Tempo fa, Pandaconlemacchie aveva così commentato il post Barriti nella giungla - 6:
è bello scoprire come tutto ciò che ti circonda ti renda partecipe, quanto tutto accade pe(r) qualcosa, quanto tu appartenga a ogni istante di vita che è attorno a te, e quanto questa appartenga naturalmente a te. Tu sei sua..e lei, anche se non totalmente, è tua. :)
Mi aveva affascinato, di queste parole, l'avverbio "totalmente". Riesco a capire Pandaconlemacchie? Forse no, nonostante io sia famoso per le mie notevoli capacità di osservazione (questa non la capirà quasi nessuno). Quindi spiego perché sono rimasto affascinato da "totalmente" e Pandacolemacchie, se vorrà, mi dirà quanto l'ho capita.
C'è, quindi, la vita e ci sono io. Io sono totalmente della vita, ma lei no, mi supera, è più grande di me. Sono una parte di qualcosa che è più di me. Eppure, sono acqua, sono aria, sono carbonio, in me avvengono combustioni, sono, direbbero i miei amici medievali, microcosmo. Tutto è in me! Ma è vero, non tutto è totalmente in me. Sono piccolo, piccolissimo. Ma anche capace di pensare (oltrepassare la materia), di produrre cultura (oltrepassare il tempo), di interagire con l'ambiente (oltrepassare i limiti imposti dallo spazio e i condizionamenti fisici e naturali).
In uno dei suoi Pensieri (promessa: lo cito meglio in un prossimo post), così scrive Pascal:
Che cos'è in fondo l'uomo nella natura? Un nulla rispetto all'infinito, un tutto rispetto al nulla; un qualcosa di mezzo tra il niente e il tutto. Infinitamente lontano dall'abbracciare gli estremi, la fine delle cose e il loro principio gli sono invincibilmente nascosti in un impenetrabile segreto, ed egli è ugualmente incapace di vedere il nulla da cui è stato tratto e l'infinito dal quale è inghiottito.
Ora, e infine: totalmente la vita non mi appartiene, ma io appartengo totalmente ad essa e in questa consapevolezza lucida di appartenergli mi scopro proiettato verso l'infinito tanto da non restare schiacciato dalla mia piccolezza. Mi viene un sospetto: forse stiamo parlando o siamo in presenza non di una vita, ma della Vita.
Così chiudo, sapendo di essere stato forse complicato e oscuro. Caso mai qualcuno si volesse avventurare, useremo i commenti per chiarire.
...e quando Hathi, l'elefante selvaggio che vive cento anni e più, vide affiorare una lunga e sottile cresta di roccia azzurrina, proprio nel bel mezzo della corrente, capì che quella era la roccia della pace ed immediatamente alzò la proboscide e proclamò la "tregua dell'acqua" [...]. Secondo la Legge della giungla è punito con la morte chi uccida ai posti d'abbeverata, una volta dichiarata la tregua dell'acqua. (dal racconto Come nacque la paura, in La giungla nel branco)
martedì 26 aprile 2011
C'è vita e Vita
Etichette:
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Trascendenza
venerdì 4 febbraio 2011
2 canzoni - 2
...e questa per me (1974-?).
Quando tutte le parole sai che non ti servon più
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù
quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che
che nessuno se lo spiega perché sia successo a te
quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "grazie no"
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu...
Quando indietro non si torna quando l'hai capito che
che la vita non è giusta come la vorresti te
quando farsi una ragione vora dire vivere
te l'han detto tutti quanti che per loro è facile
quando batte un pò di sole dove ci contavi un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "ancora no"
quando la ferita brucia la tua pelle si farà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...
Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà
quando l'aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà
quando questa merda intorno sempre merda resterà
riconoscerai l'odore perché questa è la realtà
quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che or'è
che la vita è sempre forte molto più che facile
quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà
Sopra il giorno di dolore che uno ha
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...
Il Giorno Di Dolore Che Uno Ha
Ligabue > Secondo Tempo (2008)
Quando tutte le parole sai che non ti servon più
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù
quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che
che nessuno se lo spiega perché sia successo a te
quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "grazie no"
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu...
