martedì 21 maggio 2013

Blu come le rose - Post n° 100

Per il 100esimo post pubblicato, mi regalo l'occasione di pensare un po' di più a tutte le rose blu del mondo... sperando di non fermarmi mai solo a pensarle!

La Rosa Blu (grazie all'ANFFAS di Ragusa per la condivisione di questo testo!)

Jenny è diversa
Per me, Jenny è come una Rosa Blu
Una Rosa Blu?
Avete mai visto una rosa blu?
Ci sono rose bianche
e rose rosa e rose gialle
e un'infinità di rose rosse
Ma blu?
Un giardiniere sarebbe felice
di avere una rosa blu.
La gente verrebbe da lontano per vederla
Sarebbe rara, diversa, bella.
Anche Jenny è diversa.
E' come se Jenny vivesse dietro a uno schermo
uno schermo che non riusciamo a vedere.
Forse ha colori magnifici.
Forse quei colori a volte distraggono Jenny
dal prestare attenzione a quel che le diciamo.
O Forse ascolta una musica
che noi non possiamo sentire
Jenny è come un uccellino
un uccello dalle ali molto corte.
Per un uccello così volare è difficile:
ci vuole più forza, più fatica, più tempo.
Dovrà essere più bravo degli altri
E' per questo che dobbiamo capire
che conquista è per Jenny imparare.
Non importa cosa...
Jenny è come una Rosa Blu delicata e bellissima.
Ma le Rose Blu sono così rare
che ne sappiamo poco... troppo poco.
Sappiamo solo che hanno bisogno di essere curate di più
DI ESSERE AMATE DI PIU'
(Liberamente tratto da Rosa Blu...di Gerda Klein)

sabato 18 maggio 2013

Vieni! (Barriti nella giungla - 12)

Quindi domenica verrai. Ho paura di dimenticarlo, sei sempre stato così imprevisto e fuori da certe regole, mi hai sempre lasciato così libero che... sì, lo so, è segno di poca maturità e quindi me ne vergogno un po', ma mi hai sempre lasciato così libero che potrei davvero regalarti in un angolino della mente e del cuore e domenica non riuscire ad accoglierti come si deve. Però, vieni, domenica! Te lo ripeterò ogni giorno, perché mente e cuore, stavolta, siano un po' più pronti. Grazie!

Lunedì

Impegni frenetici, tempi frenetici, un'estate che si preannuncia frenetica... e allora, come sempre, abbiamo bisogno di Chi rimette le cose a posto:


Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.



P.S.: per i palati fini, c'è una bella interpretazione di Mina di questa preghiera in latino e in gregoriano.


Martedì

E' il Consolatore, o meglio Colui che se Lo chiami brucia ogni distanza e si pone al tuo fianco, proprio perché, come dice Benigni, è Amore che unisce:

O dolce consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell'anima.

Vieni!


Mercoledì



Cala i manu, in Sicilia, per imporre distanza ed esigere rispetto e manifestarsi più forti... finché non ci si scopre bisognosi e desiderosi anche solo di un quinto di mano che non ti lasci cadere giù.



Dito della mano di Dio,

promesso dal Salvatore,

irradia i tuoi sette doni,

suscita in noi la parola.



Vieni!


Giovedì

Pronunciate ieri a Roma: -Spirito Santo fa’ che il mio cuore sia aperto alla Parola di Dio, che il mio cuore sia aperto al bene, che il mio cuore sia aperto alla bellezza di Dio tutti i giorni-. Perché è questo che fa: apre, la mente, la volontà, il dolore, per non lasciarli marcire nella muffa della solitudine dei preconcetti, degli egoismi, dello smarrimento.


Sii luce all'intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.

Vieni!


Venerdì

Sempre ieri a Roma, prendendo ad esempio la "vita con tante prove" come una "battaglia campale" di san Paolo: "Il Signore sempre vuole che noi andiamo più avanti, più avanti, più avanti. Che noi non ci rifugiamo in una vita tranquilla o nelle strutture caduche".
Ecco perché il suo Spirito è difesa, pace, sicurezza: per metterci in condizioni di capirLo quando ci dice "adesso fa qualcosa che serva".


Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.

Vieni!


Sabato

Vicino, mi inviti a socchiudere le mie labbra per non lasciar andare troppe parole e cercare il ritmo migliore per i passi delle mie giornate.

Vieni!


Luce d'eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore.

