Piatto positivo: pernottamento con i ministranti della Cattedrale e Conversione di San Paolo (gennaio), Rupe di Assisi (aprile), festa a sorpresa (maggio), GMG a Madrid e primo tempo guide a Soriano (agosto)...
E chissà cosa avrei messo nel piatto negativo della bilancia del 2011... Non importa (quasi, ci stiamo allenando) più, grazie a Dio!
...e quando Hathi, l'elefante selvaggio che vive cento anni e più, vide affiorare una lunga e sottile cresta di roccia azzurrina, proprio nel bel mezzo della corrente, capì che quella era la roccia della pace ed immediatamente alzò la proboscide e proclamò la "tregua dell'acqua" [...]. Secondo la Legge della giungla è punito con la morte chi uccida ai posti d'abbeverata, una volta dichiarata la tregua dell'acqua. (dal racconto Come nacque la paura, in La giungla nel branco)
sabato 24 novembre 2012
venerdì 23 novembre 2012
Barriti nella giungla - 11 (Tinte d'alba miste a colori d'aurora)
Il cielo è delicatamente azzurro, le nuvole che lo striano sono ricche di sfumature di rosa, guido verso est con un sorriso che viene fuori regalandomi serenità e il pensiero che sto rispondendo al sorriso preparato per me dal mattino di una qualunque giornata d'autunno, anzi, dal mattino di questo giorno di novembre inoltrato. È così facile cogliere l'attimo per godersi anche le piccole cose?
Dedica alle Rose
Dedicato a tutte le Rose che si sono fidate di me. Grazie!
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
Da Il piccolo principe, di Antoine de Saint-Exupéry:
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse." Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
lunedì 19 novembre 2012
Viaggio nel tempo
Una domenica pomeriggio autunnale e il suo buio improvviso e immediato mi sorprende a casa di mia nonna, la casa dei miei primi cinque anni di vita, la casa di tanti tardi pomeriggi bui di domeniche autunnali e invernali di anni e anni fa, mentre cerco con la mente la lezione per il giorno dopo, ma mi sento più studente che docente, perché il mio prozio e mio papà decidono di insegnarmi con eleganza e noncuranza la storia più bella che c'è, quella della loro infanzia. E così, mentre un paio di stanze più in là il presente della nonna non si apre ancora all'eternità ma macina piccoli chicchi di futuro, io vago affatato tra le vicissitudini di un fanciullo della Vittoria degli anni trenta e le avventure estive di un fanciullo di trent'anni dopo lasciato dalla nonna a Valguarnera, immaginando cibi e quartare e fontane e vie e situazioni e volti di una Sicilia che, chissà perché, in testa mi appare in bianco e nero o colorata tipo vecchi film da restaurare, in base alla voce di chi racconta. E quando continuo a riprendere appunti per gli studenti dell'indomani, mi sento come se dovessi chiedere a qualcuno: "In che anno siamo?".
Adoro il lunedì
Ti prego, Gesù,
fa che con la tua grazia io non mi stanchi mai
di cercarti e di adorarti con tutto il cuore.
Insegnami a conoscerti e ad amarti
per imparare da Te
ad incontrare e prendermi cura degli altri
e a vivere in pienezza la mia vita.
Fa che il mio cuore non si inorgoglisca,
non cerchi cose più grandi delle mie forze;
fa che si apra al mondo con il Tuo sguardo
di compassione e di misericordia
e che nel mio cuore trovino eco le gioie e le speranze,
le tristezze e le angosce di tutti, dei poveri soprattutto e che
sappia anche partecipare con ciò che sono
a portare un po’ di Cielo in terra.
Affido a te, Maria, tutti noi
giovanissimi e giovani
affinché ci accompagni,
ciascuno con la propria vocazione,
in un cammino che non abbia paura
di fidarsi ed affidarsi a Gesù,
ma che tenda verso l’alto
e che profumi di santità,
per la gioia del mondo intero.
Maria, Madre della Chiesa prega per noi.
Santi e Beati dell’Azione Cattolica pregate per noi.
(Iniziativa del Settore Giovani dell'Azione Cattolica Italiana)
domenica 11 novembre 2012
MiSAChe... c'è il MSAC! - 1
giovedì 4 ottobre 2012
Definizioni di stagione
L'autunno, a parte nostalgia e malinconia, e' una tenera manifestazione
di sfumature cromatiche che fanno riposare quelle accese dell'estate e
ti restano nel cuore durante l'inverno, preparandoti al risveglio
primaverile dei colori.
venerdì 13 luglio 2012
Vita da prete (forse)
In ordine sparso e non
cronologico, dal 21 giugno al 12 luglio: 3 bagni a mare, la messa alle 7 del mattino quasi tutti i giorni, rallentamento
dei ritmi giornalieri dovuto al caldo e alla messa alle 7 del mattino quasi
tutti i giorni dal 1 marzo 2011 ad oggi, visita al Vescovo ad Acireale con il
collegio assistenti A.C. e il presidente diocesano A.C., completamento dello
svuotamento della segreteria per permettere i lavori di ristrutturazione,
consegna libri di padre La Cognata ancora presenti negli armadietti
dell’Istituto, preparazione del materiale del collegio docenti, svolgimento del
collegio docenti, preparazione riunione commissione per il propedeutico,
svolgimento riunione commissione per il propedeutico, ricostruzione con Giusy
dei certificati per Danilo Verde e Alessandro Campanella, preparazione con
Giusy dei certificati per Danilo Verde e Alessandro Campanella, attenzione a
Salvo Russotto per il materiale burocratico che gli serve, cambio assegno in
banca per l’Istituto Teologico, preparazione nuovo modello di
certificato/scheda personale per gli attuali studenti, organizzazione non
finita del seminario del 29/30 settembre, rendere possibile gli esami del 10
luglio per gli studenti della Scuola di Teologia di Base, riunione tra
formatori dei seminaristi (Vescovo, vicario generale, rettore e padre
spirituale) e me, mia presenza alla verifica dei seminaristi con il Vescovo, il
vicario generale, il rettore e il padre spirituale, sostegno ai nuovi
assistenti per i campi diocesani giovanissimi d’A.C. e 9/11 A.C.R., visita al
campo 6/8 A.C.R., preparazione campo parrocchiale giovanissimi e giovani di San
Pier Giuliano Eymard, preparazione campo-scuola di I tempo per la branca
lupetti F.S.E., qualche momento dedicato al matrimonio del 23 giugno,
celebrazione del matrimonio del 23 giugno, preparazione con le coppie del
matrimonio del 30 giugno e del 20 luglio, preparazione personale per la
celebrazione del matrimonio del 30 giugno, celebrazione del matrimonio del 30 giugno,
celebrazione dei dieci anni di matrimonio di due coppie di amici, preparazione
di un venticinquesimo di matrimonio, celebrazione di un venticinquesimo di
matrimonio, visita a Leonardo, figlio di Melissa nato l’8 luglio, rendere
questa nascita occasione formativa, ricerca infruttuosa di preti che mi
sostituissero durante le due settimane di assenza per i campi, qualche visita a
Mattia, mio figlioccio di 11 mesi, qualche fugace passaggio a casa (uno o due
pernotti), lettura del Texone 2012, lettura dell’ultimo numero di Tex, lettura
di diverse pagine di Iota Unum, lettura di diverse pagine di Obbedienza e
libertà, lettura di alcune pagine del saggio introduttivo a Le passioni e
l’amore, doccia una o anche due volte al giorno, colazione e pranzo e cena tutti
i giorni, acquisto di tre fette di torta per il compleanno di Daniele da
mangiare durante la riunione di preparazione del campo, visite istituzionali
con il presidente diocesano d’A.C., ascolto del relatore del Convegno per
catechisti, portare la mia macchina, ormai bersaglio preferito di tutti gli
uccelli del centro storico di Ragusa, al lavaggio (non avevo il tempo di
lasciarla pure per l’interno), qualche granita qua e là, acquisti necessarii e
varii, lettura a volo d’uccello de Il volto missionario delle parrocchie in un
mondo che cambia, una messa per non far celebrare la quarta a padre La Porta
(della quale si sobbarca sempre ogni domenica, tranne quando posso celebrare
io), qualche minuto a sostenere la santa follia di mia nonna, che sta diventando
isteria di mia mamma se il Signore non provvede presto in qualche modo, ritiro
a Chiaramonte per Raffaele nel suo anniversario, riunione a Roccazzo con Nicola
e gli animatori della parrocchia per iniziare ad impostare il loro campo
parrocchiale, attesa presso il corriere dell’impiegato con il vaccino, in
ospedale dal dottore per l’inoculazione del vaccino, serata con Peppe e Simona,
rappresentanti dell’unità di pastorale giovanile di Ragusa, per mostrarci a
vicenda di non essere semplici funzionari pastorali, ma di aver voglia di
relazione grazie alla funzione pastorale, direzione di gruppo del RG3, bagno di
sudore nella sauna madre di Scoglitti per la messa di suffragio di mia nonna,
vai e vieni dalla lavanderia per alcuni capi vittime del caldo e del sudore,
lettura integrale e continuata di Lama di luce.
lunedì 11 giugno 2012
10Barriti10
Per chi ha voglia di rileggere:
Barriti nella giungla - 1
Barriti nella giungla - 2
Barriti nella giungla - 3
Barriti nella giungla - 4
Barriti nella giungla - 5
Barriti nella giungla - 6
Barriti nella giungla - 7
Barriti nella giungla - 8
Barriti nella giungla - 9
Barriti nella giungla - 10
Barriti nella giungla - 1
Barriti nella giungla - 2
Barriti nella giungla - 3
Barriti nella giungla - 4
Barriti nella giungla - 5
Barriti nella giungla - 6
Barriti nella giungla - 7
Barriti nella giungla - 8
Barriti nella giungla - 9
Barriti nella giungla - 10
Barriti nella giungla - 10
Per questo decimo barrito, mi copio perché vale la pena trasformare in barrito ciò che potete leggere qui!
