...e quando Hathi, l'elefante selvaggio che vive cento anni e più, vide affiorare una lunga e sottile cresta di roccia azzurrina, proprio nel bel mezzo della corrente, capì che quella era la roccia della pace ed immediatamente alzò la proboscide e proclamò la "tregua dell'acqua" [...]. Secondo la Legge della giungla è punito con la morte chi uccida ai posti d'abbeverata, una volta dichiarata la tregua dell'acqua. (dal racconto Come nacque la paura, in La giungla nel branco)
mercoledì 28 novembre 2018
Diario d'un infiltrato/intro
Inizio a scrivere questo diario oggi, terzo giorno dell'operazione "Vado a prendere i bimbi a scuola". La vita dell'incontro tra i genitori dei ragazzi di scuola elementare e materna non è particolarmente dura. Ma piena di sorprese, sì... (continua).
domenica 28 ottobre 2018
Eh, già...
Eh, già, è proprio un autunno grigio, questo, odoroso per me di pellet e pile, perché umido tanto quanto basta per farmi restare a letto a causa del nervo sciatico infiammato! È pure tornata l'ora solare e io vorrei andare in letargo almeno fino a fine gennaio, quando si inizia a percepire che le ore di sole stanno aumentando.
Eh, già, è proprio l'autunno immaginato in note da Vivaldi e dipinto da tanti con sfumature così diverse dai miei autunni di sole e mare di qualche anno fa.
Eh, già, è proprio un'«immagine crepuscolare» alla Guccini quest'autunno in cui sembra che davvero un velo si sia posato sul sole, sulle cose, sulla vita, sullo stomaco, un velo trasparente, che non copre per nascondere, ma per farti sentire distaccato, malinconico, nostalgico... solo, nonostante chi ti vuole bene è sempre accanto a te... esausto, nonostante hai da poco iniziato le attività di sempre e in te e attorno a te vibrano le energie buone e ricche e fresche e curiose di ogni inizio...
E torno ancora una volta a te, Giuseppe, amico mio...
«Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie».
Soldati tutti noi di questo esercito chiamato umanità che lotta con se stessa creando eventi temporali nell'illusione di sopravvivvere a quello stesso tempo che la illude.
Come direbbe l'altro nostro amico, Salvatore, il mio conterraneo...
«Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera».
...
...
Diciamoci la verità, quando l'autunno fa il suo mestiere e ci permettiamo (finalmente) di non sfuggire al suo annuncio che la vita finisce, avvertiamo tutta la precarietà della nostra vita, la fragilità della nostra esistenza, l'angoscia di un orizzonte così ristretto che, se lo fissi, ti rivela di avere un solo volto, quello della morte.
Ecco perché io, giorno 1 novembre, sfiderò questo orizzonte insieme a chi l'ha già vinto e giorno 2 novembre lo sfiderò ancora, per me e per chi lotta per l'eternità.
Tu, morte, non mi avrai.
Qualcuno ha strappato ogni velo e riempito ogni oscurità di luce e in Lui non c'è più sconfitta della vita.
Sapete bene come venire con me per celebrare la Luce e la Vita e salire sulla Croce che ci fa scorgere l'Orizzonte eterno.
Vi aspetto!
Eh, già, è proprio l'autunno immaginato in note da Vivaldi e dipinto da tanti con sfumature così diverse dai miei autunni di sole e mare di qualche anno fa.
Eh, già, è proprio un'«immagine crepuscolare» alla Guccini quest'autunno in cui sembra che davvero un velo si sia posato sul sole, sulle cose, sulla vita, sullo stomaco, un velo trasparente, che non copre per nascondere, ma per farti sentire distaccato, malinconico, nostalgico... solo, nonostante chi ti vuole bene è sempre accanto a te... esausto, nonostante hai da poco iniziato le attività di sempre e in te e attorno a te vibrano le energie buone e ricche e fresche e curiose di ogni inizio...
E torno ancora una volta a te, Giuseppe, amico mio...
«Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie».
Soldati tutti noi di questo esercito chiamato umanità che lotta con se stessa creando eventi temporali nell'illusione di sopravvivvere a quello stesso tempo che la illude.
Come direbbe l'altro nostro amico, Salvatore, il mio conterraneo...
«Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera».
...
...
Diciamoci la verità, quando l'autunno fa il suo mestiere e ci permettiamo (finalmente) di non sfuggire al suo annuncio che la vita finisce, avvertiamo tutta la precarietà della nostra vita, la fragilità della nostra esistenza, l'angoscia di un orizzonte così ristretto che, se lo fissi, ti rivela di avere un solo volto, quello della morte.
Ecco perché io, giorno 1 novembre, sfiderò questo orizzonte insieme a chi l'ha già vinto e giorno 2 novembre lo sfiderò ancora, per me e per chi lotta per l'eternità.
Tu, morte, non mi avrai.
Qualcuno ha strappato ogni velo e riempito ogni oscurità di luce e in Lui non c'è più sconfitta della vita.
Sapete bene come venire con me per celebrare la Luce e la Vita e salire sulla Croce che ci fa scorgere l'Orizzonte eterno.
Vi aspetto!
Etichette:
arte,
autunno,
dipinti,
Ed è subito sera,
esistenzialismi,
eternità,
Guccini,
Morte,
Paradiso,
Purgatorio,
Quasimodo,
ricerca esistenziale,
Riflessioni su vita e morte,
Soldati,
stagioni,
Ungaretti,
vita,
Vivaldi
lunedì 15 ottobre 2018
2005 16 ottobre 2018
Roba da non crederci (ma come faccio ancora a stupirmi per il tempo che passa)! Domani saranno tredici anni da una domenica mattina autunnale in cui fui presentato ad una comunità parrocchiale come nuovo vicario parrocchiale e che passai per buona parte a confessare (felice di essere di nuovo rinchiuso per tanto tempo in un confessionale, dopo qualche anno un po' lontano da simili momenti).Tredici anni fa... incredibile!
venerdì 12 ottobre 2018
Tre mesi fa...
...era il 12 luglio 2018. Qualcuno di chi c'era si ricorda? Bella serata estiva, io seduto e solamente seduto, Annamaria, Martina e Marco in gamba come sempre e più di trenta ragazzi contenti di aver faticato per tre giorni, mostrando il meglio di sé. Gli stessi ragazzi che hanno animato la serata con tutte le loro belle qualità e che hanno provato a confrontarsi seriamente con i loro genitori. Chissà se non è arrivato il momento a casa di rifare qualcosa di simile, stavolta proposto dai genitori...
Etichette:
campo estivo,
figli,
genitori,
San Luigi Gonzaga,
Tribù
Post-sciatica
Quest'autunno in cui ritorno a muovermi quasi da persona normale dopo più di tre mesi d'intensa sciatalgia, mi sembra estate.
Etichette:
autunno,
esistenzialismi,
estate,
sciatalgia,
stagioni
mercoledì 10 ottobre 2018
Ricordi di ordinaria vita romana
E un caro saluto a tutti gli amici ungheresi con i quali abbiamo condiviso bei momenti di fraternità e di spiritualità, non solo l'uso della lavatrice!
Etichette:
lavatrice,
Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese,
ricordi,
Roma
venerdì 5 ottobre 2018
Scorci estivi in un grigio mezzodì autunnale
Ho ritrovato questi messaggi di Whatsapp. Spero vi mettano addosso un po' di allegria estiva come quella che avevamo durante il campo quest'estate.
[07/08, 11:13] Luca Tuttobene: Primi risultati al campo estivo: tutti hanno mangiato il melone giallo e qualcuno ha finalmente scoperto che è buono!
[07/08, 19:20] Luca Tuttobene: A pranzo, lotta riuscita a favore dei ragazzi contro cipolla, mais, lattuga, chi più, chi meno. Nel frattempo, è divampato il torneo di roverino: fantastici i ragazzi nel gioco di squadra totale, anche con i meno dotati. E poi, andiamo a preparare l'ultima cena di Pasqua di Gesù, sebbene bisogna affrontare la paura di scoppiare un palloncino e di assaggiare gusti amari. Siamo felici per questi momenti di crescita!
[07/08, 21:57] Luca Tuttobene: Anche il minestrone di verdure di stasera è andato, dopo la messa
[08/08, 14:42] Luca Tuttobene: Da oggi le angurie avranno una mangiatrice in più, la rucola (ingrediente segreto) invece ha superato la prova con un po' di fatica, subito scoperta, non tanti hanno chiesto il bis d'insalata dopo il necessario assaggio iniziale. Invece, ieri sera, ci siamo ritrovati nell'orto degli ulivi, man mano che Pietro raccontava della sua stanchezza e della tristezza di Gesù la luce spariva, le tenebre vincevano. Come tornare alla luce se non chiedendo perdono al Signore? I lumini non sono bastati, qualcuno dei ragazzi ha chiesto perdono più volte; famiglia e fratelli, ma anche amici del campo, tra le relazioni che hanno avuto bisogno del perdono di Dio.
[07/08, 11:13] Luca Tuttobene: Primi risultati al campo estivo: tutti hanno mangiato il melone giallo e qualcuno ha finalmente scoperto che è buono!
[07/08, 19:20] Luca Tuttobene: A pranzo, lotta riuscita a favore dei ragazzi contro cipolla, mais, lattuga, chi più, chi meno. Nel frattempo, è divampato il torneo di roverino: fantastici i ragazzi nel gioco di squadra totale, anche con i meno dotati. E poi, andiamo a preparare l'ultima cena di Pasqua di Gesù, sebbene bisogna affrontare la paura di scoppiare un palloncino e di assaggiare gusti amari. Siamo felici per questi momenti di crescita!