Amen.

venerdì 17 maggio 2013

Promemoria - 1

Notizie tratte da qui:

"... l'argentino Juan Carlos Scannone, anche lui gesuita inviso ai più, che era stato suo professore di greco e che aveva elaborato una teologia non della liberazione ma "del popolo", centrata sulla cultura e la religiosità della gente comune, dei poveri in primo luogo, con la loro spiritualità tradizionale e la loro sensibilità per la giustizia.

[...]

È un'offensiva che per Bergoglio porta il segno dell'Anticristo, come in un romanzo che egli ama citare: "Il signore del mondo" di Robert H. Benson, un sacerdote anglicano, figlio di un arcivescovo di Canterbury, che si convertì al cattolicesimo un secolo fa".

Quindi ricordarsi di leggere e capire sia il primo che il secondo!

mercoledì 15 maggio 2013

I miei soliloqui hanno a volte una colonna sonora - 3 (Anonimo veneziano)

Certe sere hanno tanta musica, molte canzoni, ma una sola colonna sonora.

W le mamme! (Anche dopo la loro festa)

Passo da una vetrina che ha uno schermo che trasmette anche dopo le 21.30 pubblicità (o così mi pare) e un fotogramma mi fa sorridere, anzi mi porta a ridere un po'. Quindi, la coltre dei pensieri, densa per quanto sia, riesce ad essere attraversata e a lasciare posto alla serenità di una piccola risata!
Ma l'altra sera, d'altronde, non fece lo stesso il sorriso di un pezzo di cielo creato dall'esile falce della luna crescente?
Bene, lascio qui testimonianza di questi tre sorrisi, i miei due e quello celeste: so che mia mamma ogni tanto passa da qui, prima o poi li scoverà.
Non è vero che sapermi sorridente ti fa felice più di qualunque regalo e trasforma qualunque giorno dell'anno nella festa della mamma?

martedì 19 marzo 2013

Festa del papà

Non so perché (o forse perché quando ancora si realizza la rara congiuntura -io a casa/mio padre suona la tastiera e suona proprio questo pezzo- sono sicuro, come tutte le volte che succede, che la suona per me), ma stamattina la successione mentale San Giuseppe-Festa del papà mi ha convinto, a costo di apparir un po' stucchevole, di augurare buona paternità con queste parole, che consiglio anche ai figli che vogliono fermarsi a pensare un po' ai loro papà. E per eliminare un po' di stucchevolezza, le faccio cantare da chi non vi aspettereste mai.

Auguri, papà (singolare e plurale)!

venerdì 8 marzo 2013

8 marzo 20XIII...

...perché prima che il XIII secolo finisse, care mie, qualcuno celebrò la donna con parole da Vita Nova.
Ora, cosa cogliete nel termine "angelicare"?
Repressione dei sentimenti e dei desideri e smaterializzazione delle passioni e del corpo?
Oppure riconoscimento della capacità di comunicare la propria essenza come segno e simbolo del "senso immenso della vita" (è inutile, Gazzé non mi lascia in pace, per ora)?
Vi intriga questa seconda possibilità di lettura?
(D'altronde il fiorentino, almeno scrivendo la Comedia, dimostra di essere un tomista sfegatato e i veri tomisti, seppur con tracce di dualità, non sono mai dualisti!)
Allora fra poco potrete leggere le parole di una bellissima esaltazione del microcosmo femminile.
Al quale microcosmo, in tutte le sue singole espressioni, mando il mio sincero "In bocca al lupo!" perché abbia il coraggio, sempre e comunque e profondamente, di manifestare quell'altro aspetto della nobiltà umana che noi maschi non siamo ma di cui tutti abbiamo, oggi più che mai, una nostalgia immensa.

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender non la può chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
uno spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.

P.S.: Qua si approfondisce e qui e qui si pass(at)eggia.

giovedì 28 febbraio 2013

Tu seguimi

E se quelle righe, tra le ultime giovannee, ci ponessero tutti nel ruolo del discepolo che, dopo aver posato il capo sul petto del Maestro, ora Lo vede andare oltre (verso dove?) insieme alla κηφᾶς che si era scelta? Cosa provava, quell'uomo che restava indietro? Nostalgia (come me)? Senso di vuoto (come me)? Consapevolezza che, sempre e comunque, πύλαι ᾅδου οὐ κατισχύσουσιν αὐτῆς (come spero e prego di averne io)?

lunedì 21 gennaio 2013

A proposito di CV 2° - 4

L'ho sempre in fondo in fondo intuito e poi ho iniziato a dirlo e lo dico ancora senza tanti giri di parole che il primo dei problemi, risolto il problema dei problemi, è quello del metodo!

