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domenica 26 aprile 2015

Primavera

Trafitto
vago stupito
squarciato alla luce.
Audace
di esser ebbro

di ogni raggio di te.

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La primavera è di una bellezza travolgente, anche nelle strade del ragusano che ti riportano a Vittoria all'ora di pranzo.

lunedì 19 novembre 2012

Viaggio nel tempo

Una domenica pomeriggio autunnale e il suo buio improvviso e immediato mi sorprende a casa di mia nonna, la casa dei miei primi cinque anni di vita, la casa di tanti tardi pomeriggi bui di domeniche autunnali e invernali di anni e anni fa, mentre cerco con la mente la lezione per il giorno dopo, ma mi sento più studente che docente, perché il mio prozio e mio papà decidono di insegnarmi con eleganza e noncuranza la storia più bella che c'è, quella della loro infanzia. E così, mentre un paio di stanze più in là il presente della nonna non si apre ancora all'eternità ma macina piccoli chicchi di futuro, io vago affatato tra le vicissitudini di un fanciullo della Vittoria degli anni trenta e le avventure estive di un fanciullo di trent'anni dopo lasciato dalla nonna a Valguarnera, immaginando cibi e quartare e fontane e vie e situazioni e volti di una Sicilia che, chissà perché, in testa mi appare in bianco e nero o colorata tipo vecchi film da restaurare, in base alla voce di chi racconta. E quando continuo a riprendere appunti per gli studenti dell'indomani, mi sento come se dovessi chiedere a qualcuno: "In che anno siamo?".

mercoledì 23 maggio 2012

Capaci

Vent'anni fa, quasi diciottenne, tornando a casa dal classico sabato pomeriggio in parrocchia (era già un classico!), con chissà quale progetto per la sera, accendo la tv  e sul televideo leggo notizie ogni minuto sempre più tragiche sul giudice Falcone, sua moglie e la sua scorta.

Abitavo a Vittoria, la città dei Gallo (io so cosa significa andare alle scuole elementari e pensare, guardando i manifesti funebri sempre con lo stesso cognome, quanto sia poverina quella famiglia a cui morivamo tutti i parenti... e scoprire qualche anno dopo che si era consumata una strage di mafiosi nella tua città), dei Dominante, dei Carbonaro, anzi no... la mia città, dei miei amici, di quasi tutte le ragazze di cui mi sono innamorato, dei preti di periferia che hanno dissodato terreni e persone per creare comunità (insieme di persone che cercano di realizzare il bene di tutti e di ciascuno), dei miei professori che hanno segnato i miei orientamenti culturali con quello che hanno saputo farmi accettare o rifiutare dei loro, delle mie sorelle, di mia mamma e, d'adozione, di mio papà.

Abitavo a Gaspanella, contrada che non è più il quartiere Talafuni ed è separata da contrada Fanello e dalle sue case popolari da una strada, ma ho lasciato che mi contaminassero l'uno e l'altro, visto che, in fondo in fondo, sangiuvannaro (che a Vittoria non indica una fazione religiosa!) di nascita, la parte migliore (i miei fantastici compagni delle elementari) del quartiere poco "in" della città mi ha vaccinato dallo snobismo borghese e dall'arroganza mafiosa. Sarà per questo che avevo voglia di vivere il mio quartiere, tutto, da Gaspanella a Cius'o'nfiernu, da educatore A.C.R. che tesse relazioni con le famiglie dei ragazzi del gruppo e col territorio, per quanto fastidio la cosa potesse dare alla banda (che a Vittoria, in questo caso, non è quella che suona per la festa del patrono) di miei coetanei della zona?

Vent'anni fa credevo di aver capito che gente come Falcone è semplicemente gente che ci crede e si impegna nonostante tutto e che io dovevo continuare gli impegni presi (studio e servizio come educatore A.C.R.), sviluppandoli man mano che crescevo.

Dopo vent'anni, mi permetto di ripeterlo a me e a chi ha vent'anni meno: far camminare le idee di Falcone sulle proprie gambe, significa innanzitutto fare il proprio dovere di figli, studenti, cittadini, a partire dalle fastidiosissime cose di ogni giorno (gli orari, il casco, la raccolta differenziata, innamorarsi di una o due materie e da queste essere trascinato a studiare le altre, un piccolo impegno che ci apre agli altri) che sono le prime a creare legami di comunità, segni di civiltà e società che amano la legalità. E tutto questo è l'humus antimafia per eccellenza.

giovedì 26 aprile 2012

97019*

È la primavera che ormai non disdegna più di farsi sentire? È l'inizio della nuova avventura previsto per domani? È il bisogno di qualche novità che la luce dei giorni più lunghi e i prati fioriti mi mettono dentro? O, semplicemente, Vittoria non mi hai mai lasciato, mai, e da via Bixio a piazza Henriquez a Gaspanella, mi hai tenuto stretto così tanto da esserti imbacuccata di me e ora fremi perché mi senti immalinconito di te e mi sconquassi fortemente dentro, quasi mettendomi farfalle nello stomaco, quasi donandomi fremiti da adolescente sopiti da quel placido scorrere dei giorni sull'altopiano... Vittoria mia, orizzonte di una vita spericolata e senza muretti a secco che delimitano esistenze e allontanano novità, dove sei?



*Codice di Avviamento Postale che dà senso e significato a tutto il post.

sabato 11 giugno 2011

Primo tramonto estivo

Anche il sole, tramontando e lasciandomi beare di tutte le sfumature di arancione tra il giallo e il rosso di cui si colora il cielo, gioca a nascondino tra le colline che mi portano a Vittoria.

Questi sono colori di pace.