Ne approfitto per augurarvi una bellissima estate!
Ne approfitto per augurarvi una bellissima estate!
Pentasofya
Per chi ha voglia di rileggere:
Fantasofya - 1
Fantasofya - 2
Fantasofya - 3
Fantasofya - 4
Fantasofya - 5
Fantasofya - 1
Fantasofya - 2
Fantasofya - 3
Fantasofya - 4
Fantasofya - 5
Fantasofya - 5
"-[...] sento che da questa missione non dipendono soltanto le sorti del Mondo Emerso, c'è qualcos'altro che devo ancora scoprire, e non so neppure dove cercarlo-. Nihal sospirò. -In passato sono sempre venuta qui per ritrovare lo scopo della mia vita, l'odio per il Tiranno-. Indicò la sagoma scura e inquietante della Rocca. -Adesso invece è diverso. Continuo a odiare il Tiranno, certo, ma non so più che cosa devo fare, sento che non è in quell'odio che è racchiuso il fine ultimo. Ma allora, qual è il fine ultimo?- chiese scoraggiata, mentre si voltava a guardare Sennar".
Nihal, Cavaliere di Drago, a Sennar, del Consiglio dei Maghi, consigliere della Terra del Vento.
(da LICIA TROISI, Il talismano del potere , in Cronache del Mondo Emerso, III, 2006, 2011, p. 850).
Lo Scopo, a volte, si diverte a giocare a nascondino tra mille scopi utilissimi solo per farci apprezzare meglio il momento in cui lo Scopo si lascerà trovare.
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giovedì 7 giugno 2012
Chiacchiere da faccialibro, faccialibrando con un rover.
C'è sempre un di più, l'infinito che ci attira, la quiete che ci inquieta finché non ci acquieta lasciandosi raggiungere oltre ogni orizzonte, la voglia di lasciare tracce dovunque e comunque sapendo che è l'unico modo di seguire la Traccia, il sangue che ribolle perché vuoi essere oggi migliore di ieri e pronto per il domani...
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martedì 5 giugno 2012
Ancora tu! Oh, Tu!*
Inerme resisti,
anonimo noto
al mondo
che cambia,
tuttora,
senza che nulla muti davvero.
Davvero?
Cerchiamo ancora
il vero nel fondo?
Quando ormai,
ombre silenti,
trafitte dal nulla,
creiamo cappi e grovigli
su infrangibili apparenze sottili?
Da' vero,
a noi,
immutabili fondali d'essere
incapaci di vincere il mondo con Te.
*Chi non si raccapezza leggendo, ritorni sereno al suo quotidiano. Per i più volenterosi, l'esegesi dell'esercizio ermetico di cui sopra si può fare a partire da questo link (video e testo) e dalla chiusa di questa lettera (ma perché non leggerla tutta?). A tutti chiedo un ricordo, anche silenzioso, per i giovani morti o imprigionati a Pechino, in piazza Tien An Men, esempi ai miei quindici anni di vita vissuta per un ideale.
anonimo noto
al mondo
che cambia,
tuttora,
senza che nulla muti davvero.
Davvero?
Cerchiamo ancora
il vero nel fondo?
Quando ormai,
ombre silenti,
trafitte dal nulla,
creiamo cappi e grovigli
su infrangibili apparenze sottili?
Da' vero,
a noi,
immutabili fondali d'essere
incapaci di vincere il mondo con Te.
*Chi non si raccapezza leggendo, ritorni sereno al suo quotidiano. Per i più volenterosi, l'esegesi dell'esercizio ermetico di cui sopra si può fare a partire da questo link (video e testo) e dalla chiusa di questa lettera (ma perché non leggerla tutta?). A tutti chiedo un ricordo, anche silenzioso, per i giovani morti o imprigionati a Pechino, in piazza Tien An Men, esempi ai miei quindici anni di vita vissuta per un ideale.
martedì 29 maggio 2012
Grazie!
Mi va di ringraziare per ieri, perché nulla è dato, ma tutto donato e ogni dono, per piccolo che sia, se accolto come tale ti offre più di quanto sembra essere.
Grazie!
Grazie!
lunedì 28 maggio 2012
A due passi dai 40
C'è una bella sensazione (forse per l'ora tarda che annebbia tutto!)...
mercoledì 23 maggio 2012
Capaci
Vent'anni fa, quasi diciottenne, tornando a casa dal classico sabato pomeriggio in parrocchia (era già un classico!), con chissà quale progetto per la sera, accendo la tv e sul televideo leggo notizie ogni minuto sempre più tragiche sul giudice Falcone, sua moglie e la sua scorta.
Abitavo a Vittoria, la città dei Gallo (io so cosa significa andare alle scuole elementari e pensare, guardando i manifesti funebri sempre con lo stesso cognome, quanto sia poverina quella famiglia a cui morivamo tutti i parenti... e scoprire qualche anno dopo che si era consumata una strage di mafiosi nella tua città), dei Dominante, dei Carbonaro, anzi no... la mia città, dei miei amici, di quasi tutte le ragazze di cui mi sono innamorato, dei preti di periferia che hanno dissodato terreni e persone per creare comunità (insieme di persone che cercano di realizzare il bene di tutti e di ciascuno), dei miei professori che hanno segnato i miei orientamenti culturali con quello che hanno saputo farmi accettare o rifiutare dei loro, delle mie sorelle, di mia mamma e, d'adozione, di mio papà.
Abitavo a Gaspanella, contrada che non è più il quartiere Talafuni ed è separata da contrada Fanello e dalle sue case popolari da una strada, ma ho lasciato che mi contaminassero l'uno e l'altro, visto che, in fondo in fondo, sangiuvannaro (che a Vittoria non indica una fazione religiosa!) di nascita, la parte migliore (i miei fantastici compagni delle elementari) del quartiere poco "in" della città mi ha vaccinato dallo snobismo borghese e dall'arroganza mafiosa. Sarà per questo che avevo voglia di vivere il mio quartiere, tutto, da Gaspanella a Cius'o'nfiernu, da educatore A.C.R. che tesse relazioni con le famiglie dei ragazzi del gruppo e col territorio, per quanto fastidio la cosa potesse dare alla banda (che a Vittoria, in questo caso, non è quella che suona per la festa del patrono) di miei coetanei della zona?
Vent'anni fa credevo di aver capito che gente come Falcone è semplicemente gente che ci crede e si impegna nonostante tutto e che io dovevo continuare gli impegni presi (studio e servizio come educatore A.C.R.), sviluppandoli man mano che crescevo.
Dopo vent'anni, mi permetto di ripeterlo a me e a chi ha vent'anni meno: far camminare le idee di Falcone sulle proprie gambe, significa innanzitutto fare il proprio dovere di figli, studenti, cittadini, a partire dalle fastidiosissime cose di ogni giorno (gli orari, il casco, la raccolta differenziata, innamorarsi di una o due materie e da queste essere trascinato a studiare le altre, un piccolo impegno che ci apre agli altri) che sono le prime a creare legami di comunità, segni di civiltà e società che amano la legalità. E tutto questo è l'humus antimafia per eccellenza.
Abitavo a Vittoria, la città dei Gallo (io so cosa significa andare alle scuole elementari e pensare, guardando i manifesti funebri sempre con lo stesso cognome, quanto sia poverina quella famiglia a cui morivamo tutti i parenti... e scoprire qualche anno dopo che si era consumata una strage di mafiosi nella tua città), dei Dominante, dei Carbonaro, anzi no... la mia città, dei miei amici, di quasi tutte le ragazze di cui mi sono innamorato, dei preti di periferia che hanno dissodato terreni e persone per creare comunità (insieme di persone che cercano di realizzare il bene di tutti e di ciascuno), dei miei professori che hanno segnato i miei orientamenti culturali con quello che hanno saputo farmi accettare o rifiutare dei loro, delle mie sorelle, di mia mamma e, d'adozione, di mio papà.
Abitavo a Gaspanella, contrada che non è più il quartiere Talafuni ed è separata da contrada Fanello e dalle sue case popolari da una strada, ma ho lasciato che mi contaminassero l'uno e l'altro, visto che, in fondo in fondo, sangiuvannaro (che a Vittoria non indica una fazione religiosa!) di nascita, la parte migliore (i miei fantastici compagni delle elementari) del quartiere poco "in" della città mi ha vaccinato dallo snobismo borghese e dall'arroganza mafiosa. Sarà per questo che avevo voglia di vivere il mio quartiere, tutto, da Gaspanella a Cius'o'nfiernu, da educatore A.C.R. che tesse relazioni con le famiglie dei ragazzi del gruppo e col territorio, per quanto fastidio la cosa potesse dare alla banda (che a Vittoria, in questo caso, non è quella che suona per la festa del patrono) di miei coetanei della zona?
Vent'anni fa credevo di aver capito che gente come Falcone è semplicemente gente che ci crede e si impegna nonostante tutto e che io dovevo continuare gli impegni presi (studio e servizio come educatore A.C.R.), sviluppandoli man mano che crescevo.
Dopo vent'anni, mi permetto di ripeterlo a me e a chi ha vent'anni meno: far camminare le idee di Falcone sulle proprie gambe, significa innanzitutto fare il proprio dovere di figli, studenti, cittadini, a partire dalle fastidiosissime cose di ogni giorno (gli orari, il casco, la raccolta differenziata, innamorarsi di una o due materie e da queste essere trascinato a studiare le altre, un piccolo impegno che ci apre agli altri) che sono le prime a creare legami di comunità, segni di civiltà e società che amano la legalità. E tutto questo è l'humus antimafia per eccellenza.