E quindi, c'è un metodo, indicato dal Concilio, eccome se c'è!

1. Stare sotto la Parola di Dio (che è più della Bibbia come raccolta di testi, ok?);

2. stare dentro la storia (e qua, il numero 4 -tutto, senza saltare la prima parte-, ci fa capire come quel stare sotto e questo stare dentro sono due innamorati che danzano meravigliosamente);

3. vivere da fratelli tra fratelli;

4. imitare il seme che muore (o, se si preferisce e se si appartiene a un certo stato di vita, essere fermento come qui dice il numero 2);

5. sondare l'esperienza umana (e se si legge bene il numero 46 in questa costituzione, si capisce che con questo punto ricominciamo la danza insieme al primo).

Buon lavoro!

A proposito di CV 2° - 3

Derivano il dovere! Derivano il diritto! Il suo, di lui, numero 3 inizia così. Sorge il diritto! Sorge il dovere! E va a concludersi così. Nel mezzo, un paio di cose, almeno del perché siamo una grande famiglia dove nessuno può fare, mai, a meno dell'altro.

A proposito di CV2° - 2

Criteri per leggere i documenti del Concilio Vaticano II:

1. l'enciclica Ecclesiam suam di Paolo VI (ovvero, cercare nei testi conciliari il nutrimento per sviluppare la coscienza di ciò che è la Chiesa, al fine di sentire il bisogno generoso e quasi impaziente di rinnovarsi perché la Chiesa sia sempre più come la volle Cristo e capace di dialogare con il mondo moderno. Vedi i numeri 9-15 che in sintesi preparano le tre parti dell'enciclica);

2. "l'«ermeneutica della riforma», del rinnovamento nella continuità dell'unico soggetto-Chiesa, che il Signore ci ha donato" (per approfondire, cerca il brano sul Concilio in questo discorso);

3. considerare che al Concilio si confrontarono la teologia di scuola romana con quella delle scuole d'Oltralpe (semplificando, la prima "ripeteva" il Magistero corrente, per quanto banale possa essere questa semplificazione, la seconda proponeva e attuava il ritorno alle fonti patristiche e medievali), confronto che produsse documenti approvati a larghissima maggioranza proprio perché accolsero istanze e dell'una e dell'altra scuola;

4. porre le 4 costituzioni (dogmatica sulla Rivelazionedogmatica sulla Chiesasulla sacra liturgiasulla Chiesa nel mondo contemporaneo) del Concilio a fondamento di tutti gli altri documenti;

5. leggere il Concilio alla luce del Concilio, nel confronto costante dei documenti per arrivare alla mens dei padri conciliari;

6. aver ben chiare le finalità del Concilio: far crescere ogni giorno più la vita cristiana tra i fedeli;  meglio adattare alle esigenze del nostro tempo quelle istituzioni che sono soggette a mutamenti;  favorire ciò che può contribuire all'unione di tutti i credenti in Cristo; rinvigorire ciò che giova a chiamare tutti nel seno della Chiesa (come ben si legge al numero 1 della SC, o con altre parole e sfumature ai numeri 7-9 del documento che indice il Concilio e al numero 7 dell'allocuzione di Paolo VI all'apertura della seconda sessione del Concilio).

A proposito di CV2° - 1

Il Concilio è un atto di fede (bGV23°).

Il Concilio è un atto d'amore per l'umanità (sdDP6°).

martedì 8 gennaio 2013

Incontri mattutini

Sorrisi e saluti vicino all'asilo, attesa di chi passa sulle o attraverso le striscie: le mattine ragusane sanno offrirti finestre interessanti sulla vita.

domenica 6 gennaio 2013

2013 e 2

Il 2013 pian piano prosegue la sua (lenta?) marcia verso il 2014 e, nel giorno in cui celebriamo una manifestazione a uomini che studiavano come "vadi" il cielo e si ritrovarono a scoprire come si "vadia" in cielo, rinnovo i miei auguri con la speranza che la Luce a cui si rivolgeva il beato cardinal Newman guidi anche noi! Ah, la traduzione (scendete un po' giù) è mia, chi vi coglie difetti sarà ben accolto quando li riferirà!