[07/08, 21:57] Luca Tuttobene: Anche il minestrone di verdure di stasera è andato, dopo la messa
[08/08, 14:42] Luca Tuttobene: Da oggi le angurie avranno una mangiatrice in più, la rucola (ingrediente segreto) invece ha superato la prova con un po' di fatica, subito scoperta, non tanti hanno chiesto il bis d'insalata dopo il necessario assaggio iniziale. Invece, ieri sera, ci siamo ritrovati nell'orto degli ulivi, man mano che Pietro raccontava della sua stanchezza e della tristezza di Gesù la luce spariva, le tenebre vincevano. Come tornare alla luce se non chiedendo perdono al Signore? I lumini non sono bastati, qualcuno dei ragazzi ha chiesto perdono più volte; famiglia e fratelli, ma anche amici del campo, tra le relazioni che hanno avuto bisogno del perdono di Dio.
Etichette:
allegria,
autunno,
campo estivo,
cibo,
Dio,
estate,
perdono,
Pescatori,
Pietro,
San Luigi Gonzaga
Anniversari
2018. 26 anni fa oggi la mia patente era pronta, 25 anni fa mi diplomavo, 19 anni fa diventavo prete e proprio oggi diventavo baccelliere in teologia, 13 anni fa ieri completavo gli studi di filosofia a Roma con l'esame finale orale di licenza. Il tempo passa, arrivano gli acciacchi e oggi scopri che tornare ad attraversare a piedi viale delle Americhe, partendo dal Marylin fino alla porta posteriore di San Luigi, è come una grande vittoria!
Etichette:
accelerato,
acciacchi,
Anniversari,
esame finale,
Filosofia,
licenza,
Maturità,
ordinazione,
patente
giovedì 4 ottobre 2018
Un pazzo da evitare
Francesco
d’Assisi, giovane, ricco, di successo, re delle feste degli amici: la storia si
ripete.
Oggi sarebbe uno di quelli che finiscono per avere un sacco di fan e “seguaci”
su facebook, instagram, musically (o cmq si scriva), sarebbe un giovane di tendenza,
capace di attirare su di sé l’attenzione degli adulti con i suoi gesti nobili
(vorrebbe diventare cavaliere, uomo d’arme che ricerca la giustizia) e pieni di
buon senso (“i lebbrosi con i lebbrosi, diamine, mica noi giovani di Assisi
possiamo perdere tempo con loro, sporchi, brutti e puzzolenti”, citazione
immaginaria ma possibile, visto che Francesco aveva una paura viscerale dei
lebbrosi).
Poi, la
guerra contro Perugia, la prigionia e la malattia: un lungo periodo di riflessione
o, meglio ancora, di ricerca interiore, di ritorno in se stesso.
E,
finalmente, l’incontro con Cristo. E tutto cambia, in peggio!
Da giovane
pieno di vita, morirà a soli 44 o 45 anni, cieco, ridotto
all’immobilità, pelle ossa, straziato dai dolori in tutto il corpo.
Da ricco
mercante, sceglie di vivere la povertà, ovvero abitare in tuguri, vivere di elemosina, mangiare
e bere scarsamente, dormire per terra solo con la tonaca, rifiutare tutto
quello che può costituire comodità.
Dal successo
tra gli amici, che aveva guidato nei loro divertimenti e che lo sceglievano
come re della festa, passa a servire un Dio che gli chiede di servirlo
attraverso innumerevoli tribolazioni, angustie e lotte per entrare nel Regno dei cieli.
Da possibile cavaliere acclamato per qualche nobile impresa, diventa uno straccione che si confonde tra lebbrosi e poveri per aiutarli e dar loro quello che ottiene chiedendo l’elemosina.
Da possibile cavaliere acclamato per qualche nobile impresa, diventa uno straccione che si confonde tra lebbrosi e poveri per aiutarli e dar loro quello che ottiene chiedendo l’elemosina.
Povero
ragazzo… chi ti ha rubato i sogni della tua giovinezza?
Perché non hai
ascoltato tuo padre?
Hai perso la
tua vita! Ti avremmo ammirato per la tua capacità di divertimento sfrenato, ti
avremmo invidiato per la tua ricchezza, ti avremmo imitato per avere successo e
amicizie importanti: hai rovinato tutto rinunciando ad ogni cosa.
E tutto
questo per colpa di Cristo, che hai servito in ogni uomo e lodato per ogni creatura.
Pazzo, Francesco, sei un pazzo che ha vissuto fino alla fine come se nulla in questa vita vale senza Cristo
e Cristo (solo Lui, non quello che ci si aspetta da Lui) è il tesoro della
vita!
Saremo troppo
pigri almeno per iniziare a riflettere se fu davvero pazzia?
Etichette:
esistenzialismi,
Fede,
Gesù Cristo,
San Francesco,
Scegliere
lunedì 1 ottobre 2018
Un nonno...
A Mattia e ad Anna (che stamattina, senza saperlo, ha parlato anche del mio nonno Mario).
Un nonno se ne andò, il mio,
con la sua auto e le sue carte da gioco
e tanto tempo passò, non poco,
per piangere, triste, senza più il nonno Mario.
Ma mentre un nonno se ne va,
passa il tempo coi suoi anni
e sento dire "Nonna", "Nonno", "Nonni"!
Guardo allora e vedo, un po' più vecchi, la mia mamma e il mio papà.
Il nonno Salvatore se n'è andato
e i suoi amici e il nonno Pino ora riabbraccia,
ma forse un giorno qualche nipotino correrà
verso la nonna e il nonno pronti a stringerlo tra le braccia
e voi, felici, guarderete mamma e papà
diventati nonni come i vostri, che non avete mai dimenticato.
domenica 19 agosto 2018
Buon compleanno, Lidia!
Esterno sera. Terrazza di via Rizzo, 21, Scoglitti. Tavola apparecchiata. 19 agosto (circa) 20... (10? 11? 12?)
Nonna Maria: Ma qualcunu fici u compleannu?
Io (sorridendo diabolicamente interiormente): Avà, nonna! Ma certo che qualcuno ha fatto il compleanno! Allora perché siamo tutti qua?
Nonna Maria: Ah, se? E ccu è ca fici u compleannu?
Io (col sorriso di prima un po' più evidente): Avà, nonna! In estate, chi è che fa il compleanno di noi? Solo lei lo fa d'estate, qua a mare! Una vita che festeggiamo a Scoglitti ad agosto!
Nonna Maria: Ah! E ccu ci pensa!
Io (stesso sorriso a metà strada tra dentro e fuori): Lidia, nonna! Ad agosto di noi è nata Lidia.
Nonna Maria: Ah, Lidia! (abbassando la voce, quasi con tono cospirativo): Ma cchia ciu fici u rialu?
Io (ormai diabolicamente sorridente): Certo che glielo hai fatto!
Nonna Maria: Ah, se? E cchi ci fici?
Io (lanciatissimo nella mia presa in giro): Duecento euro!
Nonna Maria: Se, rucientu euro! Mancu io ci ll'aiu, rucientu euro!
Io (degenerando nella parte del nipote degenere): Nonna, duecento euro gli hai dato!
Nonna Maria: Ma cchia, veru? E quannu ci resi?
Io (nipote degenere sivusu e rurusu): Stamattina!
Nonna Maria: Mah! Cciù, se ci resi...
Io (risolutivo): Tranquilla, nonna, 50 euro gli hai dato.
Nonna Maria: Aaaaah, a comu ci l'avia 'a ddari ducientu euro, iu...
...
Nonna Maria (dopo qualche minuto): Ma qualcunu fici u compleannu?
Io (ricominciando a sorridere diabolicamente interiormente): Avà, nonna! Ma certo...
----------------------------------------------------------
E così ogni tanto si scherzava con la nonna Maria (1916-2012). Si accettano correzioni del dialetto, non dell'italiano, perché non è italiano, è il mio modo di parlare con parenti e amici quando posso fare a meno di pensare che glielo, gli al posto di le, e così via, non sono esattamente lingua italiana.
Etichette:
Compleanno,
estate,
Lidia,
Nonna,
Scoglitti,
Vita di famiglia
domenica 11 marzo 2018
Verde Sicilia
Com'era bella la mia Sicilia rivestita di verde oggi!
sabato 10 marzo 2018
Primavera prossima ventura
Il sole che mi sveglia “et garrir Progne et pianger Filomena”... pian piano ci siamo! E senza tormenti petrarcheschi.
Etichette:
Petrarca,
primavera,
sole,
sonetto,
Zefiro torna
giovedì 8 marzo 2018
Lotto nell'8
Quest'anno, sì, lotto nell'8, niente poesie, malinconie e via discorrendo. Quindi, i miei auguri vi giungono perché lotto con e per lei (purtroppo è sempre nella stessa situazione) e le vostre bellissime sorelle che il giovedì mattina mi aspettano qui. Chissà se questa lotta è pure la vostra.
P.S.: qui, gli auguri del passato.
Aggiornamenti e sintesi al 17 settembre 2020.
Etichette:
8 marzo,
Asia Bibi,
donne,
RSA Villa San Giorgio
domenica 29 ottobre 2017
Newman e la nostra Luce gentile
Ne parlavo qualche giorno fa; poco fa sotto gli occhi è finito il file preparato qualche Natale fa e alzando lo sguardo le nuvole sfuggivano in fretta dai miei occhi, quasi a dirmi che il tempo passa in fretta e l'unica cosa che conta nella vita è proprio quella Luce gentile, già invocata in questo blog qui. Ormai è quasi novembre, forse ci fa bene invocarLa anche per il pensiero della nostra morte e per i nostri morti.
Preghiera del B. J. H. Newman
Guidami, Luce gentile,
nel buio che mi circonda,
guidami Tu!
La notte è scura,
ed io sono lontano da casa;
guidami Tu!
Sostieni Tu i miei passi;
io non chiedo di vedere assai
lontano;
mi basta un solo passo.
Io non sono stato sempre così,
né ho pregato affinché tu mi
guidassi;
io ho amato scegliere e vedere
il mio cammino;
ma ora guidami Tu!
Io ho amato il giorno abbagliante,
e, nonostante le paure,
l’orgoglio dettava regole al
mio volere.
Non ricordare gli anni passati!
A lungo la tua forza mi ha
benedetto,
certamente mi guiderà ancora.