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Vittoria
sabato 19 maggio 2012
C.O.S. 2012
La settimana scorsa ero al Campo di Orientamento al Servizio. Sembra che gli allievi siano tornati a casa contenti. Spero si ricorderanno sempre che a servire s'impara costantemente e senza arrivare mai a un ultimo traguardo, ascoltando umilmente se stessi, le esigenze profonde di coloro ai quali offriamo la nostra fraternità nel servizio, i silenzi di Dio che parlano attraverso noi stessi e le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi che Lui stesso ci affida.
Buona strada a tutti!
Buona strada a tutti!
venerdì 18 maggio 2012
Ma è buono!
Alla fine ho chiuso tutti i pannelli del mio browser aperti su bellissime canzoni che avrebbero dovuto descrivere o manipolare o proiettare all'esterno i miei sentimenti. Li ho chiusi perché, due settimane domani, mi sono chiesto se davvero era il caso di continuare a crogiolarmi sulle emozioni e sulle sensazioni o, piuttosto, non fosse il caso di riprendere in mano le redini del mio tempo e, umanamente, accettare e accettarmi, ancora una volta grato e felice, per quanto triste, forse di una tristezza che diverrà pian piano un indistruttibile spazio malinconico e nostalgico. Quindi: cara nonna, ancora grazie! E ora, mentre avverto gli occhi umidi, le cose più belle sono immaginarti in formissima in Paradiso davanti alla Bontà per definizione e chiederti di aiutarmi a farmi capire quanto, davvero, Lui-Uno/Loro-Trino sia Buono! E non pregare perché io non dimentichi di mangiare, ché invece devi fare l'opposto! E pace, pian piano, sia.
giovedì 26 aprile 2012
97019*
È la primavera che ormai non disdegna più di farsi sentire? È l'inizio della nuova avventura previsto per domani? È il bisogno di qualche novità che la luce dei giorni più lunghi e i prati fioriti mi mettono dentro? O, semplicemente, Vittoria non mi hai mai lasciato, mai, e da via Bixio a piazza Henriquez a Gaspanella, mi hai tenuto stretto così tanto da esserti imbacuccata di me e ora fremi perché mi senti immalinconito di te e mi sconquassi fortemente dentro, quasi mettendomi farfalle nello stomaco, quasi donandomi fremiti da adolescente sopiti da quel placido scorrere dei giorni sull'altopiano... Vittoria mia, orizzonte di una vita spericolata e senza muretti a secco che delimitano esistenze e allontanano novità, dove sei?
*Codice di Avviamento Postale che dà senso e significato a tutto il post.
*Codice di Avviamento Postale che dà senso e significato a tutto il post.
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Vittoria
martedì 24 aprile 2012
San Giorgio
Bosco, fraternità, tenda, fuoco, donne di carattere, cavalieri piccoli e grandi, parole forti (martirio, paure, valori, bellezza dentro e fuori, Dio Padre che vuole vederci belli e grandi), forti stanchezze, risate cristalline di neopromissate, sguardi intensi di vecchie caposquadriglie... chiedo scusa se poi non mi serve una processione! Grazie, glorioso patrono degli scout, san Giorgio martire!
San Giorgio - Flash*
Eri tu!
Colorata come un'altra,
d'improbabile uniforme vestita,
ma tu!
Malinconia,
per ciò
che sarebbe potuto essere
ma semplicemente
non sarà:
è la tua buona azione per me,
fuoco del San Giorgio,
quest'impossibile svista?
*Tributo a Emanuele Mandarà e alla sua bellissima Flash.
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martedì 20 marzo 2012
Perché SPGE è SPGE!-3
Domenica speciale, con incroci inaspettati col passato e slanci di tutti verso il futuro incredibili quanto il punto a roverino segnato da Giuseppe Cascone! Liberi per dare il massimo! Continuate così!
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mercoledì 14 marzo 2012
Fantasofya - 4
"-Non è nell'odio che troverai una risposta, Nihal. Solo un ideale dà senso al combattere: non è facile trovarlo, non è facile essere coerenti con esso e perseguirlo, ma una vita, una lotta senza ideali non hanno significato-".
Le carezzò la testa.
Ido della Terra del Fuoco, Cavaliere di Drago, a Nihal, sua allieva.
(da LICIA TROISI, Nihal della Terra del Vento, in Cronache del Mondo Emerso, I, 2006, 2011, p. 330).
Cerchiamo risposte, ma abbiamo bisogno dell'Ideale che faccia nascere in noi le domande per raggiungerLo. Chi sarà "via, verità e vita" (Gv 14, 6)?
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Barriti nella giungla - 9
I giorni sono tutti uguali? Pare di no, se i ragazzi delle medie impazziscono per il sabato pomeriggio, quelli delle superiori amano la domenica mattina, gli universitari non vedono l'ora che arrivi venerdì sera... e così discorrendo (poi ognuno sfrutta il tempo atteso in modo diverso dagli altri).
E quindi si attende un tempo che non è come gli altri, si ha bisogno di un tempo speciale che divida il tempo ordinario in due. Il tempo atteso, poi, carica di valore il tempo che lo precede, quello in cui ci prepariamo per vivere la nostra festa-uscita-dormita-serata-ecc. ecc. (pare che Leopardi lo avesse ben capito).
Il tempo scorre e siamo già a meta di un tempo di preparazione per una grande festa. Chissà chi se n'è accorto!
E quindi si attende un tempo che non è come gli altri, si ha bisogno di un tempo speciale che divida il tempo ordinario in due. Il tempo atteso, poi, carica di valore il tempo che lo precede, quello in cui ci prepariamo per vivere la nostra festa-uscita-dormita-serata-ecc. ecc. (pare che Leopardi lo avesse ben capito).
Il tempo scorre e siamo già a meta di un tempo di preparazione per una grande festa. Chissà chi se n'è accorto!
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giovedì 8 marzo 2012
8 marzo reloaded
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8 marzo 2012
Quest'anno, care donne che leggete, mi ricordo di voi mettendo insieme 8 marzo, poesia, donne fuori dal giro (una è in gestazione, l'altra frequenta la scuola materna, la terza sa già, purtroppo, che "la vita è sempre forte molto più che facile" -L. LIGABUE, Il giorno di dolore che uno ha-).
Di questi miei giorni,
ore distratte,
memoria sarà per le donne
che bimbe il mio tempo
spezzarono?
Giorgia,
presenza piccina,
E tu,
ferma e gentile,
che ridi
ma ancor tristemente.
Voi,
donne di questi miei giorni,
attese e protese,
speranza
di un oggi sereno
che attragga le ore future.
Di questi miei giorni,
ore distratte,
memoria sarà per le donne
che bimbe il mio tempo
spezzarono?
Giorgia,
presenza piccina,
che ampli
d'amore accogliente.
Anna,
ricciuta e birbante,
che parli
e mi fai sorridente.
ferma e gentile,
che ridi
ma ancor tristemente.
Voi,
donne di questi miei giorni,
attese e protese,
speranza
di un oggi sereno
che attragga le ore future.
giovedì 23 febbraio 2012
Perché SPGE è SPGE!-2
Ci sono emozioni sopite che è bello risentire affiorare timide e delicate: grazie a tutti coloro che dalla festa di carnevale dei ragazzi all'uscita dell'indomani con A.C.R. 12/14, prima e seconda media, passando per la festa della sera con la comunità, sono riusciti nell'impresa!
lunedì 20 febbraio 2012
Semel pater, semper pater
Ho visto le scene finali de La vita è bella, il film di e con Roberto Benigni, a conclusione di una serata di riflessione sul romanzo Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupery. Mi sono commosso, forse perché papà non lo sono, ma padre di parecchie rose da curare anche a distanza continuo ad esserlo. Essere padre in modo tale che tuo figlio e tua figlia affrontino la vita e alla fine esclamino: -Abbiamo vinto!-, mentre felice per loro e ancora innamorata di te la madre li abbraccia e li accoglie. Cosa vuoi di più dalla vita?
Auguri, per una paternità che sia dono continuo, ai papà e ai padri che passeranno a sbirciare qui!
Auguri, per una paternità che sia dono continuo, ai papà e ai padri che passeranno a sbirciare qui!
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giovedì 16 febbraio 2012
Fantasofya - 3
"Lo gnomo scostò i capelli dal viso bagnato di Nihal. -Ascoltami. Anch'io ho visto cose terribili. Anch'io ho dovuto lottare contro l'odio che mi cresceva dentro. Poi ho capito che c'era gente che aveva bisogno di me. Per questo ho deciso di combattere. Io non so perché tu sia sopravvissuta. Ma sei qui, sei viva. Non puoi permetterti di sprecare la tua vita, perché non è solo tua, ma di tutta la tua gente-"
Ido della Terra del Fuoco, Cavaliere di Drago, a Nihal, sua allieva.
(da LICIA TROISI, Nihal della Terra del Vento, in Cronache del Mondo Emerso, I, 2006, 2011, p. 329).
La vita è nostra. L'odio corrode.
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giovedì 9 febbraio 2012
Fantasofya - 2
"Ido balzò in piedi e le puntò un dito contro. -Zitta! La differenza tra noi e loro è che noi combattiamo per la vita. La vita, Nihal! Quella che tu non conosci, che neghi con tutte le tue forze. Combattiamo perché tutti abbiano diritto a vivere la loro vita su questa terra, perché ognuno possa decidere che cosa fare della propria esistenza, perché nessuno sia schiavo, perché ci sia la pace. Combattiamo per la gente che ha ballato con noi in piazza, per il mercante che ci ha ospitato, per le ragazze che amoreggiavano con i nostri soldati. E combattiamo con la consapevolezza che la guerra è orribile, ma che se non lo facessimo il mondo che amiamo andrebbe distrutto! Non è l'odio che ci muove! È la speranza che un giorno tutto questo finisca. L'odio è quello del Tiranno!-".
Ido della Terra del Fuoco, Cavaliere di Drago, a Nihal, sua allieva.
(da LICIA TROISI, Nihal della Terra del Vento, in Cronache del Mondo Emerso, I, 2006, 2011, p. 327).