Quando indietro non si torna quando l'hai capito che
che la vita non è giusta come la vorresti te
quando farsi una ragione vora dire vivere
te l'han detto tutti quanti che per loro è facile
quando batte un pò di sole dove ci contavi un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "ancora no"
quando la ferita brucia la tua pelle si farà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...
Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà
quando l'aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà
quando questa merda intorno sempre merda resterà
riconoscerai l'odore perché questa è la realtà
quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che or'è
che la vita è sempre forte molto più che facile
quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà
Sopra il giorno di dolore che uno ha
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...
2 Canzoni - 1
Questa per C. (1974-2011)...
La Leva Calcistica Della Classe '68
Sole sul tetto dei palazzi in costruzione,
sole che batte sul campo di pallone e terra
e polvere che tira vento e poi magari piove.
Nino cammina che sembra un uomo,
con le scarpette di gomma dura,
dodici anni e il cuore pieno di paura.
Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori
che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro a un bar,
e sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai.
Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.
Nino capì fin dal primo momento,
l'allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell'area, tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare.
Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.
sole che batte sul campo di pallone e terra
e polvere che tira vento e poi magari piove.
Nino cammina che sembra un uomo,
con le scarpette di gomma dura,
dodici anni e il cuore pieno di paura.
Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori
che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro a un bar,
e sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai.
Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.
Nino capì fin dal primo momento,
l'allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell'area, tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare.
Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.
lunedì 13 dicembre 2010
Barriti nella giungla - 6
Da ragazzino alcuni visi di ragazze mi facevano sobbalzare il cuore.
Un po' in là negli anni, oltre ai visi di ragazze si sono aggiunte le opere d'arte.
Ieri camminavo, finché guardandomi attorno mi sono ritrovato fermo, con una sensazione da ferita avvertita dentro me stesso: il sole illuminava una piccola valle verde d'ineffabile bellezza.
Poco prima, dei gigli viola a punteggiare radi la parete della collina. Poco dopo, un ruscello d'acqua limpidissima.
È bello scoprire come la bellezza ti coinvolga, quanto ti appartenga e quanto tu appartenga ad essa.
Un po' in là negli anni, oltre ai visi di ragazze si sono aggiunte le opere d'arte.
Ieri camminavo, finché guardandomi attorno mi sono ritrovato fermo, con una sensazione da ferita avvertita dentro me stesso: il sole illuminava una piccola valle verde d'ineffabile bellezza.
Poco prima, dei gigli viola a punteggiare radi la parete della collina. Poco dopo, un ruscello d'acqua limpidissima.
È bello scoprire come la bellezza ti coinvolga, quanto ti appartenga e quanto tu appartenga ad essa.
Grazie!
Ieri avevo una voglia immensa di ringraziare tutti quelli che nella mia vita mi hanno donato sorrisi, crescita, compagnia, appoggio, amicizia, fiducia...
Lo faccio oggi, da qui: grazie a tutti! Siete stati davvero grandi!
Lo faccio oggi, da qui: grazie a tutti! Siete stati davvero grandi!
lunedì 6 dicembre 2010
Prospettive
Da ragazzino sognavo di vincere le Olimpiadi.
Un giorno mi accorsi che avevo cambiato prospettiva.
Oggi so che in diversi momenti degli ultimi anni (non ricordo più la prima volta che mi è successo: fine 2004? Primavera 2005? Un po' più in là?) mi sono sentito così umanamente (quindi non totalmente e infinitamente) soddisfatto da pensare che la mia prospettiva esistenziale aveva davvero prodotto "successo".
Così, sorridendo per le mie soddisfazioni, lascio qui (chissà se giungerà mai alla persona interessata!) un augurio calorosissimo e commosso a chi sempre più raggiunge successi sportivi mandando sfere arancioni dentro un cesto!
Auguri, Cespuglio! E mi raccomando, sempre con lo spirito di quelle parole pronunciate qualche anno fa: Con l'aiuto di Dio, prometto di fare del mio meglio per servire...
Un giorno mi accorsi che avevo cambiato prospettiva.
Oggi so che in diversi momenti degli ultimi anni (non ricordo più la prima volta che mi è successo: fine 2004? Primavera 2005? Un po' più in là?) mi sono sentito così umanamente (quindi non totalmente e infinitamente) soddisfatto da pensare che la mia prospettiva esistenziale aveva davvero prodotto "successo".