Oltre landa e palude,
oltre rupe e torrente,
finché la notte passi,
e con il mattino
quegli angelici volti sorridano,
che io ho amato da tanto tempo
e nel frattempo perduto!
Intanto,
lungo l’aspro sentiero stretto
che Tu stesso hai percorso,
guida, o Salvatore,
guidami verso casa nella
fede del bambino,
verso casa al mio Dio.
Per riposare per sempre dopo
la terrena lotta
nella tranquilla luce dell’eterna vita.
venerdì 13 ottobre 2017
Pensieri sul mistero grande (Ef. 5, 32)
Stamattina si incrociano nella mia mente l'anniversario di una bella coppia di sposi (che ha una coppia di figlie degne della passione che nelle cose ci mettono i loro genitori), con la lettura breve delle lodi di oggi. Mi ritrovo così a pensare ad altre coppie, a una frase indirizzata da un marito a una coppia che preparava il suo matrimonio (Imparate sempre a fare un passo indietro), a come tutto, nella vita, dipende davvero dal guardare le cose dalla giusta prospettiva, che si ottiene compiendo un passo indietro, quando la visione diventa confusa perché si è troppo vicini a ciò che si guarda (o, fuor di metafora, troppo emotivamente coinvolti in ciò che si sta vivendo).
Quindi?
Quindi auguri a tutte le coppie che conosco, chiedendo scusa per la mia presunzione, visto che posso solo supporre cosa significa vivere 24 ore su 24 con la stessa persona (stessa casa, stesso letto, stesso bagno, quando si esce dall'abitazione si sa già che si ritornerà insieme nella stessa casa... e magari il proprio cuore si è pure legato a quei miracoli che geneticamente per metà sono la riproduzione del tuo "sempre lo stesso" coniuge): e suppongo che significhi scoprire quanto si sia diversi, nel modo di pensare, parlare, decidere, desiderare, essere mossi dagli istinti, percepire comicità, provare sentimenti, concepire l'ordine e la pulizia, ecc. ecc. ecc. e non trovare né poesia, né fonte d'amore in questa diversità.
Auguri non nel senso di "Buona fortuna e incrocio le dita per voi per il labirinto relazionale in cui vi siete cacciati".
Ma auguri nel senso di: "Fai un passo indietro! Metti a fuoco. Guarda bene. Colei/Colui che sta provando a demolire con la sua diversità quello che sei, è la persona a cui hai detto un giorno: -Ti prometto che niente e nessuno mi impedirà di accogliere e rispettare chi sei e diventerai-. Io, don Luca, sono sicuro che vuoi ancora mantenere questa promessa".
Scusate la presunzione (vi sento già urlarmi: "Vieni qui e provaci tu a fare questo passo indietro") e ancora auguri: se poi ci provate insieme a fare un passo indietro, continuerete tutte ad essere le belle coppie che continuo a pensare che siete!
Quindi?
Quindi auguri a tutte le coppie che conosco, chiedendo scusa per la mia presunzione, visto che posso solo supporre cosa significa vivere 24 ore su 24 con la stessa persona (stessa casa, stesso letto, stesso bagno, quando si esce dall'abitazione si sa già che si ritornerà insieme nella stessa casa... e magari il proprio cuore si è pure legato a quei miracoli che geneticamente per metà sono la riproduzione del tuo "sempre lo stesso" coniuge): e suppongo che significhi scoprire quanto si sia diversi, nel modo di pensare, parlare, decidere, desiderare, essere mossi dagli istinti, percepire comicità, provare sentimenti, concepire l'ordine e la pulizia, ecc. ecc. ecc. e non trovare né poesia, né fonte d'amore in questa diversità.
Auguri non nel senso di "Buona fortuna e incrocio le dita per voi per il labirinto relazionale in cui vi siete cacciati".
Ma auguri nel senso di: "Fai un passo indietro! Metti a fuoco. Guarda bene. Colei/Colui che sta provando a demolire con la sua diversità quello che sei, è la persona a cui hai detto un giorno: -Ti prometto che niente e nessuno mi impedirà di accogliere e rispettare chi sei e diventerai-. Io, don Luca, sono sicuro che vuoi ancora mantenere questa promessa".
Scusate la presunzione (vi sento già urlarmi: "Vieni qui e provaci tu a fare questo passo indietro") e ancora auguri: se poi ci provate insieme a fare un passo indietro, continuerete tutte ad essere le belle coppie che continuo a pensare che siete!
Paradiso, Paradiso.../3
Paradiso, Paradiso,
piccolino sento il cuore...
Eppur credo, anzi... io so!
In loro è Quel fulgore!
P.S.: grazie a Johnny Dorelli/San Filippo Neri e, soprattutto, a Gesù di Nazaret.
piccolino sento il cuore...
Eppur credo, anzi... io so!
In loro è Quel fulgore!
P.S.: grazie a Johnny Dorelli/San Filippo Neri e, soprattutto, a Gesù di Nazaret.
Nel cuore della Chiesa, mia madre.../2
Nel cuore della Chiesa, mia madre,
ho scoperto la tenerezza di ogni età della vita.
P. S.: grazie a santa Teresina e, naturalmente, soprattutto a Gesù di Nazaret.
ho scoperto la tenerezza di ogni età della vita.
P. S.: grazie a santa Teresina e, naturalmente, soprattutto a Gesù di Nazaret.
...cchi è ca capita a Biddiu?/4 (continua)
Il cuore si fa piccolino, perché schiacciato da qualcosa che non ti appartiene (almeno così credi). Si restringe ad ogni frase che non può corrispondere alla realtà, si comprime per non lasciarsi sfiorare dalle parole intrise di rassegnazione, si assottiglia per schivare l'inevitabile decadimento che lì, tra gli ospiti di una residenza per anziani, è il protagonista principale. Il cuore si fa piccolino perché vorrebbe conservare intatta l'illusione di una perenne giovinezza che, già lo sperimenti - eccome! -, non ti appartiene più, anzi, non ti è mai appartenuta, perché non è mai stata perenne, ma soltanto una delle tante età di passaggio. Il cuore si fa piccolino incontrando anziani su sedie a rotelle, anziani sordi, anziani che forse tanto anziani non sono, ma il cui fisico ormai è usurato, anziani dementi, anziani smemorati... Perché ogni settimana mi sottopongo a questo strazio del cuore?
domenica 1 ottobre 2017
Nel cuore della Chiesa, mia madre.../1
Nel cuore della Chiesa, mia madre,
ho trovato la strada della mia vita.
P. S.: grazie a santa Teresina (oggi è la sua festa) e, naturalmente, soprattutto a Gesù di Nazaret.
ho trovato la strada della mia vita.
P. S.: grazie a santa Teresina (oggi è la sua festa) e, naturalmente, soprattutto a Gesù di Nazaret.
sabato 30 settembre 2017
Paradiso, Paradiso.../2
Paradiso, Paradiso,
Morirò, tu ci sarai?
Una Luce, d'improvviso:
Fa' questo... e tu vivrai!
(Cfr. Lc 10, 28)
P.S.: grazie a Johnny Dorelli/San Filippo Neri e, soprattutto, a Gesù di Nazaret.
venerdì 29 settembre 2017
I miei soliloqui a volte hanno una colonna sonora - 9 (varie)
Neanche il tempo di aspettare la parte seria dell'autunno e sono già raffreddato. Un po' zombie, un po' vecchietto accatubbato (se dovete andare al link per capire che significa, scorrete fino al numero 38), apro finalmente il mio MacBook d'annata per lavorare un po'. Devo scaricare dei file da stampare e come sempre collegarsi ad Internet significa iniziare a ritenere importantissimo leggere di qua, di là, di su, di giù... ma subito, per errore, finisco su una vecchia pagina di Vino nuovo, dalla quale risalgo a questo bel pezzo cantato da Fabi Silvestri Gazzè (ma i primi due cantano pure?).
Che dire? Pare che accatubatu venga da caduco: ho proprio bisogno di Chi ami le "piccole cose" come sono io. Magari ogni tanto Costui mi aiuterà pure a gridare di sorpresa!
Che dire? Pare che accatubatu venga da caduco: ho proprio bisogno di Chi ami le "piccole cose" come sono io. Magari ogni tanto Costui mi aiuterà pure a gridare di sorpresa!
P.S.: scopro oggi, 26 novembre 2020, che, purtroppo, il link alla vecchia pagina di Vino nuovo non funziona più.
Etichette:
autunno,
Colonne sonore,
E mi sorprende,
esistenzialismi,
Fabi Silvestri Gazzè,
Il Dio delle piccole cose,
malattia,
Musica,
Sequeri,
stagioni
martedì 19 settembre 2017
I miei soliloqui a volte hanno una colonna sonora - 8 (varie)
Stagioni di Guccini è esattamente l'album per questa travolgente fine estate-inizio autunno 2017 (su Youtube trovate i vari pezzi), però ho finito per ascoltare e riascoltare questo Califano, esattamente il pezzo per questa fine mattinata.
Etichette:
autunno,
Califano,
Colonne sonore,
estate,
Guccini,
soliloqui,
stagioni,
Un tempo piccolo
Paradiso, Paradiso.../1
Paradiso, Paradiso,
le tue porte io attraverserò?
Rifletto con un sorriso:
se la strada di Dio percorrerò!
P.S.: grazie a Johnny Dorelli/San Filippo Neri e, soprattutto, a Gesù di Nazaret.
le tue porte io attraverserò?
Rifletto con un sorriso:
se la strada di Dio percorrerò!
P.S.: grazie a Johnny Dorelli/San Filippo Neri e, soprattutto, a Gesù di Nazaret.
venerdì 8 settembre 2017
...cchi è ca capita a Biddiu?/3
Ma come, sono le 15.37 e nemmeno mi è venuta fame? Forse a non pensare al pranzo, oggi, è bastato provare a mettere un po' d'ordine nelle offerte, generose alcune, inconsapevoli altre, che tanti parrocchiani fanno arrivare per i cosiddetti "poveri".
