Visualizzazione post con etichetta stagioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stagioni. Mostra tutti i post

sabato 11 luglio 2020

Cose estive

Eccomi ancora una volta dalla finestra forse più bella della mia vita, dalla quale sfumature di oro, azzurro, indaco e ricordi vari mi assalgono turbolenti mescolandosi alla pace che il venticello che l'attraversa e la placidità di quanto guardo mi donano. Non riesco a non guardare, non riesco a non distogliere lo sguardo che inabissandosi sulla vita passata preferisce per qualche secondo posarsi su altro. Ma non riesco a non guardare quel mare dell'infanzia, quella spiaggia che si prolunga negli anni, quel cielo di tanti tramonti estivi e quel lungomare di sempre, sempre, che esiste perché apro la finestra, apro la porta e lui inizia la sua lenta passeggiata fino a Costa Fenicia, salutando a destra tante case amiche, ancorché oggi sconosciute, e a sinistra il mare e la spiaggia che si baciano castamente in attesa della furiosa passione che li assale nei giorni di pruvenza.
Sarebbe mancato un pezzo importante alla mia vita senza Scoglitti?

domenica 28 ottobre 2018

Eh, già...

Eh, già, è proprio un autunno grigio, questo, odoroso per me di pellet e pile, perché umido tanto quanto basta per farmi restare a letto a causa del nervo sciatico infiammato! È pure tornata l'ora solare e io vorrei andare in letargo almeno fino a fine gennaio, quando si inizia a percepire che le ore di sole stanno aumentando.
Eh, già, è proprio l'autunno immaginato in note da Vivaldi e dipinto da tanti con sfumature così diverse dai miei autunni di sole e mare di qualche anno fa.
Eh, già, è proprio un'«immagine crepuscolare»  alla Guccini  quest'autunno in cui sembra che davvero un velo si sia posato sul sole, sulle cose, sulla vita, sullo stomaco, un velo trasparente, che non copre per nascondere, ma per farti sentire distaccato, malinconico, nostalgico... solo, nonostante chi ti vuole bene è sempre accanto a te... esausto, nonostante hai da poco iniziato le attività di sempre e in te e attorno a te vibrano le energie buone e ricche e fresche e curiose di ogni inizio...
E torno ancora una volta a te, Giuseppe, amico mio...
«Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie».
Soldati tutti noi di questo esercito chiamato umanità che lotta con se stessa creando eventi temporali nell'illusione di sopravvivvere a quello stesso tempo che la illude.
Come direbbe l'altro nostro amico, Salvatore, il mio conterraneo...
«Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera».
...
...
Diciamoci la verità, quando l'autunno fa il suo mestiere e ci permettiamo (finalmente) di non sfuggire al suo annuncio che la vita finisce, avvertiamo tutta la precarietà della nostra vita, la fragilità della nostra esistenza, l'angoscia di un orizzonte così ristretto che, se lo fissi, ti rivela di avere un solo volto, quello della morte.
Ecco perché io, giorno 1 novembre, sfiderò questo orizzonte insieme a chi l'ha già vinto e giorno 2 novembre lo sfiderò ancora, per me e per chi lotta per l'eternità.
Tu, morte, non mi avrai.
Qualcuno ha strappato ogni velo e riempito ogni oscurità di luce e in Lui non c'è più sconfitta della vita.
Sapete bene come venire con me per celebrare la Luce e la Vita e salire sulla Croce che ci fa scorgere l'Orizzonte eterno.
Vi aspetto!

venerdì 12 ottobre 2018

Post-sciatica

Quest'autunno in cui ritorno a muovermi quasi da persona normale dopo più di tre mesi d'intensa sciatalgia, mi sembra estate.

venerdì 29 settembre 2017

I miei soliloqui a volte hanno una colonna sonora - 9 (varie)

Neanche il tempo di aspettare la parte seria dell'autunno e sono già raffreddato. Un po' zombie, un po' vecchietto accatubbato  (se dovete andare al link per capire che significa, scorrete fino al numero 38), apro finalmente il mio MacBook d'annata per lavorare un po'. Devo scaricare dei file  da stampare e come sempre collegarsi ad Internet significa iniziare a ritenere importantissimo leggere di qua, di là, di su, di giù... ma subito, per errore, finisco su una vecchia pagina di Vino nuovo, dalla quale risalgo a questo bel pezzo cantato da Fabi Silvestri Gazzè (ma i primi due cantano pure?).
Che dire? Pare che accatubatu venga da caduco: ho proprio bisogno di Chi ami le "piccole cose" come sono io. Magari ogni tanto Costui mi aiuterà pure a gridare di sorpresa!

P.S.: scopro oggi, 26 novembre 2020, che, purtroppo, il link alla vecchia pagina di Vino nuovo non funziona più.

martedì 19 settembre 2017

I miei soliloqui a volte hanno una colonna sonora - 8 (varie)

Stagioni di Guccini è esattamente l'album per questa travolgente fine estate-inizio autunno 2017 (su Youtube trovate i vari pezzi), però ho finito per ascoltare e riascoltare questo Califano, esattamente il pezzo per questa fine mattinata.

venerdì 1 maggio 2015

The truth is a cave in a black mountain/2

“Death waits in all our futures,” I said.
She paused, there in the highest of the high lands, where the summer winds have winter on their breath, where they howl and whip and slash the air like knives. She said, “There was a woman in a tree. There will be a man in a tree.”
I said, “Will this mean anything to me?”
“One day. Perhaps.” She said, “Beware of gold. Silver is your friend.” And then she was done with me.
To Calum MacInnes she said, “Your palm has been burned.” He said that was true. She said, “Give me your other hand, your left hand.” He did so. She gazed at it, intently. Then, “You return to where you began. You will be higher than most other men. And there is no grave waiting for you, where you are going.”
He said, “You tell me that I will not die?”
“It is a left-handed fortune. I know what I have told you, and no more.”
She knew more. I saw it in her face.
Questo passaggio lo posto perché mi piace un sacco la descrizione dei venti estivi che hanno l'inverno nel loro respiro, e ululano e sferzano e squarciano l'aria come coltelli.
E poi, la morte. Il pensare la morte. L'accettare il morire. Il rendersi conto di dover morire. Ovvero, relativizzare se stessi, tutto quello che si è, assolutamente.

1 maggio 2015

Inizia il 41esimo maggio della mia vita. Mi è sempre piaciuto questo mese: primavera piena, non le pazzie di marzo e gli accenni di aprile (è la mia testa che schematizza i mesi così, ovviamente). E ancora: trampolino di lancio verso l'estate. Insomma, evviva maggio!

(Neanche una parola sulla valenza sociale di oggi? Beh, sostanzialmente sono d'accordo con la linea di pensiero che si sviluppa da questo documento fino a quest'altro, attraversando almeno altri sei testi ancora, oltre ad avere un suo compendio. Basta?).

domenica 26 aprile 2015

Primavera

Trafitto
vago stupito
squarciato alla luce.
Audace
di esser ebbro

di ogni raggio di te.

-------------------------------

La primavera è di una bellezza travolgente, anche nelle strade del ragusano che ti riportano a Vittoria all'ora di pranzo.