsapp e "copiaincollato" qui].

martedì 26 aprile 2011

C'è vita e Vita

Tempo fa, Pandaconlemacchie aveva così commentato il post Barriti nella giungla - 6:


è bello scoprire come tutto ciò che ti circonda ti renda partecipe, quanto tutto accade pe(r) qualcosa, quanto tu appartenga a ogni istante di vita che è attorno a te, e quanto questa appartenga naturalmente a te. Tu sei sua..e lei, anche se non totalmente, è tua. :)


Mi aveva affascinato, di queste parole, l'avverbio "totalmente". Riesco a capire Pandaconlemacchie? Forse no, nonostante io sia famoso per le mie notevoli capacità di osservazione (questa non la capirà quasi nessuno). Quindi spiego perché sono rimasto affascinato da "totalmente" e Pandacolemacchie, se vorrà, mi dirà quanto l'ho capita.


C'è, quindi, la vita e ci sono io. Io sono totalmente della vita, ma lei no, mi supera, è più grande di me. Sono una parte di qualcosa che è più di me. Eppure, sono acqua, sono aria, sono carbonio, in me avvengono combustioni, sono, direbbero i miei amici medievali, microcosmo. Tutto è in me! Ma è vero, non tutto è totalmente in me. Sono piccolo, piccolissimo. Ma anche capace di pensare (oltrepassare la materia), di produrre cultura (oltrepassare il tempo), di interagire con l'ambiente (oltrepassare i limiti imposti dallo spazio e i condizionamenti fisici e naturali).


In uno dei suoi Pensieri (promessa: lo cito meglio in un prossimo post), così scrive Pascal:


Che cos'è in fondo l'uomo nella natura? Un nulla rispetto all'infinito, un tutto rispetto al nulla; un qualcosa di mezzo tra il niente e il tutto. Infinitamente lontano dall'abbracciare gli estremi, la fine delle cose e il loro principio gli sono invincibilmente nascosti in un impenetrabile segreto, ed egli è ugualmente incapace di vedere il nulla da cui è stato tratto e l'infinito dal quale è inghiottito.


Ora, e infine: totalmente la vita non mi appartiene, ma io appartengo totalmente ad essa e in questa consapevolezza lucida di appartenergli mi scopro proiettato verso l'infinito tanto da non restare schiacciato dalla mia piccolezza. Mi viene un sospetto: forse stiamo parlando o siamo in presenza non di una vita, ma della Vita.


Così chiudo, sapendo di essere stato forse complicato e oscuro. Caso mai qualcuno si volesse avventurare, useremo i commenti per chiarire.