Così, sorridendo per le mie soddisfazioni, lascio qui (chissà se giungerà mai alla persona interessata!) un augurio calorosissimo e commosso a chi sempre più raggiunge successi sportivi mandando sfere arancioni dentro un cesto!
Auguri, Cespuglio! E mi raccomando, sempre con lo spirito di quelle parole pronunciate qualche anno fa: Con l'aiuto di Dio, prometto di fare del mio meglio per servire...
lunedì 29 novembre 2010
Barriti nella giungla - 5
Un progetto. Amare per sempre, vivere fieramente, costruire la propria libertà e la propria felicità, impegnarsi per il bene comune, scegliere cercando di essere se stessi fino in fondo (cioè, fino a scoprirsi legati a tutto il mondo): tutte cose per le quali serve un progetto. Ovvero una meta finale, alcuni obiettivi immediati e altri da realizzare sempre più in là nel tempo, gli strumenti giusti per raggiungere obiettivi e meta. Ma soprattutto... serve chiedersi anche con una certa violenza (per non farsi ingannare da se stessi) "ma io... chi c _ zz _ sono?".
Se l'essenziale è invisibile agli occhi, è l'invisibile che è dentro di noi con il quale dobbiamo al più presto possibile fare i conti. "Talità kum" in aramaico, "Puella, tibi dico: Surge!" in latino, traducetevelo voi in italiano, il senso è proprio quello: hai dentro il progetto giusto da scoprire e realizzare.
Se l'essenziale è invisibile agli occhi, è l'invisibile che è dentro di noi con il quale dobbiamo al più presto possibile fare i conti. "Talità kum" in aramaico, "Puella, tibi dico: Surge!" in latino, traducetevelo voi in italiano, il senso è proprio quello: hai dentro il progetto giusto da scoprire e realizzare.
Nell'attesa della sua venuta
Mi chiedo se verrai. Se verrai oggi. Domani. Il 25 del mese prossimo o, davvero, come una folgore nel cielo, improvvisa e fulminea. Mi chiedo se sei già qui, accanto a me e a me intorno, a sorridere sornione dei miei pensieri affannati. Mi chiedo se non sei già passato a lasciar segni e ferite che si trasformeranno in benedizioni del cuore... e questo mio cuore che ormai sa lacrimare ma che ancora ha bisogno del Suo Maestro per diventare sempre più carne che splende innamorata, ti ha aperto?
Mi chiedo se puoi fermare i miei pensieri su di Te, perché occhi, orecchie, bocca, mani e piedi hanno tante cose da fare. Vieni... Ti aspetto nella mia mente, per aprirti il cuore, lasciar libero tutto il mio corpo per Te.
Mi chiedo se puoi fermare i miei pensieri su di Te, perché occhi, orecchie, bocca, mani e piedi hanno tante cose da fare. Vieni... Ti aspetto nella mia mente, per aprirti il cuore, lasciar libero tutto il mio corpo per Te.
lunedì 22 novembre 2010
Per pandaconlemacchie
Ti scrivo qua, anzi nel primo commento, per continuare il dialogo iniziato in Barriti - 2.
giovedì 18 novembre 2010
Barriti nella giungla - 4
Ci sono persone che non esitiamo a definire eccezionali. Finisce che conosciamo decine di difetti in loro, ma vogliamo loro o troppo bene, e allora facciamo finta di non vedere tali difetti, o vogliamo loro veramente bene, e allora siamo felici di accettarle per quello che sono e di volerle bene proprio perchè hanno quei difetti. Ecco perchè sono eccezionali: perchè sono tanto normali da farti sentire veramente loro amico, o fratello, o, addirittura, un po' papà.
Negli ultimi cinque anni ho conosciuto quattro persone così: AA, quella del post Compiacimenti, da un po' si trova vicino alle altre tre come lo sono stato io . E mi sorprendo: sembrano cadute soggezioni, sembrano spuntati nuovi vigori, sembrano annullati timori. Ecco le mie quattro persone eccezionali: sono sicuro che se me le prendessi tutte e quattro e chiedessi loro cosa è successo, non saprebbero dirmi altro che: "Niente! Stiamo andando avanti come sempre!".
Infatti, è vero: come sempre, con la semplicità di chi, persona normale, si lascia prendere dal Bene e lo vive eccezionalmente, senza accorgersi di quanto bene eccezionale sparge intorno.