Mettere ordine significa riprendere quella bolletta e mentalmente pensare quanti figli, chi lavora, chi no, che tipo di stipendio arriva; mettere ordine significa riascoltare in mente chi ti ha detto «Ho perso il lavoro»; e ancora significa rivedere il pianto trattenuto di chi si è reso conto che la situazione economica familiare è ormai rovinata... Volete qualche numero? Grazie a chi ha donato e agli spiccioli che quasi ogni domenica trattengo dalle offerte raccolte a messa proprio per le esigenze dei "poveri", (il resto serve per luce, acqua, TARSU, attività, vita insomma della parrocchia), abbiamo distribuito tra maggio e giugno 200 € di buoni spesa, e pagato da maggio a oggi 430 € per bollette e 216 € per fronteggiare situazioni di disagio economico. Oltre ai pacchi spesa.
È passata la fame anche a voi o vi è venuta un po' d'acidità di stomaco? Niente di tutto questo, ma vi state domandando che fare? Neanche questo?
Tranquilli, scrivo più per me stesso che per voi: fino ad oggi la Provvidenza non è mancata, ecco la cosa bella che mi fa scordare di mangiare. In questo mondo cinico e dove ognuno pensa ai fatti suoi, Dio non smette di soffiare il suo Spirito per ingrandire il cuore degli uomini e tanti e tante Lo lasciano fare, e il loro cuore, grande grazie a Dio, rende più lievi i cuori dei "poveri".
Spero di non chiudere la finestra quando, ogni giorno, Dio soffia sul mio.
La vostra finestra com'è?
W il '76!
Grazie a tutti coloro che nel 1976 hanno voluto continuare a lasciare una traccia (e che traccia!), facendo sì che ancora oggi possiamo cantare con loro, tra terra e cielo: È segnata la mia strada...
mercoledì 5 aprile 2017
Non tutti i malanni...
...vengono solo per nuocere, visto che mai avrei potuto meravigliarmi come oggi (a casa ammalato) per questa meraviglia di Miyazaki figlio. Meravigliatevi pure voi, ne vale la pena!
Etichette:
malattia,
Miyazaki,
Riflessioni su vita e morte,
riposo,
Terramare
venerdì 10 marzo 2017
Così, per scrivere!
L'altro giorno ritrovarmi a scrivere un post sul blog mi ha fatto bene. Quindi, anche se non ho niente di eccezionale da scrivere, mentre sono collegato e su queste pagine, butto giù due righe. Solo per scrivere, per creare quel bellissimo contatto mente-dita-parole sullo schermo che è un ritrovar me stesso. Ed è un bel ritrovarsi. Per caso qualcuno sta canticchiando Battisti, dal minuto 2:32 al 2:43?
Etichette:
Battisti,
emozioni,
esistenzialismi,
scrivere
mercoledì 8 marzo 2017
Mimose melanconiche
Melanconicamente, ovvero unendo struggimento del cuore e nostalgia e un pizzico di tristezza, auguri a tutte le donne che sbirceranno qui, auguri con le parole di un testo di Ungaretti intitolato La madre, che trovate commentato qui e qui, testo, appunto, melanconico, ma che ho scelto convinto che a voi, donne, appartiene un modo tutto vostro di salvare il mondo.
Inutile negare che in questi tre anni a San Luigi ho conosciuto diversi tipi di genitori (inseriamo un po' anche i papà): interessati, coinvolti, desiderosi di restare ai margini, presenti, quasi mai visti, reattivi, indifferenti. Va così, la vita è varia: ma è anche limitata temporalmente (si muore, insomma, prima o poi) e allora quando inizieremo a vivere per donare senso alla vita delle persone che amiamo?
A voi, donne, appartiene un modo tutto vostro di salvare il mondo, ripeto, cioè di donare senso alla vita di chi vi incontra, sia nel vostro essere madre (come quella di Ungaretti che lui immagina nell'intercessione finale e nell'atto di farlo rinascere a vita nuova), sia da sorelle, amiche, insegnanti, casalinghe, maestre, zie, regine, impegnate in politica, nel sociale, nel volontariato, in chiesa, atee, credenti, indifferenti, nonne, cugine, ballerine, attrici, badanti, e così via, fino ad esaurire ciò che avete fatto, fate e farete nella storia, senza che si esaurirà il vostro essere generatrici di salvezza. Alzate le vostre mani, vi prego! Abbiamo bisogno seriamente del vostro essere statue capaci di reggere il dramma del senso della vita, perché le vostre mani alzate ci mostrino ancora una volta che la vita ha senso.
E il cuore quando d'un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d'ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.
Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.
E solo quando m'avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.
Ricorderai d'avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.
avrà fatto cadere il muro d'ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.
Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.
E solo quando m'avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.
Ricorderai d'avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.
P.S.: se volete, qui trovate gli auguri del passato!
martedì 9 agosto 2016
Da Cracovia per le strade del mondo /1
Cari giovani in vacanza o meno, che ne dite se iniziamo a trasformare la GMG in qualcosa che smuova il nostro essere cristiani? Propongo, tra una pizza e una serata in discoteca, di aiutare i cristiani iracheni. Un gruppo di giovani iracheni era a Cracovia insieme a noi. I link che vi mando possono illuminarvi sulla situazione. Forse da soli non possiamo dare un contributo sostanzioso. Ma insieme, sì. Stasera, raccogliamo 1 € ciascuno. È un piccolo segno, forse per qualcuno sarà solo il dono del superfluo, ma speriamo di non fermarci a questo.
Chi ci sta?
http://www.lanuovabq.it/mobile/articoli-sako-sei-cose-da-fare-quando-lisis-sara-sconfitto-17035.htm#.V6ePGHOpVAg
http://acs-italia.org/campagne/
http://www.asianews.it/index.php?l=it&idn=111
Chi ci sta?
http://www.lanuovabq.it/mobile/articoli-sako-sei-cose-da-fare-quando-lisis-sara-sconfitto-17035.htm#.V6ePGHOpVAg
http://acs-italia.org/campagne/
http://www.asianews.it/index.php?l=it&idn=111
domenica 3 luglio 2016
Cronache nuziali delle Due Sicilie/fine
La sera del dì di festa è per noi questo lungo 3 luglio, fatto di saluti per strada, in stazione, in areoporto e di viaggi che ci riportano in ogni angolo d'Italia a vivere la nostra beata ordinarietà. Auguri agli sposi e alle loro tre settimane di beati Caraibi, New York e Orlando.
Etichette:
Lidia,
Luigi,
matrimonio,
Salerno
Cronache nuziali delle Due Sicilie/4
3 luglio. Adesso sono marito e moglie. Io spero di andarmi a sposare presto il mio letto, anche se con i taxi questa sera non ci intendiamo proprio.
Etichette:
Lidia,
Luigi,
matrimonio,
Salerno
sabato 2 luglio 2016
Cronache nuziali delle Due Sicilie/3c
Etichette:
Lidia,
Luigi,
matrimonio,
Salerno
Cronache nuziali delle Due Sicilie/3b
È un 2 luglio di confusione. Cosa significa che puoi confonderti il vestito con quello di tuo padre? Che indossate lo stesso colore o che la tua pancia ha 20 anni più di te? Nel rispondere, ammiriamo una splendida cornice di un antico specchio.
Etichette:
Lidia,
Luigi,
matrimonio,
Salerno
Cronache nuziali delle Due Sicilie/3a
2 luglio. Dall'agitazione intorno a me, capisco che è giunta l'ora di prepararmi.
È un due luglio di sudore. Nel frattempo inquadriamo una testimone.
È un due luglio di sudore. Nel frattempo inquadriamo una testimone.
Etichette:
Lidia,
Luigi,
matrimonio,
Salerno
venerdì 1 luglio 2016
Cronache nuziali delle Due Sicile/2
Primo luglio. Mi riposo tanto.
Ancora primo luglio. Assegno staccato ma non consegnato. Passeggio e incrocio mio cugino che non mi riconosce. Ma in meno di mezza giornata ha già conosciuto gente qui a Salerno. Bravo ragazzo! O forse conosceva già? In ogni caso continuo a passeggiare su questo splendido lungomare, naturalmente all'ombra degli alberi.
Sempre primo luglio. All'ombra degli alberi e sempre vicino al mare, trovo una magnifica panchina. Smanetto il cellulare e riesco a pubblicare sul blog. Mentre il sole va a nascondersi dietro le montagne, tramonta il mio desiderio di una bella merenda.
Non è finito il primo luglio. Parenti che arrivano, parenti che si perdono, soprattutto sudore.
Primo luglio che lentamente se ne va e io che inizio a temere per la mia cena.
Primo luglio agli sgoccioli. Ho già iniziato a digerire la margherita con mozzarella di bufala. Parenti vari e amici diversi, stanchi morti dal viaggio.
Ancora primo luglio. Assegno staccato ma non consegnato. Passeggio e incrocio mio cugino che non mi riconosce. Ma in meno di mezza giornata ha già conosciuto gente qui a Salerno. Bravo ragazzo! O forse conosceva già? In ogni caso continuo a passeggiare su questo splendido lungomare, naturalmente all'ombra degli alberi.
Sempre primo luglio. All'ombra degli alberi e sempre vicino al mare, trovo una magnifica panchina. Smanetto il cellulare e riesco a pubblicare sul blog. Mentre il sole va a nascondersi dietro le montagne, tramonta il mio desiderio di una bella merenda.
Non è finito il primo luglio. Parenti che arrivano, parenti che si perdono, soprattutto sudore.
Primo luglio che lentamente se ne va e io che inizio a temere per la mia cena.
Primo luglio agli sgoccioli. Ho già iniziato a digerire la margherita con mozzarella di bufala. Parenti vari e amici diversi, stanchi morti dal viaggio.
Etichette:
Lidia,
Luigi,
matrimonio,
Salerno
giovedì 30 giugno 2016
Cronache nuziali delle Due Sicilie/1
30 giugno. Io parto.