B. J. H. Newman’s pray

Lead, kindly Light,
amid th’encircling gloom,
lead Thou me on!
The night is dark,
and I am far from home;
lead Thou me on!
Keep Thou my feet;
I do not ask to see
 the distant scene;
one step enough for me.
I was not ever thus,
nor prayed that Thou shouldst lead me on;

I loved to choose and see
my path;
but now lead Thou me on!
I loved the garish day,
and, spite of fears,
pride ruled my will.
Remember not past years!
So long Thy power hath blest me,
sure it still will lead me on.
O’er moor and fen,
o’er crag and torrent,
till the night is gone,

and with the morn
those angel faces smile,
which I 
have loved long since,
and lost awhile!
Meantime,
along the narrow rugged path,
Thyself hast trod,
lead, Savior,
lead me home in childlike faith,
home to my God.

To rest forever after earthly strife
in the calm light of everlasting life.


Preghiera del B. J. H. Newman

Guidami, Luce gentile,
nel buio che mi circonda,
guidami Tu!
La notte è scura,
ed io sono lontano da casa;
guidami Tu!
Sostieni Tu i miei passi;
io non chiedo di vedere assai lontano;
mi basta un solo passo.
Io non sono stato sempre così,
né ho pregato affinché tu mi guidassi;
io ho amato scegliere e vedere
il mio cammino;
ma ora guidami Tu!
Io ho amato il giorno abbagliante,
e, nonostante le paure,
l’orgoglio dettava regole al mio volere.
Non ricordare gli anni passati!
A lungo la tua forza mi ha benedetto,
certamente mi guiderà ancora.
Oltre landa e palude,
oltre rupe e torrente,
finché la notte passi,
e con il mattino
quegli angelici volti sorridano,
che io ho amato da tanto tempo
e nel frattempo perduto!
Intanto,
lungo l’aspro sentiero stretto
che Tu stesso hai percorso,
guida, o Salvatore,
guidami verso casa nella fede del bambino,
verso casa al mio Dio.
Per riposare per sempre dopo la terrena lotta
nella tranquilla luce dell’eterna vita.

mercoledì 2 gennaio 2013

2013 e 1

Sapevo che sarebbe stata l'ultima? L'ultima estate in cui giocare a nascondino, in cui passare tutte o quasi le mattine con Massimiliano, in cui fare qualche chilometro in bici, in cui mangiare al ritorno da mare l'uovo sbattuto con lo zucchero, in cui trasferirsi a Scoglitti per intere e consecutive settimane, in cui guidare la vespa, in cui sentirmi parte di una banda invincibile con Alberto, Giovannino, Carmelo e Lucia, in cui sapere di poter trovare in mente e nella realtà, la nonna Sina e la nonna Maria? Sapevo che ogni estate successiva avrebbe perso uno di questi pezzi? Cosa resterà, alla fine? O non sarebbe meglio correre alla pizza con il MSAC, sapendo che ci resta sempre il presente, attimo dopo attimo, per prepararci all'eternità? E quindi buon presente a tutti, 2013 che dir si voglia!

venerdì 28 dicembre 2012

Auguri lievi

Lascio a don Tonino il compito di continuare a porgerci i suoi inquietanti auguri scomodi, che proprio perché scuotono qualche macigno nascosto dentro di me condivido parola per parola.

Per quanto mi riguarda, vorrei che i miei auguri vi raggiungessero lievi.

Sì, auguri lievi, come lievi vorrei questi giorni che separano le abbuffate natalizie da quelle di capodanno, per sentire un po' la leggerezza del grembo di Maria, ormai vuoto del Figlio, ma per sempre gravido di ciascuno di noi.

Auguri lievi come lieve vorrei il velo che mi separa ormai dalle mie due care nonne, perché oltrepassarlo mi sia un giorno come uscir fuori alla luce da quella porta finalmente spalancata a Betlemme e resa accessibile a tutti tre decenni dopo circa a Gerusalemme.

Auguri lievi come lievi diventano testa e cuore quando insieme sorridono, nei momenti meno adatti, perché il Bambino di Betlemme fa pensare ai tanti bimbi di amici che ormai spingono il tempo avanti.

Auguri lievi come il lieve bacio augurale di un Panda con le macchie che ti precede negli auguri riscaldando il tuo volto con un sorriso, senza che tu sia riuscito a stupirlo giorni fa con questi auguri ritardatari.

Auguri lievi, perché ormai il Natale è passato, ma non passa l'Uomo che è nato per sol-levarci da ciò che schiaccia il nostro desiderio di amare.