Amare la vita, per aver un motivo per essere liberi.
Ido della Terra del Fuoco, Cavaliere di Drago, a Nihal, sua allieva.
(da LICIA TROISI, Nihal della Terra del Vento, in Cronache del Mondo Emerso, I, 2006, 2011, p. 327).
Amare la vita, per aver un motivo per essere liberi.
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lunedì 16 gennaio 2012
Ingenio de la Mancha
"Ma l'amore nella maggior parte dei giovani non è che desiderio; il quale, siccome ha per suo ultimo scopo il piacere, quando arriva ad otenerlo, si soddisfa e finisce, e quel che pareva amore si travisa, perché non può andar oltre il termine che gli pose la natura, termine che invece non pose al vero amore".
Cardenio, in INGENIOSO HIDALGO DON QUIJOTE DE LA MANCHA, parte prima, capitolo xxiv, pag. 219 (Cles 1995)
Cardenio, in INGENIOSO HIDALGO DON QUIJOTE DE LA MANCHA, parte prima, capitolo xxiv, pag. 219 (Cles 1995)
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mercoledì 28 dicembre 2011
Fantasofya - 1
"Un cavaliere è un condottiero, dalle sue azioni dipende la sorte di molti soldati. Se muore lui, il più delle volte trascina con sé anche quelli che comanda. Per questo ognuno deve tenere in conto la propria vita, perché non appartiene solo a lui ma a tutti quelli che combattono".
Ido della Terra del Fuoco, Cavaliere di Drago, a Nihal, sua allieva.
(da LICIA TROISI, Nihal della Terra del Vento, in Cronache del Mondo Emerso, I, 2006, 2011, p. 280).
L'equilibrio fragile dell'esistenza: vivere non solo per se stessi, non solo per gli altri, cercarsi per perdersi per ritrovarsi. Lasciarsi salvare, in-fine.
Ido della Terra del Fuoco, Cavaliere di Drago, a Nihal, sua allieva.
(da LICIA TROISI, Nihal della Terra del Vento, in Cronache del Mondo Emerso, I, 2006, 2011, p. 280).
L'equilibrio fragile dell'esistenza: vivere non solo per se stessi, non solo per gli altri, cercarsi per perdersi per ritrovarsi. Lasciarsi salvare, in-fine.
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sabato 24 dicembre 2011
2011
2+0+1+1=4.
Pessimo voto per il 2011. A meno che...
A meno che la sorpresa di ieri, nel freddo di un ufficio che improvvisamente è diventato una spiaggia tropicale, non sia la dimostrazione che davvero provvidenzialmente sotto la crosta arida e ingenerosa della storia che ti stringe il cuore ogni mattina (anche perché ti alzi troppo presto per il resto di vita che fai), Qualcuno rovescia i potenti e manda a mani vuote i ricchi.
E il potente da rovesciare e il ricco da svuotare, udite udite, sono tuttora io.
Degli altri, satis! (Probabilmente fino a domani mattina, ma ormai la Speranza mi ha incastrato!)
Pessimo voto per il 2011. A meno che...
A meno che la sorpresa di ieri, nel freddo di un ufficio che improvvisamente è diventato una spiaggia tropicale, non sia la dimostrazione che davvero provvidenzialmente sotto la crosta arida e ingenerosa della storia che ti stringe il cuore ogni mattina (anche perché ti alzi troppo presto per il resto di vita che fai), Qualcuno rovescia i potenti e manda a mani vuote i ricchi.
E il potente da rovesciare e il ricco da svuotare, udite udite, sono tuttora io.
Degli altri, satis! (Probabilmente fino a domani mattina, ma ormai la Speranza mi ha incastrato!)
Pancia, pancioni, pancette
Domani è Natale!
Auguri a chi passa di qua o intercetta questo post tra un'abbuffata e l'altra che riempiono lo stomaco.
Spero che questo Natale sia per tutti voi particolare, come il mio (nonostante i pensieri non mancano mai, nonostante tante cose vanno come non si desidera...), Natale particolarmente circondato da bimbi da poco usciti dalle pance delle loro mamme (quattro battesimi tra il 3 e il 27 dicembre e tra questi uno da padrino, più il quinto vissuto da lontano e nella preghiera), da un pancione particolarmente bello che indossa un fazzolettone scout amaranto e blu e che geneticamente è un quarto giallo, un quarto rosso, un quarto verde e un quarto blu, da tre sorrisi ineffabili (l'ultimo oggi visto al telefono... nessuna videochiamata, le parole a volte hanno il potere di farsi vedere) di tre donne che con quella piega indescrivibile tra labbra e guance ti rivelano che saranno ancora o per la prima volta donne con la pancia più bella che la voglia di natale procura, accompagnati dai visi di futuri padri soddisfatti di aver donato alle loro mogli l'essere mamme.
Quanta vita, quanta voglia di vita, quanto bene e quanto è vero che bonum diffusivum sui.
E tutto questo, per me, affermato e salvato grazie al Natale che spacca in due il tempo e la storia.
Buon Natale del Signore!
Auguri a chi passa di qua o intercetta questo post tra un'abbuffata e l'altra che riempiono lo stomaco.
Spero che questo Natale sia per tutti voi particolare, come il mio (nonostante i pensieri non mancano mai, nonostante tante cose vanno come non si desidera...), Natale particolarmente circondato da bimbi da poco usciti dalle pance delle loro mamme (quattro battesimi tra il 3 e il 27 dicembre e tra questi uno da padrino, più il quinto vissuto da lontano e nella preghiera), da un pancione particolarmente bello che indossa un fazzolettone scout amaranto e blu e che geneticamente è un quarto giallo, un quarto rosso, un quarto verde e un quarto blu, da tre sorrisi ineffabili (l'ultimo oggi visto al telefono... nessuna videochiamata, le parole a volte hanno il potere di farsi vedere) di tre donne che con quella piega indescrivibile tra labbra e guance ti rivelano che saranno ancora o per la prima volta donne con la pancia più bella che la voglia di natale procura, accompagnati dai visi di futuri padri soddisfatti di aver donato alle loro mogli l'essere mamme.
Quanta vita, quanta voglia di vita, quanto bene e quanto è vero che bonum diffusivum sui.
E tutto questo, per me, affermato e salvato grazie al Natale che spacca in due il tempo e la storia.
Buon Natale del Signore!
lunedì 19 dicembre 2011
Il primo ban...
...non si scorda mai!
Ottobre 2005: Un austriaco felice, San Giuseppe Artigiano (RG).
19 dicembre 2011: Il cow-boy Piero, San Pier Giuliano Eymard (RG)
Ottobre 2005: Un austriaco felice, San Giuseppe Artigiano (RG).
19 dicembre 2011: Il cow-boy Piero, San Pier Giuliano Eymard (RG)
sabato 10 dicembre 2011
Narciso o Agostino?
Noli foras ire, in teipsum redi, in interiore homine habitat veritas. Et si tuam naturam mutabilem inveneris, trascende et teipsum. Illuc ergo tende, unde ipsum lumen rationis accenditur. (De vera rel. 39, 72)
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JMJ2011
Perché SPGE è SPGE!-1
Se vi va, leggete quello che scrivo, ma date un'occhiata al resto: perché SPGE è SPGE!
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mercoledì 23 novembre 2011
Tempi di fine
Senti crollare certezze, per di più nei giorni in cui finisce l'anno liturgico con le sue parole di fine del tempo per dare spazio al nuovo anno con le sue parole d'Avvento anch'esse di fine del tempo.
Ma tra crolli e fine, si insinua sdentato il sorriso luminoso di una bimba dell'est che salutandoti forsennatamente ti dona il riconoscimento: e sorridi a tua volta, ancora una volta, perché crolla ciò che è vano ed effimero, ma l'essenziale non finisce mai, viene costantemente redento dal disfacimento ed eternizzato oltre il tempo.
Ma tra crolli e fine, si insinua sdentato il sorriso luminoso di una bimba dell'est che salutandoti forsennatamente ti dona il riconoscimento: e sorridi a tua volta, ancora una volta, perché crolla ciò che è vano ed effimero, ma l'essenziale non finisce mai, viene costantemente redento dal disfacimento ed eternizzato oltre il tempo.
mercoledì 16 novembre 2011
Curiosità
I post del 26 settembre, per il loro contenuto, hanno una data curiosa da un punto di vista di successioni temporali.
lunedì 26 settembre 2011
Sabato pomeriggio - 2
Certamente, un grazie pieno di meraviglia, commozione e affetto a chi la storia l'ha vissuta e la sta vivendo in quel modo che mi permette di dire che la storia già dice chi ha ragione. Grazie, amiche e amici, siete incredibilmente mitici e unici!!!
Sabato pomeriggio
24 settembre 2011, sabato: la storia già dice che io ho ragione, anzi che chi mi ispira ha ragione. E dirò di più: la storia già dice (ma lo ha detto sempre) che il problema del leader o è relativo (e quindi serve un contesto che non assorbe il leader, ma che permette la valorizzazione delle capacità del leader, e serve un leader che non assorbe il contesto, ma che permette la valorizzazione delle possibilità del contesto) o diventa più che un problema, una tragedia.
En passant, il cattolicesimo, in origine: un leader, che se ne va, dopo aver creato un contesto, senza così lasciarsene assorbire, ma valorizzandolo al massimo, attraverso la valorizzazione totale di sé. Questo è il caso limite. In opposizione (caso contrario): tutte le forme cristiane (anche cattoliche: movimenti, parrocchie, gruppi...) in cui il leader dimentica di essere contesto più che leader e in questo essere leader nel contesto dimentica di non dover assorbire mai il contesto.
Ora, datemi pure del mentecatto... ma avevo bisogno di darmi pubblicamente ragione, pur dovendo scrivere cripticamente. E ricordate, 24 settembre 2011, sabato: la storia già dice chi ha ragione!
giovedì 22 settembre 2011
Vorrei sapere...
