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martedì 9 marzo 2021

Na sira, ppi strata

U sciauru ca pizzica nna ll’aria,

fimmina prena ca si sgrava

duoppu misi ri cura e r’attinzioni,

mi vasa

e ‘nta la faccia canciu tuttu

e arriru comu sciuri arriri

quannu si rapri ppi l’uocci ri cu passa,

u viri e s’arricria ppi ssi culuri,

ssi petali, ss’amuri.

Il 10 maggio 2014 abbiamo mangiato insieme in pizzeria io, papà, mamma, Daria, Capi, Rosanna, Carmelo, Marco, Elisa, Cristina, a Modica. Mentre tornavo a Ragusa, probabilmente intorno alle 23, dai finestrini aperti della Multipla entrava un’aria densa di pollini o chissà cosa, non semplicemente profumata, ma corposa, come se nel naso non ti entrasse semplicemente il soffio di qualcosa, ma quel qualcosa stesso portato dentro il suo soffio.

Ecco l’immagine dell’aria come donna incinta partoriente, che prese forma pian piano, come tutta questa breve composizione, da quella sera fino a oggi, 28 maggio 2014 (scopro un file datato 28 maggio 2010: il mio compleanno è foriero di poesia!). Qui sotto, alcuni momenti verso la versione definitiva, momenti appuntati su un telefono (il Nokia speditomi da Lidia dopo la Pasqua di quest’anno). Prima o poi, forse anche oggi, il testo in dialetto finirà sul blog, senza spiegazione, ma con un’annotazione riguardo alla possibilità di verifica dell’esatta grafia delle parole siciliane e della corretta traduzione.

U sciauru ca pizzica nna dda fimmina prena ca è l'aria a stasira -nna ll'aria- -nall'aria/ca è fimmina prena a stasira,

-fimmina prena ca si sgrava- accussì prena ca ura è ppi sgravarisi

duoppu misi ri cura e r'attinzioni,

mi vasa e 'nta la faccia canciu tuttu

e arriru comu sciuri arriri

quannu si rapri -mi a vucca mi smovi comu sciuri ca si rapri- ppi l'uocci ri cu passa,/ u viri e s'arricria ppi ssi culuri,/ ssi petali, ss'amuri.

Ecco, quando si dice meglio tardi che mai (visto che tutto questo arriva sul blog dopo quasi 7 anni)! Ho fatto copia e incolla di quanto trovato su un file di Word (lasciando la spiegazione e non mettendo alcuna annotazione su grafia e traduzione).



lunedì 9 marzo 2020

Cronache dalle lande sospese/1

Da quanto tempo e per quante volte ho fatto questa strada?
Non saprei neanche dire un numero approssimativo.
È proprio questo il potere della bellezza: lasciarti stupito tutte le volte che vuole, all'infinito...
Oggi ha scelto l'ennesimo stuolo di margherite gialle (ti ricordi quella gita a Kamarina? Prima media, seconda? Di chi eri innamorato? Forse non lo ricordo più...) che sbucano oltre i muri a secco scendendo dai Cento Pozzi e l'ennesima combinazione blu cobalto su azzurro slavato che il mare visto dai Cinque Zucchi s'inventa.
E anche il respiro (oltre le messe, la scuola, i gruppi, le discoteche e chi più ne ha più ne metta), per qualche istante, resta sospeso...
Ma questo è il potere del Bello!
Che è appunto quello che ci serve, non solo oggi!

domenica 26 aprile 2015

Primavera

Trafitto
vago stupito
squarciato alla luce.
Audace
di esser ebbro

di ogni raggio di te.

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La primavera è di una bellezza travolgente, anche nelle strade del ragusano che ti riportano a Vittoria all'ora di pranzo.