Care mie amiche, sorelle e figlie eccezionali: continuate ad essere così normali. Siete una benedizione per coloro che, più piccole di voi, potranno diventare come voi.
E interrogatevi su AA, sulle sue motivazioni, su ciò che vi trasmette la sua relazione con voi. Perché è il segno di Qualcuno tanto eccezionale che ha scelto di essere normale come noi e in mezzo a noi. Per farci diventare normalmente eccezionali come Lui.
Negli ultimi cinque anni ho conosciuto quattro persone così: AA, quella del post Compiacimenti, da un po' si trova vicino alle altre tre come lo sono stato io . E mi sorprendo: sembrano cadute soggezioni, sembrano spuntati nuovi vigori, sembrano annullati timori. Ecco le mie quattro persone eccezionali: sono sicuro che se me le prendessi tutte e quattro e chiedessi loro cosa è successo, non saprebbero dirmi altro che: "Niente! Stiamo andando avanti come sempre!".
Infatti, è vero: come sempre, con la semplicità di chi, persona normale, si lascia prendere dal Bene e lo vive eccezionalmente, senza accorgersi di quanto bene eccezionale sparge intorno.
Care mie amiche, sorelle e figlie eccezionali: continuate ad essere così normali. Siete una benedizione per coloro che, più piccole di voi, potranno diventare come voi.
E interrogatevi su AA, sulle sue motivazioni, su ciò che vi trasmette la sua relazione con voi. Perché è il segno di Qualcuno tanto eccezionale che ha scelto di essere normale come noi e in mezzo a noi. Per farci diventare normalmente eccezionali come Lui.
Barriti nella giungla - 3
Su Emmaus: aspettiamo l'incontro della vita? La persona che ci lascia senza fiato per il troppo sentimento d'amore che ci fa provare? L'occasione con la quale crediamo di aver risolto per sempre tutti i nostri problemi? Bene: ad Emmaus successe di più. La Persona incontrata non si offriva solo per essere amata finché le durasse il suo sentimento d'amore, ma stava dimostrando di voler amare per sempre, al di là di ogni sentimento. L'Occasione capitata non garantiva nessuna soluzione perenne, ma stava dimostrando di essere l'Occasione perenne per crescere perennemente liberi.
Ancora commozione
Ma si può? Ma è senilità precoce? O forse attuale (trentasei anni e sei mesi quasi potrebbero pure essere incipit di senilità)? Ma insomma... passo dove sono tornato, vi passo proprio perchè vi sono tornato, vi passo iniziando a pensare a ciò per cui vi sono tornato... e che mi piglia? Mi si stringe lo stomaco, mi si inumidiscono gli occhi, mi sento commosso. Per quello che c'era stato, per quello che potrà esserci. Per l'improvviso liberarsi di ricordi da una zona nascosta della coscienza. Devo imparare a fare i conti sempre più con questo mio innamoramento della vita. Perchè mi sembra proprio questo: aver imparato ad amare la vita dopo aver provato ad impegnare la vita. Che il buon Dio mi aiuti!
martedì 16 novembre 2010
Benvenuto autunno!
Oggi è finita la mia estate biologica: ho iniziato a sentire freddo e sopratutto ho accolto con pace l'autunno. Come? Guardando quella meraviglia che è Ibla, da viale Mazzini prima, dalla vecchia strada per Modica, in direzione Ragusa poi. Credo che il fascino da presepe di Ibla sia dovuto anche al buio che scende presto in autunno e alla luce autunnale del cielo ormai privo quasi del tutto di luce solare. Questo fascino mi ha fatto sentire in pace con cielo e buio autunnali. Ciao, estate! Stai tranquilla: riesco a godermi squarci di bellezza anche se tu ti riposi. E come si vivrebbe senza bellezza?
mercoledì 10 novembre 2010
Amici
Da sentire, introvabili, che senti, che ti accompagnano, che si fanno sentire, che ti ri-conoscono, che non hai il coraggio di cercare. Amici come i sentieri di campagna heideggeriani, che pare (mi perdoni Martin e i suoi studiosi) non si interrompessero nel nulla, ma nella nuova consapevolezza di una possibilità di conoscenza nuova.
martedì 9 novembre 2010
lunedì 8 novembre 2010
Barriti nella giungla - 2
Sentita oggi (la do in pasto ai lettori): chi ha mani sempre impegnate a fare il bene e cuore che batte all'impazzata per la verità? Chi non è schiavo delle cose del mondo.