...chi è che ha fatto balzare in avanti i contatti al blog, venendo a sbirciare su queste pagine addirittura e spesso dagli Stati Uniti. Sei il benvenuto/a! Ma chi sei? Ti riveli in un commento?
giovedì 8 settembre 2011
Citazioni citabili alla chiusa di una mattina indicibile
“Ciò fu per me qualcosa di completamente nuovo. Nelle sinagoghe e nelle chiese protestanti, che ho frequentato, i credenti si recano alle funzioni. Qui però entrò una persona nella chiesa deserta, come se si recasse ad un intimo colloquio. Non ho mai potuto dimenticare l’accaduto” (Edith Stein, prima della maturazione della scelta di essere battezzata, in riferimento alla presenza dell'Eucarestia nei tabernacoli delle chiese cattoliche, al vedere, nel 1917, da ragazza, una popolana, con la cesta della spesa, entrare nel Duomo di Francoforte e fermarsi per una preghiera).
«L’esperienza del distacco, già orientato a un presente di risurrezione, rende ogni partenza provvidenziale. E la prospettiva della risurrezione ci fa capire che ogni prova è per il nostro bene e ciò che il nostro cuore trattiene ancora di terreno lo si deve orientare verso il cielo» (il cardinale Scola salutando i fedeli dopo dieci anni di servizio pastorale a Venezia).
Con dedica a chi cerca l'essenziale e a chi si domanda ancora perché nella Chiesa è così facile partire, lasciare, cambiare, andare...
Ah... nelle chiese può cambiare tutto e possono cambiare tutti, ma Qualcuno da 2000 anni (non solo dal 1917) è ancora lì! Meno male!
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lunedì 18 luglio 2011
W Harry Potter!
Piton che muore riaffermando ancora una volta e per sempre il suo amore per Lily Evans fissando gli occhi di Harry, così simili a quelli della madre, per me è il fermo immagine attorno al quale farei ruotare la mia personalissima rivisitazione di tutta la saga potteriana. Un amore oltre il tempo, oltre lo spazio, oltre il singolo legame tra due persone, oltre la presenza di altre (James Potter) persone... a pensarci mi ri-sento voluto bene da tutti coloro che almeno una volta me ne hanno voluto e desideroso di voler bene così a tutti.
Mi chiedo solo che amore è. Difficilmente, confrontandoci con questo ideale di amore, ci sentiamo a posto con la nostra coscienza. Piton stesso, per quanto ne sia l'eroe di questo amore, se ne lascia sì conquistare ma non nasconde la fatica nel viverlo. C'è qualcuno che ci insegna ad amare così?
Una risposta in un'articolo di Rocco Buttiglione su Avvenire del 14 luglio 2011, (disponibile on line qui), in questa frase a fine articolo:
"esistono strutture simboliche universali congruenti con la fede cristiana".
Ovvero, la tensione all'amore di ogni uomo trova naturalmente una sua strutturazione simbolica esprimibile in letteratura anche attraverso personaggi come Piton; tale strutturazione simbolica, confrontata con i contenuti della fede cristiana, trova una conferma ed un'esaltazione.
Ancora più semplicemente, Gesù di Nazaret che muore riaffermando ancora una volta e per sempre il suo amore per ogni uomo fissando gli occhi di sua madre e del discepolo amato, così simili a quelli di tutte le madri e i padri e i figli dell'uomo, per me è il fermo immagine attorno al quale farei ruotare la mia personalissima rivisitazione di tutta la storia dell'umanità, o più semplicemente e più umilmente, della mia piccola storia vissuta dentro la storia dell'umanità.
Mi chiedo solo che amore è. Difficilmente, confrontandoci con questo ideale di amore, ci sentiamo a posto con la nostra coscienza. Piton stesso, per quanto ne sia l'eroe di questo amore, se ne lascia sì conquistare ma non nasconde la fatica nel viverlo. C'è qualcuno che ci insegna ad amare così?
Una risposta in un'articolo di Rocco Buttiglione su Avvenire del 14 luglio 2011, (disponibile on line qui), in questa frase a fine articolo:
"esistono strutture simboliche universali congruenti con la fede cristiana".
Ovvero, la tensione all'amore di ogni uomo trova naturalmente una sua strutturazione simbolica esprimibile in letteratura anche attraverso personaggi come Piton; tale strutturazione simbolica, confrontata con i contenuti della fede cristiana, trova una conferma ed un'esaltazione.
Ancora più semplicemente, Gesù di Nazaret che muore riaffermando ancora una volta e per sempre il suo amore per ogni uomo fissando gli occhi di sua madre e del discepolo amato, così simili a quelli di tutte le madri e i padri e i figli dell'uomo, per me è il fermo immagine attorno al quale farei ruotare la mia personalissima rivisitazione di tutta la storia dell'umanità, o più semplicemente e più umilmente, della mia piccola storia vissuta dentro la storia dell'umanità.
mercoledì 6 luglio 2011
Ricordi di maturità
Sembra sia tempo (ormai in verità quasi allo scadere) di esami di maturità.
Lo fu anche per me, esattamente 18 anni fa ieri per quanto riguarda l'orale.
Alcuni ricordi qui.
Lo fu anche per me, esattamente 18 anni fa ieri per quanto riguarda l'orale.
Alcuni ricordi qui.
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domenica 3 luglio 2011
Buona domenica...
...a chi passa da qui, a chi non tocca proprio il computer, a chi è a mare e a chi suda in città, a chi è in vacanza e a chi lavora, a chi fissa il sorriso per gareggiare e a chi sta per tornare da Soriano, a chi si sente leggero e a chi appesantito. Io ho immaginato il mio Capo bisognoso di una pacca sulla spalla, oggi. E anche per questo la vado a dare a mia nonna nella sua nuova casa.
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Nonna. Estate. Domenica.
Ubicazione:
Vittoria (RG), Casa di riposo valdese
domenica 26 giugno 2011
Ciao!
Mai la parola "Ciao!", di nuovo: - Ciao! -, era stata così importante per entrambi, nonna e nipote.
Tanto da diventare, "Ciao!", ripetuto: "Ciao!", il loro segreto.
Tanto da diventare, "Ciao!", ripetuto: "Ciao!", il loro segreto.
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Ubicazione:
Ospedale di Vittoria, RG, Italia
venerdì 24 giugno 2011
Tempo che viene, tempo che va!
È ripassata la mezzanotte e pian piano mi inoltro nel tredicesimo anno di vita presbiterale. Per ricordarmi che ciò che conta è lo spirito del gioco e il gioco di squadra vissuti nella consapevolezza della propria piccolezza, mi regalo questo video bellissimo!
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giovedì 23 giugno 2011
Barriti nella giungla - 8
I brividi di freddo di Ciccio nell'attesa che la cena fosse finalmente pronta, le tenerezze di Federico alla fiamma, la delusione di Giulio e dei Pittori nell'aver rovesciato l'acqua della pasta sul fuoco impossibile da riaccendere, la solidarietà pronta di Igli nel venire in soccorso ai Pittori, lo stile immenso ed ineguagliabile dei Pittori, le smanie notturne di Leandro, le sfuriate con Marco, il recupero meraviglioso degli Architetti nella gara dell'angolo, il ritorno dei ragazzi da Frigintini in anticipo e con un cane, la superba organizzazione tattico-stilistica degli Iconografi a roverino, l'incontro spiazzante con Syria e i suoi genitori, la felicità delle Kitarriste impressa nel sorriso di Federica per la vittoria sugli Iconografi, la smania di vincere di Melissa nonostante la caduta e lo zoppichio, l'indignazione di Erika, gli occhi di Miriana, interrogativi in cappella ma l'ultima sera protesi ignorando tutti e tutto per concentrarsi sul grazie da comunicare, la passione di Carla ed Erika nel cantare Mistero!, la vittoria delle Scultrici, le domande delle Cantanti, le canzoni da ascoltare con capi e vice, il gioco notturno di cui non ricordo assolutamente nulla (mentre ricordo quello del 2009), l'incapacità di leggere una mappa da parte delle ragazze, i tempi saltati tutti in tutti i modi, gli anellini che non bastarono... come non basterebbe tutto il web se volessi continuare e come non bastano queste parole per ricordare tutto l'impegno di tutti quelli che c'erano e che, davvero, loro sono il più grande spettacolo dopo il Big Bang!
Ubicazione:
Campagne del modicano, RG, Italia
martedì 21 giugno 2011
Barriti nella giungla - 7
Faceva freddo, nonostante fosse il primo giorno d'estate come oggi. Esattamente un anno fa. Grazie a tutti quelli che c'erano, che vi hanno creduto, che hanno lottato, che sono tornati a casa più grandi! E allora come oggi:
"Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne [Che meraviglia! Niente e nessuno è come lei e me!]. La si chiamerà 'Isshà (Colei che può completare e arricchire l'esistenza maschile come nient'altro], perché da 'Ish [Colui che può completare e arricchire l'esistenza femminile come nient'altro] è stata tolta"!
Ovvero, Mistero!
Ovvero, Mistero!
Ubicazione:
Campagne del modicano (RG), Italia
martedì 14 giugno 2011
Riconciliazione
Il sole che tramonta mi riconcilia con il mondo tutto (cieli e terra, direbbero gli ebrei; immanente e trascendente, direbbe donna Filosofia; anche con me stesso, specifico io). Ieri il sole mi guardava, fratello maggiore poco più in alto di me, striando il cielo di tenere fiamme gialle e rosse. Le dedico come simbolo di ben altre fiamme a chi può aver bisogno di un po' di Spirito di pace.
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Buone vacanze a tutti!