Etichette:
Lidia,
Luigi,
matrimonio,
Salerno
lunedì 23 maggio 2016
Capaci/3
Oggi non ce la faccio a scrivere di Falcone, Borsellino, mafiosi da sconfiggere, società da aiutare a migliorare. La notizia di un suicidio, l'ennesimo in questa triste Ragusa, di una persona conosciuta e incontrata, allontana parecchio la mia attenzione dall'anniversario della strage di Capaci. Vorrei invitare chi passa di qua a farsi coraggio e a fare coraggio, più che può. La vita è bella, sempre e comunque. I martiri, laici o cristiani che siano, lo dimostrano: il loro morire per un ideale buono o per la persona di Cristo, sconfitti apparentemente da chi crede di avere il potere di infliggere la morte, ci fa riflettere su come vivere significa affermare, anche morendo, l'Infinito. Per questo è bello vivere: è continua apertura e tensione verso l'Infinito. Leggiamo pure Leopardi e lasciamoci lacerare dalle sue domande, ma esse stesse rivelano questa apertura e tensione, seppur irrisolta. E se vogliamo, proviamo a confrontarci con questo tentativo di risolverla.
P.S: mi ri-cito con Capaci di quattro anni fa.
sabato 24 ottobre 2015
18 novembre 2013 - Di lacrime e di tenebra
23 novembre 2013, ore 00.25
Di lunedì mattina per tanti con fatica ricomincia la settimana.
A me il 18 novembre è capitato che con fatica si rimettesse in moto una certa prospettiva esistenziale.
E questa data va fissata, come il 13 settembre 2005. Peccato non ricordare l'altra, quella delle prime lacrime improvvise, impreviste, apocalittiche perché rivelatorie di quanto vissuto nei precedenti 5 anni e perché resero umido un periodo di trasformazione sul quale ben presto calò la tenebra peggiore. Furono le lacrime di quella data ormai poco precisa, insieme a quelle di cui parlo qui e a quelle intermedie del giorno del XXXVII anniversario di matrimonio dei miei, a non permettere alla tenebra di soffocarmi.
Di lunedì mattina per tanti con fatica ricomincia la settimana.
A me il 18 novembre è capitato che con fatica si rimettesse in moto una certa prospettiva esistenziale.
E questa data va fissata, come il 13 settembre 2005. Peccato non ricordare l'altra, quella delle prime lacrime improvvise, impreviste, apocalittiche perché rivelatorie di quanto vissuto nei precedenti 5 anni e perché resero umido un periodo di trasformazione sul quale ben presto calò la tenebra peggiore. Furono le lacrime di quella data ormai poco precisa, insieme a quelle di cui parlo qui e a quelle intermedie del giorno del XXXVII anniversario di matrimonio dei miei, a non permettere alla tenebra di soffocarmi.
venerdì 16 ottobre 2015
I miei soliloqui a volte hanno una colonna sonora - 7 (varie)
Sono stati giorni turbolenti, gli ultimi.
Dimentico spesso il potere di far decantare pensieri e
sensazioni che certi brani musicali esercitano su di me. Stelvio Cipriani con il
suo Anonimo veneziano, in questo momento, non solo mi disintossica da discussioni
e ragionamenti previ e successivi, ma anche un po’ dalla stanchezza dovuta al
susseguirsi continuo, senza interruzioni, di incontri, impegni, attività.
Cuore mio, hai fatto la fine di quello di santa Marta?
L’hai
fatta già anni fa?
In questo momento, mentre ascolto musica, riesco a diventare
un po’ Maria?
Riprendo in mano la risposta di Serena, ieri, alla domanda
su cosa stesse effettivamente chiedendo.
“La misericordia di Dio”.
Prima di
tutto, prima di ogni singola cosa.
Sappiamo che misericordia Dei
è infinitamente più che ricevere l’assoluzione dei peccati, fare una
confessione, dire un atto di dolore…
È lasciare che Dio stesso ti partorisca di nuovo, è scoprire
il bisogno di essere rigenerato, è imbattersi nei propri limiti creaturali e
nei propri peccati come artigli che vogliono lacerarti prima che tu riesca a
nascere come uomo vero.
Misericordia di Dio: è piangere perché un soffio nuovo ti
attraversa la mente e il cuore e il corpo tutto bruciando ciò che ti ha impedito
di respirare il bene.
Dio Misericordia nel suo grembo mi accoglie seppur io sia
deforme e mi partorisce rinnovato.
Saprò vivere confessione, atto di dolore, assoluzione e
tanto altro così?
Intanto, il mio computer è passato all’adagio del Concerto
per oboe in Re minore di Benedetto Marcello, poi a Mamma mia degli Abba e a
Gift di Elisa.
Gift, cioè dono...
Gift, cioè dono...
lunedì 5 ottobre 2015
I have a dream
Ieri, 4 ottobre 2015, a dieci anni da Roma, consapevolezza del pomeriggio: sto realizzando il sogno della mia vita. Beatitudine onirica con fatti reali a sostenerla. Grazie a chi lo sa e partecipa al sogno, grazie anche a chi non sa che sta partecipando a tale sogno.
martedì 22 settembre 2015
Piccole donne crescono
Alle piccole portatrici di gioia che adesso allargheranno gli occhi della mente e del cuore per imparare a custodire affetti e valori: buona strada! Sorrido ricordandovi ancora con i vostri punti neri in testa e mi rallegro per quanto di buono verrà sempre più fuori dal vostro carattere. Lasciatevi condurre da quel Signore, cantato da san Francesco, onorato da san Giorgio, amato da Santa Caterina. Una benedizione tutta per voi da qui!
venerdì 21 agosto 2015
Barriti nella giungla - 16 (Confessione di mezza estate)
Gesù è risorto: chi mi conosce sa che non sono il tipo del "credere perché è così", "credere perché è scritto", "credere perché bisogna accettarlo per fede" (ma la fede non è una luce soprannaturale che potenzia la ragione naturale?). Insomma, la fede, cattolicamente intesa, non spegne il cervello (ogni cattolico che voglia davvero esser tale non dovrebbe spegnerlo mai). Ma questo non è post per grandi argomentazioni: lascio qui il punto di partenza della mia fede e il riferimento ultimo delle mie scelte (per quanto queste abbiano sempre bisogno di essere riviste proprio a partire da quel punto di partenza e riferimento). Chi mi conosce sa che sarò sempre felice di ragionare insieme anche a partire da prospettive completamente opposte.
P.S.: tutto questo perché in questi giorni sono rimasto affascinato da Maria, alzatasi, da Pietro, alzatosi, dai due di Emmaus, alzatisi anche loro: in modo diretto o indiretto, tutta gente che si alza perché Gesù, dopo la crocifissione, si è "alzato". Affascinato da un verbo? Hmmm, dalla costruzione del capitolo 24 di Luca e dal fatto che in Lc 1 si annoti questo movimento di Maria proprio tra il dono dello Spirito e il partire verso la casa di Elisabetta. Come se dal testo si volesse far percepire a chi legge qualcosa del tipo: "Guarda, c'è un'azione divina che rende capaci di sollevarsi da se stessi e vivere diversamente e il prototipo di tutto ciò sta in ciò che è avvenuto nel sepolcro di Gesù di Nazaret". Cioè, mi sento stimolato a riflettere sul cambiamento di soggetti a partire da un'esperienza totale (non semplicemente psicologica, non semplicemente sensibile, non semplicemente intellettuale, non semplicemente riferita a un aspetto parziale dell'essere umano).
P.S.: tutto questo perché in questi giorni sono rimasto affascinato da Maria, alzatasi, da Pietro, alzatosi, dai due di Emmaus, alzatisi anche loro: in modo diretto o indiretto, tutta gente che si alza perché Gesù, dopo la crocifissione, si è "alzato". Affascinato da un verbo? Hmmm, dalla costruzione del capitolo 24 di Luca e dal fatto che in Lc 1 si annoti questo movimento di Maria proprio tra il dono dello Spirito e il partire verso la casa di Elisabetta. Come se dal testo si volesse far percepire a chi legge qualcosa del tipo: "Guarda, c'è un'azione divina che rende capaci di sollevarsi da se stessi e vivere diversamente e il prototipo di tutto ciò sta in ciò che è avvenuto nel sepolcro di Gesù di Nazaret". Cioè, mi sento stimolato a riflettere sul cambiamento di soggetti a partire da un'esperienza totale (non semplicemente psicologica, non semplicemente sensibile, non semplicemente intellettuale, non semplicemente riferita a un aspetto parziale dell'essere umano).
martedì 16 giugno 2015
Cerca la Mia stella, trova speranza/3
Aurora che strabuzza gli occhi quando diamo i punti alle squadre, gli azzurri che hanno esultato con forza dopo aver scoperto che per oggi avevano fatto più punti degli altri, l'impegno nel preparare il loro angolo di squadra: sarò stanco, ma soddisfatto!
venerdì 12 giugno 2015
Cerca la Mia stella, trova speranza/2
Flash dalla giornata di oggi: Martina che nella mischia della partita di basket prende la palla e tenta di fare canestro; il cerchio immenso dell'inizio giornata; i cornetti giganti che eruttavano nutella (grazie alle signore della parrocchia che ce li hanno regalati); Enrico che non si aspettava i complimenti di Annamaria; le due Aurore insieme in squadra a rendere il mondo più roseo; la naturalezza di tutti, ma proprio tutti, a entrare in gioco (e su questo, adesso spendiamo due parole).
Questione di stile: un bambino assorbe uno stile e se lo stile è coinvolgente, il bambino si lascia coinvolgere e diventa a sua volta testimone di tale stile. Ecco perché abbiamo perso decenni dietro a sussidi e teoria della catechesi. Ci siamo mai chiesti quale stile impregnava i nostri gruppi? Beato l'uomo di integra condotta: come dissi l'altro giorno, custodisci il metodo e il metodo custodirà te nella relazione educativa con i ragazzi. Cioè, sarai testimone e trasmettitore di uno stile di vita a misura di ragazzo.