Prima o poi ritorno su quella faccenda di Emmaus.
Prima o poi ritorno su quella faccenda di Emmaus.
giovedì 4 novembre 2010
Lacrime
Come mai nella mia vita.
16 ottobre 2005 - 26 ottobre 2010
16 ottobre 2005 - 26 ottobre 2010
Barriti nella giungla - 1
Mi chiedo se è possibile compiere un'operazione fondamentale. Cambiare mentalità e finirla di andare a messa la domenica. Per iniziare veramente a partecipare con tutto se stessi a quello che ai due tizi che andavano verso un villaggio chiamato Emmaus capitò quasi per caso.
A proposito, Emmaus si trovava a circa 11 km dalla città di Gerusalemme. Tanti quanto, andata e ritorno, Casa San Luca (proprio quello che parla dei discepoli di Emmaus) - Frigintini.
Passano i millenni, ma si continua a camminare. Con i piedi. Spero anche con la mente e con il cuore.
martedì 17 agosto 2010
Consapevolezze ferragostane
1. Ogni tanto occorre riposare e dormire, dormire e riposare.
2. Non è proprio bello il decadimento cerebrale (soprattutto se non tutti i figli e i nipoti sono come Elefante Sapiente).
3. Mia sorella gianduiotta (per come si abbronza e per dove lavora) è a rischio "faccia tanta" causa "ciafalata ro frati ranni".
4. Nel caos, tento di essere l'occhio del ciclone.
5. Va bene Mastercard, Visa, Poste-pay... ma il 16 agosto stare a mollo senza problemi di orologio che corre nel Mediterraneo con tua sorella farmachimica e una tua cara amica (chiedo perdono se non riesco ad essere presente nell'amicizia)...
6. ...non ha prezzo come godersi la pineta akrillica (alberi, alberelli, sole, anatre nel cielo, aghi di pino, aria pura) con un'altra tua carissima amica il 17 agosto!
7. Passa il tempo... e mi trovo sempre a pensare a cammini formativi.
8. Voglio scendere al compleanno e alle pizze che mi aspettano.
2. Non è proprio bello il decadimento cerebrale (soprattutto se non tutti i figli e i nipoti sono come Elefante Sapiente).
3. Mia sorella gianduiotta (per come si abbronza e per dove lavora) è a rischio "faccia tanta" causa "ciafalata ro frati ranni".
4. Nel caos, tento di essere l'occhio del ciclone.
5. Va bene Mastercard, Visa, Poste-pay... ma il 16 agosto stare a mollo senza problemi di orologio che corre nel Mediterraneo con tua sorella farmachimica e una tua cara amica (chiedo perdono se non riesco ad essere presente nell'amicizia)...
6. ...non ha prezzo come godersi la pineta akrillica (alberi, alberelli, sole, anatre nel cielo, aghi di pino, aria pura) con un'altra tua carissima amica il 17 agosto!
7. Passa il tempo... e mi trovo sempre a pensare a cammini formativi.
8. Voglio scendere al compleanno e alle pizze che mi aspettano.
venerdì 13 agosto 2010
Un posto
C'è un posto dal quale le forze centrifughe della vita ti allontanano, mostrandotelo tedioso, poco importante, per nulla necessario. Poi, per dovere, onore, compassione, o chissà quale spinta della tua psiche, risali la china e ritorni proprio li', al tuo posto. Improvvisamente, ti senti in pace con te stesso, esattamente al tuo posto, nonostante tutto. Sei lì dove senti che qualunque altro posto non vale alcunchè, per te. Anzi, dove senti che tu non avresti avuto alcun valore in qualunque altro posto. Oggi ho ringraziato Dio per essermi ritrovato dove un po' di minuti prima mi scocciava proprio andare. Nulla di eclatante dal punto di vista del fare; ma ho riscoperto una delle mie dimensioni profonde che spesso non curo come dovrei per non perdere contatto con me stesso.
giovedì 12 agosto 2010
Deplatonizziamoci!