Auguri lievi, perché, o siamo luridi pastori o siamo magi sapienti, c'è tanta Strada da fare, ora che nascendo si è fatto conoscere, c'è una Meta da raggiungere, ora che nascendo ha lasciato che lo intravedessimo: e io, per strada, si sa, sono già pesante di mio per portarmi dietro anche pesanti auguri.

Oggi e domani e ancora il giorno dopo, ancora dopo, buon Natale del Signore.


martedì 11 dicembre 2012

Precedenze radicali

Tutto ciò che ci circonda, sussurrando o gridando, spesso semplicemente ammiccando, è voce di chi ci ha preceduto per aver di che sussurrarci, sorriderci, raccontarci, con gioia o soffrendo... semplicemente vivendo... Ciao, nonna, anzi, a presto in ogni cosa o persona che ha a che fare con te!

sabato 24 novembre 2012

Bilancia

Piatto positivo: pernottamento con i ministranti della Cattedrale e Conversione di San Paolo (gennaio), Rupe di Assisi (aprile), festa a sorpresa (maggio), GMG a Madrid e primo tempo guide a Soriano (agosto)...

E chissà cosa avrei  messo nel piatto negativo della bilancia del 2011... Non importa (quasi, ci stiamo allenando) più, grazie a Dio!

venerdì 23 novembre 2012

Barriti nella giungla - 11 (Tinte d'alba miste a colori d'aurora)

Il cielo è delicatamente azzurro, le nuvole che lo striano sono ricche di sfumature di rosa, guido verso est con un sorriso che viene fuori regalandomi serenità e il pensiero che sto rispondendo al sorriso preparato per me dal mattino di una qualunque giornata d'autunno, anzi, dal mattino di questo giorno di novembre inoltrato. È così facile cogliere l'attimo per godersi anche le piccole cose?

Dedica alle Rose

Dedicato a tutte le Rose che si sono fidate di me. Grazie!

Da Il piccolo principe, di Antoine de Saint-Exupéry:

Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo
.

lunedì 19 novembre 2012

Viaggio nel tempo

Una domenica pomeriggio autunnale e il suo buio improvviso e immediato mi sorprende a casa di mia nonna, la casa dei miei primi cinque anni di vita, la casa di tanti tardi pomeriggi bui di domeniche autunnali e invernali di anni e anni fa, mentre cerco con la mente la lezione per il giorno dopo, ma mi sento più studente che docente, perché il mio prozio e mio papà decidono di insegnarmi con eleganza e noncuranza la storia più bella che c'è, quella della loro infanzia. E così, mentre un paio di stanze più in là il presente della nonna non si apre ancora all'eternità ma macina piccoli chicchi di futuro, io vago affatato tra le vicissitudini di un fanciullo della Vittoria degli anni trenta e le avventure estive di un fanciullo di trent'anni dopo lasciato dalla nonna a Valguarnera, immaginando cibi e quartare e fontane e vie e situazioni e volti di una Sicilia che, chissà perché, in testa mi appare in bianco e nero o colorata tipo vecchi film da restaurare, in base alla voce di chi racconta. E quando continuo a riprendere appunti per gli studenti dell'indomani, mi sento come se dovessi chiedere a qualcuno: "In che anno siamo?".

Adoro il lunedì


Ti prego, Gesù,
fa che con la tua grazia io non mi stanchi mai
di cercarti e di adorarti con tutto il cuore.
Insegnami a conoscerti e ad amarti
per imparare da Te
ad incontrare e prendermi cura degli altri
e a vivere in pienezza la mia vita.
Fa che il mio cuore non si inorgoglisca,
non cerchi cose più grandi delle mie forze;
fa che si apra al mondo con il Tuo sguardo
di compassione e di misericordia
e che nel mio cuore trovino eco le gioie e le speranze,
le tristezze e le angosce di tutti, dei poveri soprattutto e che
sappia anche partecipare con ciò che sono
a portare un po’ di Cielo in terra.
Affido a te, Maria, tutti noi
giovanissimi e giovani
affinché ci accompagni,
ciascuno con la propria vocazione,
in un cammino che non abbia paura
di fidarsi ed affidarsi a Gesù,
ma che tenda verso l’alto
e che profumi di santità,
per la gioia del mondo intero.

Maria, Madre della Chiesa prega per noi.
Santi e Beati dell’Azione Cattolica pregate per noi.