Complimenti a Simona e Nicolas: per essere alla loro prima volta (o forse no?) sono stati egregi!
giovedì 11 giugno 2015
Cerca la Mia stella, trova speranza/1
Pomeriggio, in macchina, mi sono trovato a confidare a chi mi conosce bene: "Davvero, è bello mettersi a servizio dei ragazzi".
Forse l'espressione che ho usato, invece di "mettersi a servizio dei", è stata "lavorare per i", "programmare per i", ma di fatto, reduce dalla festa d'inizio estate di ieri sera, con in testa il pandemonio per questa nuova avventura sulle orme del Piccolo Principe, con il gruppo delle medie ancora in attività, con, all'orizzonte, i due campi elementari e medie e i tre campi scout della parrocchia, e, ancora, le cosiddette prime comunioni del 14, 20, 27 e 28 giugno e 4, 5, 11 e 26 luglio... è bello aprire mente e cuore per sintonizzarli sui più piccoli. Ci furono, ci sono e ci saranno esegeti e studiosi varii della Sacra Scrittura, ma il dono di vivere quella frasetta piccola piccola del Vangelo è il modo più bello per entrare nel Cuore di Gesù.
Grazie a chi mi sostiene in tutto questo e a chi ha accettato di donarsi in questo cammino!
Forse l'espressione che ho usato, invece di "mettersi a servizio dei", è stata "lavorare per i", "programmare per i", ma di fatto, reduce dalla festa d'inizio estate di ieri sera, con in testa il pandemonio per questa nuova avventura sulle orme del Piccolo Principe, con il gruppo delle medie ancora in attività, con, all'orizzonte, i due campi elementari e medie e i tre campi scout della parrocchia, e, ancora, le cosiddette prime comunioni del 14, 20, 27 e 28 giugno e 4, 5, 11 e 26 luglio... è bello aprire mente e cuore per sintonizzarli sui più piccoli. Ci furono, ci sono e ci saranno esegeti e studiosi varii della Sacra Scrittura, ma il dono di vivere quella frasetta piccola piccola del Vangelo è il modo più bello per entrare nel Cuore di Gesù.
Grazie a chi mi sostiene in tutto questo e a chi ha accettato di donarsi in questo cammino!
sabato 23 maggio 2015
Carissimo.../1
Carissimo,
sai bene che è da tanto che penso di scriverti. Ci riesco oggi perché la spinta della felicità è stata più forte delle altre precedenti spinte pensose e inquiete. Sono sorpreso, sono testimone di qualcosa che mi supera pur appartenendomi, almeno in parte, come servo inutile che si è scommesso in un'operazione più grande di lui (e proprio per questo impossibile da fare se non insieme).
Hai visto poco fa, naturalmente. È scattato qualcosa dentro il loro vissuto, non si può dire altrimenti. Sono felice per la semplicità e la trasparenza che manifestano, per l'accoglienza che riservano a quanto compi in loro, per il desiderio che emerge di continuare così. Avrei mai immaginato qualcosa del genere? Credo di no... quindi è vero che non prendo molto sul serio quanto mi dici e mi proponi, almeno non fino a certe profondità. Grazie perché vai avanti lo stesso e sai su cosa puntare per agire.
Continua così, per favore! Oggi è stato bellissimo capire che mi hai donato d'incontrare tre persone che rivelano un desiderio forte di non trascurare la risposta agli inviti che fai loro. Continua a rafforzare la vostra unione. Domani sarai tutto per loro: grazie! Tienile sempre d'occhio: farete grandi cose insieme!
sai bene che è da tanto che penso di scriverti. Ci riesco oggi perché la spinta della felicità è stata più forte delle altre precedenti spinte pensose e inquiete. Sono sorpreso, sono testimone di qualcosa che mi supera pur appartenendomi, almeno in parte, come servo inutile che si è scommesso in un'operazione più grande di lui (e proprio per questo impossibile da fare se non insieme).
Hai visto poco fa, naturalmente. È scattato qualcosa dentro il loro vissuto, non si può dire altrimenti. Sono felice per la semplicità e la trasparenza che manifestano, per l'accoglienza che riservano a quanto compi in loro, per il desiderio che emerge di continuare così. Avrei mai immaginato qualcosa del genere? Credo di no... quindi è vero che non prendo molto sul serio quanto mi dici e mi proponi, almeno non fino a certe profondità. Grazie perché vai avanti lo stesso e sai su cosa puntare per agire.
Continua così, per favore! Oggi è stato bellissimo capire che mi hai donato d'incontrare tre persone che rivelano un desiderio forte di non trascurare la risposta agli inviti che fai loro. Continua a rafforzare la vostra unione. Domani sarai tutto per loro: grazie! Tienile sempre d'occhio: farete grandi cose insieme!
Etichette:
Carissimo,
Eucarestia,
Iniziazione cristiana,
San Luigi Gonzaga
venerdì 1 maggio 2015
The truth is a cave in a black mountain/2
“Death waits in all our futures,” I said.
She paused, there in the highest of the high lands, where the summer winds have winter on their breath, where they howl and whip and slash the air like knives. She said, “There was a woman in a tree. There will be a man in a tree.”
I said, “Will this mean anything to me?”
“One day. Perhaps.” She said, “Beware of gold. Silver is your friend.” And then she was done with me.
To Calum MacInnes she said, “Your palm has been burned.” He said that was true. She said, “Give me your other hand, your left hand.” He did so. She gazed at it, intently. Then, “You return to where you began. You will be higher than most other men. And there is no grave waiting for you, where you are going.”
He said, “You tell me that I will not die?”
“It is a left-handed fortune. I know what I have told you, and no more.”
She knew more. I saw it in her face.
Questo passaggio lo posto perché mi piace un sacco la descrizione dei venti estivi che hanno l'inverno nel loro respiro, e ululano e sferzano e squarciano l'aria come coltelli.
E poi, la morte. Il pensare la morte. L'accettare il morire. Il rendersi conto di dover morire. Ovvero, relativizzare se stessi, tutto quello che si è, assolutamente.
Etichette:
esistenzialismi,
Morte,
Neil Gaiman,
ricerca esistenziale,
stagioni
1 maggio 2015
Inizia il 41esimo maggio della mia vita. Mi è sempre piaciuto questo mese: primavera piena, non le pazzie di marzo e gli accenni di aprile (è la mia testa che schematizza i mesi così, ovviamente). E ancora: trampolino di lancio verso l'estate. Insomma, evviva maggio!
(Neanche una parola sulla valenza sociale di oggi? Beh, sostanzialmente sono d'accordo con la linea di pensiero che si sviluppa da questo documento fino a quest'altro, attraversando almeno altri sei testi ancora, oltre ad avere un suo compendio. Basta?).
(Neanche una parola sulla valenza sociale di oggi? Beh, sostanzialmente sono d'accordo con la linea di pensiero che si sviluppa da questo documento fino a quest'altro, attraversando almeno altri sei testi ancora, oltre ad avere un suo compendio. Basta?).
Etichette:
documenti,
dottrina sociale della Chiesa,
maggio,
magistero,
primavera,
primo maggio,
stagioni
The truth is a cave in a black mountain/1
“I am not here asking for directions. I seek a guide. And two travel more safely than one.”
Sinceramente, non avrei mai creduto che essere il dito che indica la luna potesse essere una funzione che una frase in inglese avrebbe distrutto nei pochi secondi che occorrono per leggerla. Certo, sono in un tempo della mia vita in cui vado comprendendo sempre più come potrebbero esistere livelli di empatia più alti (forse sarebbe meglio dire più profondi) e che raggiungerli non significa necessariamente confondere ruoli e annacquare rapporti. Ma la potenza di questa frase è tale da smantellare una visione fondata sulla responsabilità del direttore/guida per lasciarne intravedere una che mette a fondamento la relazione tra i soggetti e l'obiettivo e il percorso. Alla fine, mi sembra che posso anche affermare, sulla base delle suggestioni di tale frase, come la Chiesa sia un esempio di relazione di popolo in cui tutti abbiamo la possibilità di trovare una guida che viaggia con noi, in quanto la meta è unica, chi l'ha già intravista può esserne testimone credibile continuando il suo cammino insieme agli altri che vogliono percorrerlo, scoprendo che il viaggio è più sicuro (safe), cioè dà salvezza, cioè è ben impostato e orientato, non se lo si affronta in modo autoreferenziale e da indipendenti, ma se lo si compie insieme.
Ci sarebbe, un giorno, da riflettere sui vari livelli dell'essere guida (fino a giungere al livello Magistero).
Sinceramente, non avrei mai creduto che essere il dito che indica la luna potesse essere una funzione che una frase in inglese avrebbe distrutto nei pochi secondi che occorrono per leggerla. Certo, sono in un tempo della mia vita in cui vado comprendendo sempre più come potrebbero esistere livelli di empatia più alti (forse sarebbe meglio dire più profondi) e che raggiungerli non significa necessariamente confondere ruoli e annacquare rapporti. Ma la potenza di questa frase è tale da smantellare una visione fondata sulla responsabilità del direttore/guida per lasciarne intravedere una che mette a fondamento la relazione tra i soggetti e l'obiettivo e il percorso. Alla fine, mi sembra che posso anche affermare, sulla base delle suggestioni di tale frase, come la Chiesa sia un esempio di relazione di popolo in cui tutti abbiamo la possibilità di trovare una guida che viaggia con noi, in quanto la meta è unica, chi l'ha già intravista può esserne testimone credibile continuando il suo cammino insieme agli altri che vogliono percorrerlo, scoprendo che il viaggio è più sicuro (safe), cioè dà salvezza, cioè è ben impostato e orientato, non se lo si affronta in modo autoreferenziale e da indipendenti, ma se lo si compie insieme.
Ci sarebbe, un giorno, da riflettere sui vari livelli dell'essere guida (fino a giungere al livello Magistero).
domenica 26 aprile 2015
Primavera
Trafitto
vago stupito
squarciato alla luce.
Audace
di esser ebbro
di ogni raggio di te.