1. Attingere alle relazioni in corso tra candidati e tra candidati e formatori.
2. Attingere alle relazioni in corso tra formatori.
3. Attingere alle condizioni culturali e ambientali come spinte verso l'autoformazione (consapevole o meno).
4. Chiarire nella meta finale la componente escatologica (Nietzsche mi rimprovererà?), la componente storica, il rapporto tra queste due componenti e la tensione che ne nasce.
5. Scegliere azioni umanamente praticabili (ovvero capaci di attivare intelligenza, volontà e passioni del candidato così da farlo sentire invischiato nella gestione della sua libertà) che permettano la riformulazione critica costante e comunitaria delle relazione di 1 e 2 e l'esame critico con relativa scelta personale di liberazione delle condizioni di 3.
Mi autobiasimo per il residuo di platonismo nella componente escatologica (a meno che... essa non sia vista come la dimensione del gratuito donato che ci sovrasta) che finisce per incidere come ideale da dover raggiungere (a meno che... esso sia evento che accada in una relazione pro-vocante): date queste due parentesi, occorre introdurre grazia e chiamata. Come senza banalizzare l'una a intervento meccanico di Dio e l'altra a aspirazione soggettiva mascherata?
2. Attingere alle relazioni in corso tra formatori.
3. Attingere alle condizioni culturali e ambientali come spinte verso l'autoformazione (consapevole o meno).
4. Chiarire nella meta finale la componente escatologica (Nietzsche mi rimprovererà?), la componente storica, il rapporto tra queste due componenti e la tensione che ne nasce.
5. Scegliere azioni umanamente praticabili (ovvero capaci di attivare intelligenza, volontà e passioni del candidato così da farlo sentire invischiato nella gestione della sua libertà) che permettano la riformulazione critica costante e comunitaria delle relazione di 1 e 2 e l'esame critico con relativa scelta personale di liberazione delle condizioni di 3.
Mi autobiasimo per il residuo di platonismo nella componente escatologica (a meno che... essa non sia vista come la dimensione del gratuito donato che ci sovrasta) che finisce per incidere come ideale da dover raggiungere (a meno che... esso sia evento che accada in una relazione pro-vocante): date queste due parentesi, occorre introdurre grazia e chiamata. Come senza banalizzare l'una a intervento meccanico di Dio e l'altra a aspirazione soggettiva mascherata?
La formazione perfetta
Esiste la formazione perfetta? Ma tale domanda, non presuppone un formatore perfetto, un candidato perfettamente formabile, un ambiente che influisce perfettamente sul candidato e con il quale il formatore riesce ad interagire perfettamente, degli strumenti formativi perfetti, degli obiettivi formativi perfetti, una visione dell'uomo perfetta, un uomo perfetto che ha realizzato perfettamente tale visione (pena la perfezione astratta e quindi una formazione astratta e quindi la frustrazione generale)... e per ognuna di queste perfezioni non si tornerebbe a chiedersi se esistono e in che modo porle in essere? Fatto salvo il diritto del Perfetto (o dell'Ipsum Esse Subsistens o del Totalmente Trascendente) di incarnarsi, essere quindi l'uomo perfetto, libero perfettamente da ogni condizionamento, perfetto nel gestire ogni limite e fragilità umana, perfetto nell'affrontare le imperfezioni somme (il dolore innocente e la morte insensata), fatto salvo tutto questo e il suo essere quindi modello perfetto al quale ispirare ogni formazione, non è che i tre che stamattina impostavamo cammini formativi dovremmo sempre più deplatonizzarci?
Fatica
Un po' di ore a letto fanno sempre bene.
mercoledì 11 agosto 2010
Tumulto
21 giugno - 8 agosto 2010: due campi parrocchiali, il volo estivo con le coccinelle, il campo estivo del Mafeking, dell'O.S.C.A.R. e del Sarin (per fortuna nello stesso tempo e nella stessa base scout), le Attività Estive in parrocchia (pseudonimo di Gr.Est.), il matrimonio di Max... e qualcos'altro ancora... Sono scombussolato, contento, perplesso, pieno di entusiasmo, stanco.
Summertime
Vorrei darmi alcune possibilità... la prima (le altre me le tengo per me), è quella di giocare un po' a nascondino (visto l'eccesso di mancanza di privato degli ultimi tempi). Complimenti fin d'ora al primo che mi sgama!
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