(Iniziativa del Settore Giovani dell'Azione Cattolica Italiana)

domenica 11 novembre 2012

giovedì 4 ottobre 2012

Definizioni di stagione

L'autunno, a parte nostalgia e malinconia, e' una tenera manifestazione di sfumature cromatiche che fanno riposare quelle accese dell'estate e ti restano nel cuore durante l'inverno, preparandoti al risveglio primaverile dei colori.

venerdì 13 luglio 2012

Vita da prete (forse)

In ordine sparso e non cronologico, dal 21 giugno al 12 luglio: 3 bagni a mare, la messa alle 7 del mattino quasi tutti i giorni, rallentamento dei ritmi giornalieri dovuto al caldo e alla messa alle 7 del mattino quasi tutti i giorni dal 1 marzo 2011 ad oggi, visita al Vescovo ad Acireale con il collegio assistenti A.C. e il presidente diocesano A.C., completamento dello svuotamento della segreteria per permettere i lavori di ristrutturazione, consegna libri di padre La Cognata ancora presenti negli armadietti dell’Istituto, preparazione del materiale del collegio docenti, svolgimento del collegio docenti, preparazione riunione commissione per il propedeutico, svolgimento riunione commissione per il propedeutico, ricostruzione con Giusy dei certificati per Danilo Verde e Alessandro Campanella, preparazione con Giusy dei certificati per Danilo Verde e Alessandro Campanella, attenzione a Salvo Russotto per il materiale burocratico che gli serve, cambio assegno in banca per l’Istituto Teologico, preparazione nuovo modello di certificato/scheda personale per gli attuali studenti, organizzazione non finita del seminario del 29/30 settembre, rendere possibile gli esami del 10 luglio per gli studenti della Scuola di Teologia di Base, riunione tra formatori dei seminaristi (Vescovo, vicario generale, rettore e padre spirituale) e me, mia presenza alla verifica dei seminaristi con il Vescovo, il vicario generale, il rettore e il padre spirituale, sostegno ai nuovi assistenti per i campi diocesani giovanissimi d’A.C. e 9/11 A.C.R., visita al campo 6/8 A.C.R., preparazione campo parrocchiale giovanissimi e giovani di San Pier Giuliano Eymard, preparazione campo-scuola di I tempo per la branca lupetti F.S.E., qualche momento dedicato al matrimonio del 23 giugno, celebrazione del matrimonio del 23 giugno, preparazione con le coppie del matrimonio del 30 giugno e del 20 luglio, preparazione personale per la celebrazione del matrimonio del 30 giugno, celebrazione del matrimonio del 30 giugno, celebrazione dei dieci anni di matrimonio di due coppie di amici, preparazione di un venticinquesimo di matrimonio, celebrazione di un venticinquesimo di matrimonio, visita a Leonardo, figlio di Melissa nato l’8 luglio, rendere questa nascita occasione formativa, ricerca infruttuosa di preti che mi sostituissero durante le due settimane di assenza per i campi, qualche visita a Mattia, mio figlioccio di 11 mesi, qualche fugace passaggio a casa (uno o due pernotti), lettura del Texone 2012, lettura dell’ultimo numero di Tex, lettura di diverse pagine di Iota Unum, lettura di diverse pagine di Obbedienza e libertà, lettura di alcune pagine del saggio introduttivo a Le passioni e l’amore, doccia una o anche due volte al giorno, colazione e pranzo e cena tutti i giorni, acquisto di tre fette di torta per il compleanno di Daniele da mangiare durante la riunione di preparazione del campo, visite istituzionali con il presidente diocesano d’A.C., ascolto del relatore del Convegno per catechisti, portare la mia macchina, ormai bersaglio preferito di tutti gli uccelli del centro storico di Ragusa, al lavaggio (non avevo il tempo di lasciarla pure per l’interno), qualche granita qua e là, acquisti necessarii e varii, lettura a volo d’uccello de Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia, una messa per non far celebrare la quarta a padre La Porta (della quale si sobbarca sempre ogni domenica, tranne quando posso celebrare io), qualche minuto a sostenere la santa follia di mia nonna, che sta diventando isteria di mia mamma se il Signore non provvede presto in qualche modo, ritiro a Chiaramonte per Raffaele nel suo anniversario, riunione a Roccazzo con Nicola e gli animatori della parrocchia per iniziare ad impostare il loro campo parrocchiale, attesa presso il corriere dell’impiegato con il vaccino, in ospedale dal dottore per l’inoculazione del vaccino, serata con Peppe e Simona, rappresentanti dell’unità di pastorale giovanile di Ragusa, per mostrarci a vicenda di non essere semplici funzionari pastorali, ma di aver voglia di relazione grazie alla funzione pastorale, direzione di gruppo del RG3, bagno di sudore nella sauna madre di Scoglitti per la messa di suffragio di mia nonna, vai e vieni dalla lavanderia per alcuni capi vittime del caldo e del sudore, lettura integrale e continuata di Lama di luce.