Mi pare che la scuola sia finita per tutti (a parte l'occasione di dimostrare a qualcuno che si è in grado di fare qualche compito scritto e di ripetere le cose scritte nella cosiddetta tesina). E quindi: buone vacanze a chi durante gli ultimi nove mesi è stato impegnato a scoprire come la realtà è bellissima perché si rivela rispettosa della matematica e della fisica, ricca quanto tutte le lingue del mondo, profonda quanto ogni e tutte le poesie, i racconti, i romanzi e gli scritti delle letterature di ogni tempo e luogo, affascinante nei suoi dettagli chimici e biologici e astronomici, sorniona con l'uomo che la plasma con la tecnica ma l'ammira con la ragione e nelle religioni. Che bello impegnarsi in questo! Quando sarete padri e madri e gente che lavora, saprete godervi tutto, perché al Tutto la scuola vi ha avvicinato. Quale scuola? Tutte quelle che vi auguro e auguro a tutti i ragazzi e i giovani del mondo di aver frequentato e di frequentare! Buona scuola a tutti!
sabato 11 giugno 2011
Primo tramonto estivo
Anche il sole, tramontando e lasciandomi beare di tutte le sfumature di arancione tra il giallo e il rosso di cui si colora il cielo, gioca a nascondino tra le colline che mi portano a Vittoria.
Questi sono colori di pace.
Questi sono colori di pace.
martedì 7 giugno 2011
La legge di Murphy...
...non sbaglia mai!
Entri alle poste, ne hai 30 davanti, dopo 40 minuti ne hai 14, la situazione è bloccata, esci per 20 minuti esatti, torni... e sono alla quinta persona dopo di te e tu ne hai di nuovo 30 davanti!
Però qualcuno ha lasciato il suo biglietto inutilizzato e ho recuperato tre posizioni!
Entri alle poste, ne hai 30 davanti, dopo 40 minuti ne hai 14, la situazione è bloccata, esci per 20 minuti esatti, torni... e sono alla quinta persona dopo di te e tu ne hai di nuovo 30 davanti!
Però qualcuno ha lasciato il suo biglietto inutilizzato e ho recuperato tre posizioni!
lunedì 6 giugno 2011
Strada facendo...
Bene, la decisione è presa, esco fuori dall'anonimato. Da oggi chi passa da qui saprà con chi sta parlando. Il gioco a nascondino è finito!
A futura memoria, copio qui titolo e sottotitolo del blog usati fino ad adesso:
A futura memoria, copio qui titolo e sottotitolo del blog usati fino ad adesso:
Un elefante si dondolava...
Blog-esperimento: i miei parenti e amici internettari sono o no capaci di scoprirmi sul web in questo blog sulla base dell'unica informazione poco nota ancora ai più in esso presente e dei post che pubblicherò?
martedì 26 aprile 2011
C'è vita e Vita
Tempo fa, Pandaconlemacchie aveva così commentato il post Barriti nella giungla - 6:
è bello scoprire come tutto ciò che ti circonda ti renda partecipe, quanto tutto accade pe(r) qualcosa, quanto tu appartenga a ogni istante di vita che è attorno a te, e quanto questa appartenga naturalmente a te. Tu sei sua..e lei, anche se non totalmente, è tua. :)
Mi aveva affascinato, di queste parole, l'avverbio "totalmente". Riesco a capire Pandaconlemacchie? Forse no, nonostante io sia famoso per le mie notevoli capacità di osservazione (questa non la capirà quasi nessuno). Quindi spiego perché sono rimasto affascinato da "totalmente" e Pandacolemacchie, se vorrà, mi dirà quanto l'ho capita.
C'è, quindi, la vita e ci sono io. Io sono totalmente della vita, ma lei no, mi supera, è più grande di me. Sono una parte di qualcosa che è più di me. Eppure, sono acqua, sono aria, sono carbonio, in me avvengono combustioni, sono, direbbero i miei amici medievali, microcosmo. Tutto è in me! Ma è vero, non tutto è totalmente in me. Sono piccolo, piccolissimo. Ma anche capace di pensare (oltrepassare la materia), di produrre cultura (oltrepassare il tempo), di interagire con l'ambiente (oltrepassare i limiti imposti dallo spazio e i condizionamenti fisici e naturali).
In uno dei suoi Pensieri (promessa: lo cito meglio in un prossimo post), così scrive Pascal:
Che cos'è in fondo l'uomo nella natura? Un nulla rispetto all'infinito, un tutto rispetto al nulla; un qualcosa di mezzo tra il niente e il tutto. Infinitamente lontano dall'abbracciare gli estremi, la fine delle cose e il loro principio gli sono invincibilmente nascosti in un impenetrabile segreto, ed egli è ugualmente incapace di vedere il nulla da cui è stato tratto e l'infinito dal quale è inghiottito.
Ora, e infine: totalmente la vita non mi appartiene, ma io appartengo totalmente ad essa e in questa consapevolezza lucida di appartenergli mi scopro proiettato verso l'infinito tanto da non restare schiacciato dalla mia piccolezza. Mi viene un sospetto: forse stiamo parlando o siamo in presenza non di una vita, ma della Vita.
Così chiudo, sapendo di essere stato forse complicato e oscuro. Caso mai qualcuno si volesse avventurare, useremo i commenti per chiarire.
è bello scoprire come tutto ciò che ti circonda ti renda partecipe, quanto tutto accade pe(r) qualcosa, quanto tu appartenga a ogni istante di vita che è attorno a te, e quanto questa appartenga naturalmente a te. Tu sei sua..e lei, anche se non totalmente, è tua. :)
Mi aveva affascinato, di queste parole, l'avverbio "totalmente". Riesco a capire Pandaconlemacchie? Forse no, nonostante io sia famoso per le mie notevoli capacità di osservazione (questa non la capirà quasi nessuno). Quindi spiego perché sono rimasto affascinato da "totalmente" e Pandacolemacchie, se vorrà, mi dirà quanto l'ho capita.
C'è, quindi, la vita e ci sono io. Io sono totalmente della vita, ma lei no, mi supera, è più grande di me. Sono una parte di qualcosa che è più di me. Eppure, sono acqua, sono aria, sono carbonio, in me avvengono combustioni, sono, direbbero i miei amici medievali, microcosmo. Tutto è in me! Ma è vero, non tutto è totalmente in me. Sono piccolo, piccolissimo. Ma anche capace di pensare (oltrepassare la materia), di produrre cultura (oltrepassare il tempo), di interagire con l'ambiente (oltrepassare i limiti imposti dallo spazio e i condizionamenti fisici e naturali).
In uno dei suoi Pensieri (promessa: lo cito meglio in un prossimo post), così scrive Pascal:
Che cos'è in fondo l'uomo nella natura? Un nulla rispetto all'infinito, un tutto rispetto al nulla; un qualcosa di mezzo tra il niente e il tutto. Infinitamente lontano dall'abbracciare gli estremi, la fine delle cose e il loro principio gli sono invincibilmente nascosti in un impenetrabile segreto, ed egli è ugualmente incapace di vedere il nulla da cui è stato tratto e l'infinito dal quale è inghiottito.
Ora, e infine: totalmente la vita non mi appartiene, ma io appartengo totalmente ad essa e in questa consapevolezza lucida di appartenergli mi scopro proiettato verso l'infinito tanto da non restare schiacciato dalla mia piccolezza. Mi viene un sospetto: forse stiamo parlando o siamo in presenza non di una vita, ma della Vita.
Così chiudo, sapendo di essere stato forse complicato e oscuro. Caso mai qualcuno si volesse avventurare, useremo i commenti per chiarire.
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venerdì 4 febbraio 2011
2 canzoni - 2
...e questa per me (1974-?).
Quando tutte le parole sai che non ti servon più
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù
quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che
che nessuno se lo spiega perché sia successo a te
quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "grazie no"
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu...
Quando indietro non si torna quando l'hai capito che
che la vita non è giusta come la vorresti te
quando farsi una ragione vora dire vivere
te l'han detto tutti quanti che per loro è facile
quando batte un pò di sole dove ci contavi un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "ancora no"
quando la ferita brucia la tua pelle si farà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...
Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà
quando l'aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà
quando questa merda intorno sempre merda resterà
riconoscerai l'odore perché questa è la realtà
quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che or'è
che la vita è sempre forte molto più che facile
quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà
Sopra il giorno di dolore che uno ha
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...
Il Giorno Di Dolore Che Uno Ha
Ligabue > Secondo Tempo (2008)
Quando tutte le parole sai che non ti servon più
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù
quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che
che nessuno se lo spiega perché sia successo a te
quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "grazie no"
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu...
Quando indietro non si torna quando l'hai capito che
che la vita non è giusta come la vorresti te
quando farsi una ragione vora dire vivere
te l'han detto tutti quanti che per loro è facile
quando batte un pò di sole dove ci contavi un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "ancora no"
quando la ferita brucia la tua pelle si farà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...
Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà
quando l'aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà
quando questa merda intorno sempre merda resterà
riconoscerai l'odore perché questa è la realtà
quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che or'è
che la vita è sempre forte molto più che facile
quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà
Sopra il giorno di dolore che uno ha
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...
2 Canzoni - 1
Questa per C. (1974-2011)...
La Leva Calcistica Della Classe '68
Sole sul tetto dei palazzi in costruzione,
sole che batte sul campo di pallone e terra
e polvere che tira vento e poi magari piove.
Nino cammina che sembra un uomo,
con le scarpette di gomma dura,
dodici anni e il cuore pieno di paura.
Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori
che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro a un bar,
e sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai.
Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.
Nino capì fin dal primo momento,
l'allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell'area, tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare.
Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.
sole che batte sul campo di pallone e terra
e polvere che tira vento e poi magari piove.
Nino cammina che sembra un uomo,
con le scarpette di gomma dura,
dodici anni e il cuore pieno di paura.
Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori
che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro a un bar,
e sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai.
Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.
Nino capì fin dal primo momento,
l'allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell'area, tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare.
Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.
lunedì 13 dicembre 2010
Barriti nella giungla - 6
Da ragazzino alcuni visi di ragazze mi facevano sobbalzare il cuore.
Un po' in là negli anni, oltre ai visi di ragazze si sono aggiunte le opere d'arte.
Ieri camminavo, finché guardandomi attorno mi sono ritrovato fermo, con una sensazione da ferita avvertita dentro me stesso: il sole illuminava una piccola valle verde d'ineffabile bellezza.
Poco prima, dei gigli viola a punteggiare radi la parete della collina. Poco dopo, un ruscello d'acqua limpidissima.
È bello scoprire come la bellezza ti coinvolga, quanto ti appartenga e quanto tu appartenga ad essa.
Un po' in là negli anni, oltre ai visi di ragazze si sono aggiunte le opere d'arte.
Ieri camminavo, finché guardandomi attorno mi sono ritrovato fermo, con una sensazione da ferita avvertita dentro me stesso: il sole illuminava una piccola valle verde d'ineffabile bellezza.
Poco prima, dei gigli viola a punteggiare radi la parete della collina. Poco dopo, un ruscello d'acqua limpidissima.
È bello scoprire come la bellezza ti coinvolga, quanto ti appartenga e quanto tu appartenga ad essa.
Grazie!
Ieri avevo una voglia immensa di ringraziare tutti quelli che nella mia vita mi hanno donato sorrisi, crescita, compagnia, appoggio, amicizia, fiducia...
Lo faccio oggi, da qui: grazie a tutti! Siete stati davvero grandi!
Lo faccio oggi, da qui: grazie a tutti! Siete stati davvero grandi!
lunedì 6 dicembre 2010
Prospettive
Da ragazzino sognavo di vincere le Olimpiadi.
Un giorno mi accorsi che avevo cambiato prospettiva.
Oggi so che in diversi momenti degli ultimi anni (non ricordo più la prima volta che mi è successo: fine 2004? Primavera 2005? Un po' più in là?) mi sono sentito così umanamente (quindi non totalmente e infinitamente) soddisfatto da pensare che la mia prospettiva esistenziale aveva davvero prodotto "successo".
Così, sorridendo per le mie soddisfazioni, lascio qui (chissà se giungerà mai alla persona interessata!) un augurio calorosissimo e commosso a chi sempre più raggiunge successi sportivi mandando sfere arancioni dentro un cesto!
Auguri, Cespuglio! E mi raccomando, sempre con lo spirito di quelle parole pronunciate qualche anno fa: Con l'aiuto di Dio, prometto di fare del mio meglio per servire...
Un giorno mi accorsi che avevo cambiato prospettiva.
Oggi so che in diversi momenti degli ultimi anni (non ricordo più la prima volta che mi è successo: fine 2004? Primavera 2005? Un po' più in là?) mi sono sentito così umanamente (quindi non totalmente e infinitamente) soddisfatto da pensare che la mia prospettiva esistenziale aveva davvero prodotto "successo".
Così, sorridendo per le mie soddisfazioni, lascio qui (chissà se giungerà mai alla persona interessata!) un augurio calorosissimo e commosso a chi sempre più raggiunge successi sportivi mandando sfere arancioni dentro un cesto!
Auguri, Cespuglio! E mi raccomando, sempre con lo spirito di quelle parole pronunciate qualche anno fa: Con l'aiuto di Dio, prometto di fare del mio meglio per servire...
lunedì 29 novembre 2010
Barriti nella giungla - 5
Un progetto. Amare per sempre, vivere fieramente, costruire la propria libertà e la propria felicità, impegnarsi per il bene comune, scegliere cercando di essere se stessi fino in fondo (cioè, fino a scoprirsi legati a tutto il mondo): tutte cose per le quali serve un progetto. Ovvero una meta finale, alcuni obiettivi immediati e altri da realizzare sempre più in là nel tempo, gli strumenti giusti per raggiungere obiettivi e meta. Ma soprattutto... serve chiedersi anche con una certa violenza (per non farsi ingannare da se stessi) "ma io... chi c _ zz _ sono?".
Se l'essenziale è invisibile agli occhi, è l'invisibile che è dentro di noi con il quale dobbiamo al più presto possibile fare i conti. "Talità kum" in aramaico, "Puella, tibi dico: Surge!" in latino, traducetevelo voi in italiano, il senso è proprio quello: hai dentro il progetto giusto da scoprire e realizzare.
Se l'essenziale è invisibile agli occhi, è l'invisibile che è dentro di noi con il quale dobbiamo al più presto possibile fare i conti. "Talità kum" in aramaico, "Puella, tibi dico: Surge!" in latino, traducetevelo voi in italiano, il senso è proprio quello: hai dentro il progetto giusto da scoprire e realizzare.
Nell'attesa della sua venuta
Mi chiedo se verrai. Se verrai oggi. Domani. Il 25 del mese prossimo o, davvero, come una folgore nel cielo, improvvisa e fulminea. Mi chiedo se sei già qui, accanto a me e a me intorno, a sorridere sornione dei miei pensieri affannati. Mi chiedo se non sei già passato a lasciar segni e ferite che si trasformeranno in benedizioni del cuore... e questo mio cuore che ormai sa lacrimare ma che ancora ha bisogno del Suo Maestro per diventare sempre più carne che splende innamorata, ti ha aperto?
Mi chiedo se puoi fermare i miei pensieri su di Te, perché occhi, orecchie, bocca, mani e piedi hanno tante cose da fare. Vieni... Ti aspetto nella mia mente, per aprirti il cuore, lasciar libero tutto il mio corpo per Te.
Mi chiedo se puoi fermare i miei pensieri su di Te, perché occhi, orecchie, bocca, mani e piedi hanno tante cose da fare. Vieni... Ti aspetto nella mia mente, per aprirti il cuore, lasciar libero tutto il mio corpo per Te.
lunedì 22 novembre 2010
Per pandaconlemacchie
Ti scrivo qua, anzi nel primo commento, per continuare il dialogo iniziato in Barriti - 2.
giovedì 18 novembre 2010
Barriti nella giungla - 4
Ci sono persone che non esitiamo a definire eccezionali. Finisce che conosciamo decine di difetti in loro, ma vogliamo loro o troppo bene, e allora facciamo finta di non vedere tali difetti, o vogliamo loro veramente bene, e allora siamo felici di accettarle per quello che sono e di volerle bene proprio perchè hanno quei difetti. Ecco perchè sono eccezionali: perchè sono tanto normali da farti sentire veramente loro amico, o fratello, o, addirittura, un po' papà.
Negli ultimi cinque anni ho conosciuto quattro persone così: AA, quella del post Compiacimenti, da un po' si trova vicino alle altre tre come lo sono stato io . E mi sorprendo: sembrano cadute soggezioni, sembrano spuntati nuovi vigori, sembrano annullati timori. Ecco le mie quattro persone eccezionali: sono sicuro che se me le prendessi tutte e quattro e chiedessi loro cosa è successo, non saprebbero dirmi altro che: "Niente! Stiamo andando avanti come sempre!".
Infatti, è vero: come sempre, con la semplicità di chi, persona normale, si lascia prendere dal Bene e lo vive eccezionalmente, senza accorgersi di quanto bene eccezionale sparge intorno.
Care mie amiche, sorelle e figlie eccezionali: continuate ad essere così normali. Siete una benedizione per coloro che, più piccole di voi, potranno diventare come voi.
E interrogatevi su AA, sulle sue motivazioni, su ciò che vi trasmette la sua relazione con voi. Perché è il segno di Qualcuno tanto eccezionale che ha scelto di essere normale come noi e in mezzo a noi. Per farci diventare normalmente eccezionali come Lui.
Negli ultimi cinque anni ho conosciuto quattro persone così: AA, quella del post Compiacimenti, da un po' si trova vicino alle altre tre come lo sono stato io . E mi sorprendo: sembrano cadute soggezioni, sembrano spuntati nuovi vigori, sembrano annullati timori. Ecco le mie quattro persone eccezionali: sono sicuro che se me le prendessi tutte e quattro e chiedessi loro cosa è successo, non saprebbero dirmi altro che: "Niente! Stiamo andando avanti come sempre!".
Infatti, è vero: come sempre, con la semplicità di chi, persona normale, si lascia prendere dal Bene e lo vive eccezionalmente, senza accorgersi di quanto bene eccezionale sparge intorno.
Care mie amiche, sorelle e figlie eccezionali: continuate ad essere così normali. Siete una benedizione per coloro che, più piccole di voi, potranno diventare come voi.
E interrogatevi su AA, sulle sue motivazioni, su ciò che vi trasmette la sua relazione con voi. Perché è il segno di Qualcuno tanto eccezionale che ha scelto di essere normale come noi e in mezzo a noi. Per farci diventare normalmente eccezionali come Lui.
Barriti nella giungla - 3
Su Emmaus: aspettiamo l'incontro della vita? La persona che ci lascia senza fiato per il troppo sentimento d'amore che ci fa provare? L'occasione con la quale crediamo di aver risolto per sempre tutti i nostri problemi? Bene: ad Emmaus successe di più. La Persona incontrata non si offriva solo per essere amata finché le durasse il suo sentimento d'amore, ma stava dimostrando di voler amare per sempre, al di là di ogni sentimento. L'Occasione capitata non garantiva nessuna soluzione perenne, ma stava dimostrando di essere l'Occasione perenne per crescere perennemente liberi.
Ancora commozione
Ma si può? Ma è senilità precoce? O forse attuale (trentasei anni e sei mesi quasi potrebbero pure essere incipit di senilità)? Ma insomma... passo dove sono tornato, vi passo proprio perchè vi sono tornato, vi passo iniziando a pensare a ciò per cui vi sono tornato... e che mi piglia? Mi si stringe lo stomaco, mi si inumidiscono gli occhi, mi sento commosso. Per quello che c'era stato, per quello che potrà esserci. Per l'improvviso liberarsi di ricordi da una zona nascosta della coscienza. Devo imparare a fare i conti sempre più con questo mio innamoramento della vita. Perchè mi sembra proprio questo: aver imparato ad amare la vita dopo aver provato ad impegnare la vita. Che il buon Dio mi aiuti!
martedì 16 novembre 2010
Benvenuto autunno!