-------------------------------
La primavera è di una bellezza travolgente, anche nelle strade del ragusano che ti riportano a Vittoria all'ora di pranzo.
sabato 25 aprile 2015
Venditti, o della (quasi) colonna sonora della mia vita
Da quanto tempo non scrivo qui, eh? Quasi cinque mesi. Ci voleva il 25 aprile per trovare tempo e mente sgombri. Ma ci volevano pure i 10 cd di Venditti visti quasi per caso a casa: certe canzoni sono davvero parte di me.
Allora, dedico Stella a chi, in questi ultimi mesi, ha deciso che valeva la pena provare a guardare oltre, mettendosi letteralmente in gioco. I sorrisi dei figli che ci sono stati affidati sono segno di qualcosa di "grande, grande, grande". Grazie a tutti!
Poi, non posso non esclamare: Ma che bella giornata di sole, oggi, come settant'anni fa! Un pensiero e un grazie a quanti, da sempre, cercano di far bella l'Italia, nonostante sofferenze piccole o grandi, in mezzo a contraddizioni più o meno pesanti, desiderosi di pace e serenità per se stessi e i loro cari.
Etichette:
25 aprile,
Liberazione d'Italia,
Ma che bella giornata di sole,
ringraziamenti,
SLG,
Stella,
Venditti
sabato 29 novembre 2014
Scusa!
Ci sono momenti in cui l'imbufalirsi delle persone è colpa tua. Non puoi che chiedere scusa, in tutti i modi possibili. Scusa!
venerdì 28 novembre 2014
Paolo, diventi prete
Paolo, diventi prete. Chi ce lo fare ha lo sguardo più acuto
e più profondo del nostro: lo avrai sperimentato tante volte in quarant’anni di
cammino per le strade del mondo. Ti arrabbi se ti metto insieme con me di
fronte ad uno specchio fantastico e magico? Spero di no! Guardo me
venticinquenne (magro non come ai tempi delle scuole superiori in cui ci siamo
conosciuti, ma molto più magro di ora; con molti più peli in testa, come quelli
che invece ora tengo sul viso; pieno di belle speranze) e te quarantenne (mi
sembri fisicamente sempre lo stesso!), riempiti dallo Spirito che ci unisce per
sempre all’eternità del sacerdozio di Cristo: ma chi è più incosciente tra noi
due? Io, che pur non avendo coscienza di tante cose del mio mondo interiore e
dei cammini della storia, ho pensato di poter dire “Sì!” così giovane, o tu che
oggi porti con te quindici anni di maturazione di vita in più, ma grazie a
tutti i conti che si iniziano a fare seriamente con i nostri limiti personali e
con le difficoltà del mondo di oggi che il Signore ci dona e a cui ci dona?
Forse sono semplicemente incosciente io ad avere di questi
pensieri mentre tu vivi i giorni tra i più belli della tua vita. Ti auguro di
assaporare questa gioia ogni giorno, con calma, come se fosse una caramella o
un cioccolatino buonissimo in bocca, quando ti lascerai sorprendere dal
pensiero che se sei lì, a consacrare, ad assolvere, ad ascoltare, a
consigliare, a sopportare, a confortare, a ungere, a battezzare, a tramandare, è
per il dono dello Spirito ricevuto il giorno gioioso dell’ordinazione.
Non c’è maturità e deficienza umana che tenga: è il Signore
che non smette di amarci e di amare ogni uomo e donna, grandi o piccoli, umili
o superbi, poveri o ricchi, i quali per grazia Sua ci fa incontrare e ai quali per
grazia Sua ci dona.
Ti aspetto a San Luigi, per una messa almeno (al più… la
canonica, che sarà pronta quando Dio vorrà, dovrebbe avere pure una stanzetta
per un ospite… si potrebbe organizzare qualcosa in più della messa).
Luca
P.S.: ma a proposito di cioccolatino, non c’eri pure tu ad
Ispica nell’estate del 1992 al campo educatori A.C.R. quando venne dall’Ufficio
centrale Vito a fare “una figura da cioccolatino”?
Etichette:
esistenzialismi,
Paolo Giandinoto,
ricerca esistenziale,
Vocazione
martedì 4 novembre 2014
Di bambini e di scale
Sono stanco, in questo momento.
Non riesco a concentrarmi su nulla. Ho bisogno di rilassarmi e ogni tanto ciò mi riesce scrivendo di getto analisi di volti.
Due volti da focalizzare.
Un bambino di circa nove anni che qualche mese fa, forse poco prima che si aprissero le scuole, sale sorridente le scale di una chiesa (chiusa, ahimè), probabilmente immaginandosi alpinista che deve raggiungere la vetta per toccare il cielo, pirata all'arrembaggio che deve liberare gli oppressi, cavaliere che salta gli ostacoli per combattere i nemici del bene. Bellissimo! Nel suo sorriso c'è tutto il desiderio di crescere, di affrontare la vita, di non fermarsi mai!
Stamattina, invece, un bambino di circa sette anni, immobile sulle scale di una scuola (ancora chiusa, povero lui, così presto già a scuola e per di più solo e in attesa che qualcuno la apra): nessun sorriso su un volto che il mio cuore (quindi è solo una mia proiezione mentale) legge come se fosse un libro pieno di domande sul male presente nel mondo. Probabilmente sta solo pensando che qualcuno (mamma-papà-nonno-nonna-autista del pulmino-...) gli ha detto: "Mi raccomando, resta sulle scale finché non viene la maestra-il bidello (si può ancora dire così?)-qualcuno che apre la porta della scuola".
Ma perché non sappiamo aiutare i bambini a desiderare di salvare il mondo?
Non riesco a concentrarmi su nulla. Ho bisogno di rilassarmi e ogni tanto ciò mi riesce scrivendo di getto analisi di volti.
Due volti da focalizzare.
Un bambino di circa nove anni che qualche mese fa, forse poco prima che si aprissero le scuole, sale sorridente le scale di una chiesa (chiusa, ahimè), probabilmente immaginandosi alpinista che deve raggiungere la vetta per toccare il cielo, pirata all'arrembaggio che deve liberare gli oppressi, cavaliere che salta gli ostacoli per combattere i nemici del bene. Bellissimo! Nel suo sorriso c'è tutto il desiderio di crescere, di affrontare la vita, di non fermarsi mai!
Stamattina, invece, un bambino di circa sette anni, immobile sulle scale di una scuola (ancora chiusa, povero lui, così presto già a scuola e per di più solo e in attesa che qualcuno la apra): nessun sorriso su un volto che il mio cuore (quindi è solo una mia proiezione mentale) legge come se fosse un libro pieno di domande sul male presente nel mondo. Probabilmente sta solo pensando che qualcuno (mamma-papà-nonno-nonna-autista del pulmino-...) gli ha detto: "Mi raccomando, resta sulle scale finché non viene la maestra-il bidello (si può ancora dire così?)-qualcuno che apre la porta della scuola".
Ma perché non sappiamo aiutare i bambini a desiderare di salvare il mondo?
Cara...
...riposa
beata.
E dolcemente
l'ho disattivata.
Fuor di poesia: ma è un segno di vecchiaia svegliarsi prima della sveglia e invece di girarsi come una volta pensando che è troppo bello aver ancora qualche minuto prima di alzarsi, alzarsi girando le coperte per scoprirsi come il giorno che si è scoperto dalla notte?
beata.
E dolcemente
l'ho disattivata.
Fuor di poesia: ma è un segno di vecchiaia svegliarsi prima della sveglia e invece di girarsi come una volta pensando che è troppo bello aver ancora qualche minuto prima di alzarsi, alzarsi girando le coperte per scoprirsi come il giorno che si è scoperto dalla notte?
lunedì 11 agosto 2014
Di anni e zanzare
Mentre mi ostino a fare il profugo, finisco per restare sveglio probabilmente a causa di una zanzara. Scopro, così, che sono quattro anni tondi tondi di blog (o, forse, meglio, di annotazioni sporadiche su web).
Etichette:
Anniversario del blog,
blog,
Comunicazioni,
Elefante Sapiente,
La tregua dell'acqua,
Personale
venerdì 27 giugno 2014
E siamo a 15!/2
Mille giorni di te e di me... sembra chissà quanto tempo e in fin dei conti sono meno di tre anni! E allora cosa dovrei dire dei miei 1837 giorni e dieci ore circa di me e di lei? Io continuo a sorprendermi a respirare il suo odore, allontanando l'idea che sia quello mio di sempre. Eppure l'altro giorno è come se mi avessero presentato un vecchio amico mio, il me stesso dei miei 939 giorni di me e di lei, la prima. Sempre lo stesso odore... lo stesso che in questi giorni, ancora solo 195 tra me e lei, l'ultima, è così forte da mescolare tutto nella mia testa e metterle insieme tutte, come se mai ci separammo e mai fuggimmo, sempre vicini proprio perché ci si può pensare... 5479 giorni di Te e di me, insomma... ma quell'odore è nato ancora prima, nei miei 3742 circa giorni di me e di lei. Facciamo che il 30 giugno sono 40 anni di vita immersi in Te e la chiudiamo qui?
Etichette:
Anniversario di ordinazione,
Cristianesimo,
Dio,
Fede,
introspezione,
Personale,
prete,
viabolognainfondo
giovedì 26 giugno 2014
E siamo a 15!
Storie. Storie di tutti i giorni. Storie che ti parlano dagli occhi dei ragazzi da più di 25 anni, ormai. Storie che restano tra le quattro mura di una stanza per sempre, mentre tornano ad essere vissute oltre la porta che le custodisce. Storie che ti sfiorano, ti accarezzano a volte, altre ti tormentano, oppure ti impensieriscono. Storie che ti sfidano. Storie che ti aiutano a prendere le misure di quello che sei. E cosa sono, insomma, se non un ascoltatore di occhi e custode di parole? Occhi e parole che rivelano trame e orditi di storie da intrecciare con la mia. La mia? Beh, da 15 anni e poco più (oggi 15 anni e 3 giorni), trama e ordito della mia sono riempiti da occhi e parole di un Altro: Fate questo in memoria di me. Così divento ogni giorno custodito da uno sguardo e forgiato da una Parola che non smettono mai di rendere il mio amore grande, bello e forte... più di come io vorrei!