lunedì 11 giugno 2012

10Barriti10

Per chi ha voglia di rileggere:

Barriti nella giungla - 1

Barriti nella giungla - 2

Barriti nella giungla - 3

Barriti nella giungla - 4

Barriti nella giungla - 5

Barriti nella giungla - 6

Barriti nella giungla - 7

Barriti nella giungla - 8

Barriti nella giungla - 9

Barriti nella giungla - 10

Barriti nella giungla - 10

Per questo decimo barrito, mi copio perché vale la pena trasformare in barrito ciò che potete leggere qui!

Ne approfitto per augurarvi una bellissima estate!

Pentasofya

Per chi ha voglia di rileggere:

Fantasofya - 1

Fantasofya - 2

Fantasofya - 3

Fantasofya - 4

Fantasofya - 5

Fantasofya - 5


"-[...] sento che da questa missione non dipendono soltanto le sorti del Mondo Emerso, c'è qualcos'altro che devo ancora scoprire, e non so neppure dove cercarlo-. Nihal sospirò. -In passato sono sempre venuta qui per ritrovare lo scopo della mia vita, l'odio per il Tiranno-. Indicò la sagoma scura e inquietante della Rocca. -Adesso invece è diverso. Continuo a odiare il Tiranno, certo, ma non so più che cosa devo fare, sento che non è in quell'odio che è racchiuso il fine ultimo. Ma allora, qual è il fine ultimo?- chiese scoraggiata, mentre si voltava a guardare Sennar".

Nihal, Cavaliere di Drago, a Sennar, del Consiglio dei Maghi, consigliere della Terra del Vento.

(da LICIA TROISI, Il talismano del potere , in Cronache del Mondo Emerso, III, 2006, 2011, p. 850).

Lo Scopo, a volte, si diverte a giocare a nascondino tra mille scopi utilissimi solo per farci apprezzare meglio il momento in cui lo Scopo si lascerà trovare.

giovedì 7 giugno 2012

Chiacchiere da faccialibro, faccialibrando con un rover.

C'è sempre un di più, l'infinito che ci attira, la quiete che ci inquieta finché non ci acquieta lasciandosi raggiungere oltre ogni orizzonte, la voglia di lasciare tracce dovunque e comunque sapendo che è l'unico modo di seguire la Traccia, il sangue che ribolle perché vuoi essere oggi migliore di ieri e pronto per il domani...

martedì 5 giugno 2012

Ancora tu! Oh, Tu!*

Inerme resisti,
anonimo noto
al mondo
che cambia,
tuttora,
senza che nulla muti davvero.
Davvero?
Cerchiamo ancora
il vero nel fondo?
Quando ormai,
ombre silenti,
trafitte dal nulla,
creiamo cappi e grovigli
su infrangibili apparenze sottili?
Da' vero,
a noi,
immutabili fondali d'essere
incapaci di vincere il mondo con Te.

*Chi non si raccapezza leggendo, ritorni sereno al suo quotidiano. Per i più volenterosi, l'esegesi dell'esercizio ermetico di cui sopra si può fare a partire da questo link (video e testo) e dalla chiusa di questa lettera (ma perché non leggerla tutta?). A tutti chiedo un ricordo, anche silenzioso, per i giovani morti o imprigionati a Pechino, in piazza Tien An Men, esempi ai miei quindici anni di vita vissuta per un ideale.

martedì 29 maggio 2012

Grazie!

Mi va di ringraziare per ieri, perché nulla è dato, ma tutto donato e ogni dono, per piccolo che sia, se accolto come tale ti offre più di quanto sembra essere.

Grazie!

lunedì 28 maggio 2012

A due passi dai 40

C'è una bella sensazione (forse per l'ora tarda che annebbia tutto!)...


mercoledì 23 maggio 2012

Capaci

Vent'anni fa, quasi diciottenne, tornando a casa dal classico sabato pomeriggio in parrocchia (era già un classico!), con chissà quale progetto per la sera, accendo la tv  e sul televideo leggo notizie ogni minuto sempre più tragiche sul giudice Falcone, sua moglie e la sua scorta.