Oggi è finita la mia estate biologica: ho iniziato a sentire freddo e sopratutto ho accolto con pace l'autunno. Come? Guardando quella meraviglia che è Ibla, da viale Mazzini prima, dalla vecchia strada per Modica, in direzione Ragusa poi. Credo che il fascino da presepe di Ibla sia dovuto anche al buio che scende presto in autunno e alla luce autunnale del cielo ormai privo quasi del tutto di luce solare. Questo fascino mi ha fatto sentire in pace con cielo e buio autunnali. Ciao, estate! Stai tranquilla: riesco a godermi squarci di bellezza anche se tu ti riposi. E come si vivrebbe senza bellezza?
mercoledì 10 novembre 2010
Amici
Da sentire, introvabili, che senti, che ti accompagnano, che si fanno sentire, che ti ri-conoscono, che non hai il coraggio di cercare. Amici come i sentieri di campagna heideggeriani, che pare (mi perdoni Martin e i suoi studiosi) non si interrompessero nel nulla, ma nella nuova consapevolezza di una possibilità di conoscenza nuova.
martedì 9 novembre 2010
lunedì 8 novembre 2010
Barriti nella giungla - 2
Sentita oggi (la do in pasto ai lettori): chi ha mani sempre impegnate a fare il bene e cuore che batte all'impazzata per la verità? Chi non è schiavo delle cose del mondo.
Prima o poi ritorno su quella faccenda di Emmaus.
Prima o poi ritorno su quella faccenda di Emmaus.
giovedì 4 novembre 2010
Lacrime
Come mai nella mia vita.
16 ottobre 2005 - 26 ottobre 2010
16 ottobre 2005 - 26 ottobre 2010
Barriti nella giungla - 1
Mi chiedo se è possibile compiere un'operazione fondamentale. Cambiare mentalità e finirla di andare a messa la domenica. Per iniziare veramente a partecipare con tutto se stessi a quello che ai due tizi che andavano verso un villaggio chiamato Emmaus capitò quasi per caso.
A proposito, Emmaus si trovava a circa 11 km dalla città di Gerusalemme. Tanti quanto, andata e ritorno, Casa San Luca (proprio quello che parla dei discepoli di Emmaus) - Frigintini.
Passano i millenni, ma si continua a camminare. Con i piedi. Spero anche con la mente e con il cuore.
martedì 17 agosto 2010
Consapevolezze ferragostane
1. Ogni tanto occorre riposare e dormire, dormire e riposare.
2. Non è proprio bello il decadimento cerebrale (soprattutto se non tutti i figli e i nipoti sono come Elefante Sapiente).
3. Mia sorella gianduiotta (per come si abbronza e per dove lavora) è a rischio "faccia tanta" causa "ciafalata ro frati ranni".
4. Nel caos, tento di essere l'occhio del ciclone.
5. Va bene Mastercard, Visa, Poste-pay... ma il 16 agosto stare a mollo senza problemi di orologio che corre nel Mediterraneo con tua sorella farmachimica e una tua cara amica (chiedo perdono se non riesco ad essere presente nell'amicizia)...
6. ...non ha prezzo come godersi la pineta akrillica (alberi, alberelli, sole, anatre nel cielo, aghi di pino, aria pura) con un'altra tua carissima amica il 17 agosto!
7. Passa il tempo... e mi trovo sempre a pensare a cammini formativi.
8. Voglio scendere al compleanno e alle pizze che mi aspettano.
2. Non è proprio bello il decadimento cerebrale (soprattutto se non tutti i figli e i nipoti sono come Elefante Sapiente).
3. Mia sorella gianduiotta (per come si abbronza e per dove lavora) è a rischio "faccia tanta" causa "ciafalata ro frati ranni".
4. Nel caos, tento di essere l'occhio del ciclone.
5. Va bene Mastercard, Visa, Poste-pay... ma il 16 agosto stare a mollo senza problemi di orologio che corre nel Mediterraneo con tua sorella farmachimica e una tua cara amica (chiedo perdono se non riesco ad essere presente nell'amicizia)...
6. ...non ha prezzo come godersi la pineta akrillica (alberi, alberelli, sole, anatre nel cielo, aghi di pino, aria pura) con un'altra tua carissima amica il 17 agosto!
7. Passa il tempo... e mi trovo sempre a pensare a cammini formativi.
8. Voglio scendere al compleanno e alle pizze che mi aspettano.
venerdì 13 agosto 2010
Un posto
C'è un posto dal quale le forze centrifughe della vita ti allontanano, mostrandotelo tedioso, poco importante, per nulla necessario. Poi, per dovere, onore, compassione, o chissà quale spinta della tua psiche, risali la china e ritorni proprio li', al tuo posto. Improvvisamente, ti senti in pace con te stesso, esattamente al tuo posto, nonostante tutto. Sei lì dove senti che qualunque altro posto non vale alcunchè, per te. Anzi, dove senti che tu non avresti avuto alcun valore in qualunque altro posto. Oggi ho ringraziato Dio per essermi ritrovato dove un po' di minuti prima mi scocciava proprio andare. Nulla di eclatante dal punto di vista del fare; ma ho riscoperto una delle mie dimensioni profonde che spesso non curo come dovrei per non perdere contatto con me stesso.
giovedì 12 agosto 2010
Deplatonizziamoci!
1. Attingere alle relazioni in corso tra candidati e tra candidati e formatori.
2. Attingere alle relazioni in corso tra formatori.
3. Attingere alle condizioni culturali e ambientali come spinte verso l'autoformazione (consapevole o meno).
4. Chiarire nella meta finale la componente escatologica (Nietzsche mi rimprovererà?), la componente storica, il rapporto tra queste due componenti e la tensione che ne nasce.
5. Scegliere azioni umanamente praticabili (ovvero capaci di attivare intelligenza, volontà e passioni del candidato così da farlo sentire invischiato nella gestione della sua libertà) che permettano la riformulazione critica costante e comunitaria delle relazione di 1 e 2 e l'esame critico con relativa scelta personale di liberazione delle condizioni di 3.
Mi autobiasimo per il residuo di platonismo nella componente escatologica (a meno che... essa non sia vista come la dimensione del gratuito donato che ci sovrasta) che finisce per incidere come ideale da dover raggiungere (a meno che... esso sia evento che accada in una relazione pro-vocante): date queste due parentesi, occorre introdurre grazia e chiamata. Come senza banalizzare l'una a intervento meccanico di Dio e l'altra a aspirazione soggettiva mascherata?
2. Attingere alle relazioni in corso tra formatori.
3. Attingere alle condizioni culturali e ambientali come spinte verso l'autoformazione (consapevole o meno).
4. Chiarire nella meta finale la componente escatologica (Nietzsche mi rimprovererà?), la componente storica, il rapporto tra queste due componenti e la tensione che ne nasce.
5. Scegliere azioni umanamente praticabili (ovvero capaci di attivare intelligenza, volontà e passioni del candidato così da farlo sentire invischiato nella gestione della sua libertà) che permettano la riformulazione critica costante e comunitaria delle relazione di 1 e 2 e l'esame critico con relativa scelta personale di liberazione delle condizioni di 3.
Mi autobiasimo per il residuo di platonismo nella componente escatologica (a meno che... essa non sia vista come la dimensione del gratuito donato che ci sovrasta) che finisce per incidere come ideale da dover raggiungere (a meno che... esso sia evento che accada in una relazione pro-vocante): date queste due parentesi, occorre introdurre grazia e chiamata. Come senza banalizzare l'una a intervento meccanico di Dio e l'altra a aspirazione soggettiva mascherata?
La formazione perfetta
Esiste la formazione perfetta? Ma tale domanda, non presuppone un formatore perfetto, un candidato perfettamente formabile, un ambiente che influisce perfettamente sul candidato e con il quale il formatore riesce ad interagire perfettamente, degli strumenti formativi perfetti, degli obiettivi formativi perfetti, una visione dell'uomo perfetta, un uomo perfetto che ha realizzato perfettamente tale visione (pena la perfezione astratta e quindi una formazione astratta e quindi la frustrazione generale)... e per ognuna di queste perfezioni non si tornerebbe a chiedersi se esistono e in che modo porle in essere? Fatto salvo il diritto del Perfetto (o dell'Ipsum Esse Subsistens o del Totalmente Trascendente) di incarnarsi, essere quindi l'uomo perfetto, libero perfettamente da ogni condizionamento, perfetto nel gestire ogni limite e fragilità umana, perfetto nell'affrontare le imperfezioni somme (il dolore innocente e la morte insensata), fatto salvo tutto questo e il suo essere quindi modello perfetto al quale ispirare ogni formazione, non è che i tre che stamattina impostavamo cammini formativi dovremmo sempre più deplatonizzarci?
Fatica
Un po' di ore a letto fanno sempre bene.
mercoledì 11 agosto 2010
Tumulto
21 giugno - 8 agosto 2010: due campi parrocchiali, il volo estivo con le coccinelle, il campo estivo del Mafeking, dell'O.S.C.A.R. e del Sarin (per fortuna nello stesso tempo e nella stessa base scout), le Attività Estive in parrocchia (pseudonimo di Gr.Est.), il matrimonio di Max... e qualcos'altro ancora... Sono scombussolato, contento, perplesso, pieno di entusiasmo, stanco.
Summertime
Vorrei darmi alcune possibilità... la prima (le altre me le tengo per me), è quella di giocare un po' a nascondino (visto l'eccesso di mancanza di privato degli ultimi tempi). Complimenti fin d'ora al primo che mi sgama!
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