Etichette:
Anniversario di ordinazione,
Cristianesimo,
Dio,
Fede,
introspezione,
Personale,
prete
martedì 17 giugno 2014
In bocca al lupo!
Carissimi G., Ma., Me., Mi. (iniziamo bene, doveva essere un post serio!), scrivo a voi quattro, pur avendo in mente anche altri, perché mi stuzzicate le emozioni della notte prima degli esami. Niente retorica, sono contento per voi (si cresce!) ed emozionato come se domani dovessi tornare io a scrivere il tema di maturità (che meraviglia che fu!). Semplicemente, tirate fuori la passione per la vita che io so vi arde dentro. Non traditevi: tramandatevi, di esame in esame, un passo dopo l'altro, verso la scoperta di come continuare a costruire quello che siete, quello che darete. E per quanto mi riguarda... voglio sapere le date degli orali!
martedì 3 giugno 2014
...cchi è ca capita a Biddiu?/2
La luna mi sorride, stasera. Anzi, la luna è il sorriso del
cielo per me, stasera.
Primo giorno di apertura dei locali di via Pertini dalle 17
alle 19, ventitré ragazzi presenti, alcune mamme si sono rese disponibili per la
pulizia, una ha portato dei dolcini, altre si sono fermate chi per poco, chi
per molto… Il bigliardino che ci hanno regalato (grazie a tutti!) è molto
bello, vedere i ragazzi che lo usano per giocare e giocano anche fuori ancora
di più.
E vederli tranquilli e sereni perché hanno sperimentato il
clima che qualcuno mi ha insegnato a chiamare famiglia felice, tanto tranquilli
e sereni da essere capaci di mettersi in cerchio e cantare un piccolo
ritornello di ringraziamento a Dio, è ancora più bello del bello!
Senza parlare dei volti tra lo stupito e il grato di mamme e
papà!
Il Signore ci aiuti a continuare e far percepire a tutta la
parrocchia che bisogna andare in direzione di una vera vita comunitaria, dove
ciò che conta sono i sorrisi dei bimbi, la serenità dei genitori, il
coinvolgimento di tutti, la grazia di Dio che è fonte di tutto questo e nello
stesso tempo suo sostegno.
giovedì 29 maggio 2014
Che cosa c'è?
C'è che ti sforzi di far rientrare anche il fatto di fare 40 anni nella normalità più serena possibile... ma se passi la vita a girovagare e dovunque ti fermi provi a condividere con grandi e meno grandi la tua convinzione che su questo ci puoi giocare la vita, ti puoi stupire se arriva la sera del tuo compleanno e resti senza parole per la tua vita che si dipana davanti ai tuoi occhi prendendo la forma di volti sorridenti e felici perché ti hanno incontrato nel tuo girovagare?
Permettetemi:
1. grazie di cuore a tutti, perché il cuore ancora è così pieno che non mi va di andare a placarlo dormendo;
2. per i latinisti, mi fa piacere dire insieme: Non nobis, Domine, sed nomine tuo da gloriam;
3. per i meno classici, mi fa piacere tradurre con l'italiano del Francesco di qualche secolo fa: Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so' le laude, la gloria, l'honore et onne benedictione.
Non potevo immaginare serata migliore!
Permettetemi:
1. grazie di cuore a tutti, perché il cuore ancora è così pieno che non mi va di andare a placarlo dormendo;
2. per i latinisti, mi fa piacere dire insieme: Non nobis, Domine, sed nomine tuo da gloriam;
3. per i meno classici, mi fa piacere tradurre con l'italiano del Francesco di qualche secolo fa: Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so' le laude, la gloria, l'honore et onne benedictione.
Non potevo immaginare serata migliore!
sabato 24 maggio 2014
venerdì 23 maggio 2014
23 maggio 2014, ovvero meno 5
Ci ha pensato mia sorella, nel commento al post sotto!
Capaci/2
Mi cito.
Oggi è il 23 maggio, due anni fa scrivevo così: http://elefantesapiente.blogspot.it/2012/05/capaci.html
Oggi è il 23 maggio, due anni fa scrivevo così: http://elefantesapiente.blogspot.it/2012/05/capaci.html
giovedì 22 maggio 2014
22 maggio 2014, ovvero meno 6.
Vediamo se ci riesco a dedicarmi una canzone al giorno fino al 28.
Oggi, Sono solo parole.
Semplicemente perché non è vero e posso ascoltarla sorridendo e pieno, ma così pieno che a pensare al fatto che nel 2054 tutto potrebbe essere raddoppiato, mi spavento della mole di vita da portare dentro fra quarant'anni, visto che nel pomeriggio, prima di averla ascoltata e sorriso, mi sono pure ritrovato seduto per terra con una decina di adolescenti, come se fosse la prima volta, come se fosse l'ultima, essendo meravigliosamente l'ennesima.
E quando mi sono alzato, come se fosse la prima, come se fosse l'ultima, essendo l'ennesima volta, non c'era età: soltanto la consapevolezza di un contatto avviato!
E queste non sono solo parole! Ho scelto la mia vita e me la sto godendo!
Ah, naturalmente tutto senza sussidio!
Oggi, Sono solo parole.
Semplicemente perché non è vero e posso ascoltarla sorridendo e pieno, ma così pieno che a pensare al fatto che nel 2054 tutto potrebbe essere raddoppiato, mi spavento della mole di vita da portare dentro fra quarant'anni, visto che nel pomeriggio, prima di averla ascoltata e sorriso, mi sono pure ritrovato seduto per terra con una decina di adolescenti, come se fosse la prima volta, come se fosse l'ultima, essendo meravigliosamente l'ennesima.
E quando mi sono alzato, come se fosse la prima, come se fosse l'ultima, essendo l'ennesima volta, non c'era età: soltanto la consapevolezza di un contatto avviato!
E queste non sono solo parole! Ho scelto la mia vita e me la sto godendo!
Ah, naturalmente tutto senza sussidio!
venerdì 4 aprile 2014
Questione pratica
"Ad una pratica occorre opporre un'altra pratica; una pratica autocosciente, beninteso, quindi intellettualmente dotata" (Alberto Methol Ferré, Alver Metalli, Il papa e il filosofo, Edizioni Cantagalli, Siena, 2014).
Compiti per casa:
1. studiare e ristudiare la dote intellettuale accumulata tra il 2005 e il 2013 (magari approfittare pure di qualche testo fondamentale reperibile nell'opera omnia);
2. aprire il cuore alla pratica in corso, canalizzando la capacità di famiglia felice sviluppata tra il 2005 e il 2010 anche verso territori dell'anima ancora isolati su altri versanti.
Compiti per casa:
1. studiare e ristudiare la dote intellettuale accumulata tra il 2005 e il 2013 (magari approfittare pure di qualche testo fondamentale reperibile nell'opera omnia);
2. aprire il cuore alla pratica in corso, canalizzando la capacità di famiglia felice sviluppata tra il 2005 e il 2010 anche verso territori dell'anima ancora isolati su altri versanti.
sabato 15 febbraio 2014
Datemi un punto d'appoggio...
...e vi solleverò il mondo, lunedì 17 febbraio, ore 7.30 (sì, al mattino), chiesa di San Luigi Gonzaga, Ragusa. Saremo sicuramente in due, non abbiamo ancora deciso se offrirci uno per ogni emisfero o se uno da Greenwich verso est e l'altro verso ovest: magari qualcun altro ci raggiunge e condividiamo ancora meglio la giornata da offrire!
(Per le serie: Barriti nella giungla - 15; MiSAChe... c'è il MSAC! - 3; ...cchi succiriu a Biddiu? Ricitaccillu subbitu o Gonzaga! - 2)
(Per le serie: Barriti nella giungla - 15; MiSAChe... c'è il MSAC! - 3; ...cchi succiriu a Biddiu? Ricitaccillu subbitu o Gonzaga! - 2)
Etichette:
Barriti,
MSAC,
San Luigi Gonzaga
martedì 28 gennaio 2014
Calcoli matematici
Al ristorante con un po' di bella gente, perché mancano 4 mesi esatti al mio compleanno, cioè festeggiamo i 21900 giorni dal 28 gennaio del 1954 ad oggi. Sì, c'è correlazione: lui è di fronte a me, come 39 anni e 8 mesi fa io ero in braccio a lui. Auguri, papà! Ti voglio bene!
Die Weiße Rose/1
A Sophie... così... per devozione e riflesso, in quanto scopro di lei, di ciò che sono e ciò che mi manca.
venerdì 13 dicembre 2013
Barriti nella giungla - 14
Vado al dunque: sono contento e ve lo voglio dire senza giri di parole.Anche perché vado a continuare quello che abbiamo realizzato insieme, anche se in luoghi e forme diverse da quelle che abbiamo vissuto.
Ora, una cosa buona, di quegli anni, la portate ancora dentro? Ecco, se c'è qualcosa di quanto abbiamo condiviso che risuona nella vostra vita di oggi positivamente, posso contare sul vostro sostegno perché altri, un giorno, si ritrovino grati per quanto vivremo a San Luigi Gonzaga?
Cosa vi sto chiedendo? Di scegliere liberamente di pensarmi. Prima o poi, i vostri pensieri per me diventeranno ancora una volta la vostra fiducia grazie alla quale camminerò ancora un po' più in avanti.
Grazie per ciò che è stato, grazie perché siete!
mercoledì 4 dicembre 2013
Fatica
A specchiarmi
nei volti
coetanei
che di mio padre
il volto
rispecchiano
nei miei vent’anni.
Fatica
a credermi, ormai,
del passato
paterno
lo specchio.
Etichette:
Cambiamenti,
padre,
papà,
poesie,
tempo
Iscriviti a:
Post (Atom)