Abitavo a Vittoria, la città dei Gallo (io so cosa significa andare alle scuole elementari e pensare, guardando i manifesti funebri sempre con lo stesso cognome, quanto sia poverina quella famiglia a cui morivamo tutti i parenti... e scoprire qualche anno dopo che si era consumata una strage di mafiosi nella tua città), dei Dominante, dei Carbonaro, anzi no... la mia città, dei miei amici, di quasi tutte le ragazze di cui mi sono innamorato, dei preti di periferia che hanno dissodato terreni e persone per creare comunità (insieme di persone che cercano di realizzare il bene di tutti e di ciascuno), dei miei professori che hanno segnato i miei orientamenti culturali con quello che hanno saputo farmi accettare o rifiutare dei loro, delle mie sorelle, di mia mamma e, d'adozione, di mio papà.

Abitavo a Gaspanella, contrada che non è più il quartiere Talafuni ed è separata da contrada Fanello e dalle sue case popolari da una strada, ma ho lasciato che mi contaminassero l'uno e l'altro, visto che, in fondo in fondo, sangiuvannaro (che a Vittoria non indica una fazione religiosa!) di nascita, la parte migliore (i miei fantastici compagni delle elementari) del quartiere poco "in" della città mi ha vaccinato dallo snobismo borghese e dall'arroganza mafiosa. Sarà per questo che avevo voglia di vivere il mio quartiere, tutto, da Gaspanella a Cius'o'nfiernu, da educatore A.C.R. che tesse relazioni con le famiglie dei ragazzi del gruppo e col territorio, per quanto fastidio la cosa potesse dare alla banda (che a Vittoria, in questo caso, non è quella che suona per la festa del patrono) di miei coetanei della zona?

Vent'anni fa credevo di aver capito che gente come Falcone è semplicemente gente che ci crede e si impegna nonostante tutto e che io dovevo continuare gli impegni presi (studio e servizio come educatore A.C.R.), sviluppandoli man mano che crescevo.

Dopo vent'anni, mi permetto di ripeterlo a me e a chi ha vent'anni meno: far camminare le idee di Falcone sulle proprie gambe, significa innanzitutto fare il proprio dovere di figli, studenti, cittadini, a partire dalle fastidiosissime cose di ogni giorno (gli orari, il casco, la raccolta differenziata, innamorarsi di una o due materie e da queste essere trascinato a studiare le altre, un piccolo impegno che ci apre agli altri) che sono le prime a creare legami di comunità, segni di civiltà e società che amano la legalità. E tutto questo è l'humus antimafia per eccellenza.

sabato 19 maggio 2012

C.O.S. 2012

La settimana scorsa ero al Campo di Orientamento al Servizio. Sembra che gli allievi siano tornati a casa contenti. Spero si ricorderanno sempre che a servire s'impara costantemente e senza arrivare mai a un ultimo traguardo, ascoltando umilmente se stessi, le esigenze profonde di coloro ai quali offriamo la nostra fraternità nel servizio, i silenzi di Dio che parlano attraverso noi stessi e le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi che Lui stesso ci affida.
Buona strada a tutti!

venerdì 18 maggio 2012

Ma è buono!

Alla fine ho chiuso tutti i pannelli del mio browser aperti su bellissime canzoni che avrebbero dovuto descrivere o manipolare o proiettare all'esterno i miei sentimenti. Li ho chiusi perché, due settimane domani, mi sono chiesto se davvero era il caso di continuare a crogiolarmi sulle emozioni e sulle sensazioni o, piuttosto, non fosse il caso di riprendere in mano le redini del mio tempo e, umanamente, accettare e accettarmi, ancora una volta grato e felice, per quanto triste, forse di una tristezza che diverrà pian piano un indistruttibile spazio malinconico e nostalgico. Quindi: cara nonna, ancora grazie! E ora, mentre avverto gli occhi umidi, le cose più belle sono immaginarti in formissima in Paradiso davanti alla Bontà per definizione e chiederti di aiutarmi a farmi capire quanto, davvero, Lui-Uno/Loro-Trino sia Buono! E non pregare perché io non dimentichi di mangiare, ché invece devi fare l'opposto! E pace, pian piano, sia.