venerdì 20 marzo 2020

Cronache dalle lande sospese/2

Lunedì 9, appena 11 giorni fa, non chissà quanto la mia psiche vorrebbe, in mattinata da Ragusa sono sceso a Vittoria (si poteva, 11 giorni fa si poteva, sebbene altro già era sospeso).
Appunto dato il generale clima di sospensione, mi reco dove essa è somma e regna (almeno per me, che ancora sostengo che ci sarà la risurrezione della carne). Passeggio, prego, cerco i miei cari mai conosciuti o per poco, non trovo invece mio nonno (ma... ricordo che... chiederò). Infine...
Era da tanto che non vedevo le vostre foto, effetti luminosi che dagli occhi risalgono alla mente (oltre la foto, si che le vostre spoglie mortali sono lì) e al cuore (invecchio, mi sono emozionato parecchio).
Sarei rimasto all'infinito lì, in attesa con voi del compimento dei tempi, magari per essere il primo a riabbracciarvi, visto che in ogni caso in parrocchia è sospesa pure la messa.
Ma urge la preghiera, con voi, per le altre anime, per i vivi che non si ammalino, per i vivi ammalati che guariscono, per tutti gli uomini perché siano illuminati e non perdano umanità. Pregate per tutti noi, care nonne!
È stato un passaggio importante, questo al cimitero.
Come avvicinarsi all'orizzonte di tutto, verso ciò che sospeso non è mai, anzi, regge ogni attimo del tempo e ogni punto dello spazio.
Un riempirsi l'infinito, mentre l'Italia precipita nell'indeterminato.

lunedì 9 marzo 2020

Cronache dalle lande sospese/1

Da quanto tempo e per quante volte ho fatto questa strada?
Non saprei neanche dire un numero approssimativo.
È proprio questo il potere della bellezza: lasciarti stupito tutte le volte che vuole, all'infinito...
Oggi ha scelto l'ennesimo stuolo di margherite gialle (ti ricordi quella gita a Kamarina? Prima media, seconda? Di chi eri innamorato? Forse non lo ricordo più...) che sbucano oltre i muri a secco scendendo dai Cento Pozzi e l'ennesima combinazione blu cobalto su azzurro slavato che il mare visto dai Cinque Zucchi s'inventa.
E anche il respiro (oltre le messe, la scuola, i gruppi, le discoteche e chi più ne ha più ne metta), per qualche istante, resta sospeso...
Ma questo è il potere del Bello!
Che è appunto quello che ci serve, non solo oggi!

giovedì 5 marzo 2020

Venerdì Santo

Vociare frenetico
sotto dardi cocenti
di un mezzodì d’aprile
mentre mani
capaci callose caparbie
martellano chiodi che spezzano
e mescolano pelle
e carne e nervi e ossa.
Un grido,
infine!
Parole urlate
soffio potente
ai secoli donando se stesso.
Di Lui
osteggiato offeso oltraggiato
miserrime membra misconosciamo
noi,
oggi come allora
abbandonandolo odiato
noi,
come non avesse
mai guardato
noi
mai chiamato
noi
mai amato
noi,
sulla Sua Croce

e sui Suoi altari.

domenica 22 dicembre 2019

Buon Natale!

Morto per noi. Sì, anche se non riusciamo a capirlo e facciamo fatica a pensare che la morte di Gesù, fatto avvenuto duemila anni fa, sia collegata alla nostra vita.
Allora, in fretta e furia butto giù due righe.
Gesù muore perché è uomo, quindi mortale. Ma Lui è Dio incarnato. Ogni sua azione è umana e divina: nel morire della sua umanità, Dio è presente.
Dio non è legato al tempo. L’essere presente nella morte di Gesù significa che quella morte ha valore per tutti gli uomini: allora, se è morto scegliendo di perdonare i suoi assassini, vuol dire che è morto scegliendo di perdonare tutti coloro che, in ogni attimo del tempo, hanno fatto qualcosa contro di Lui direttamente o indirettamente attraverso ogni tipo di colpa morale.
È morto pensando a me e perdonando tutto quello che io, nato nel 1974, avrei fatto contro di Lui peccando in pensieri, parole, opere e omissioni tra XX e XXI secolo.
La Sua morte mi interessa. La Sua morte è il mio perdono. La Sua morte è la mia vita.
Buon Natale, perché nasce Chi ha deciso di farlo per morire per noi.

venerdì 7 giugno 2019

Sproloqui alla fine di una giornata uguale a due parentesi che mi hanno protetto da mille tensioni

Dopo aver letto l'ennesima pagina su come il mondo cambia e il fatto che noi cattolici non ce ne rendiamo conto, si è acceso nella mia testa un neurone con l'immagine di una mia pagina letta qualche minuto prima, questa su San Francesco.
Ora mi dico (a me stesso intanto... se leggi perché ho condiviso su fb o twitter o whatsapp, sto chiedendo pure a te): ma Francesco d'Assisi (uomo vissuto al tempo storico del fermento dei comuni, uomo vissuto durante il trapasso culturale dal platonismo all'aristotelismo, uomo che ha espresso la sua spiritualità nella forma nuova dell'ordine religioso mendicante), si è mai posto il problema come lo poniamo noi oggi, ovvero di un cambiamento culturale, sociale che mette in discussione una visione dell'uomo e del mondo fondata su Cristo?
O per Francesco (amato da tutti, cristiani e no) la domanda era semplicemente: come io posso conformarmi a Cristo, in questo mondo senza essere di questo mondo?
Da commerciante a povero, da uomo d'arme alla ricerca della gloria personale a cantore della gloria di Dio che splende nella creazione (tutta, fino alla morte e alla dimensione spirituale dell'inferno e del Paradiso, che significa lodare Dio per la creazione dell'uomo come creatura libera di scegliere il bene e rifiutare il male se segue la volontà di Dio... rileggiamoci la chiusura del Cantico), da uomo attento ai propri piaceri (feste e ribrezzo dei lebbrosi) a uomo dedito a piacere a Cristo Crocifisso presente nei crocifissi che incontra.
Dov'è, in tutto questo, il pensare che il mondo cambia e tale cambiamento è il paradigma culturale che ci spiega il Vangelo? O c'è qualcosa che non capisco bene?
Una vocina lontana di quando ero studente mi dice che non si sfugge alla propria dimensione culturale... ma appunto questo mi sembra il nostro difetto moderno, impedire al Vangelo di essere quella critica che accoglie ogni cultura e la purifica e la eleva (e questo è il Concilio Vaticano II, sia chiaro), in quanto  ci siamo chiusi in un vicolo cieco (cartesiano, quindi idealista, e nietzschiano, quindi volontarista): la chiave di lettura per intendere l'uomo è l'autodeterminazione assoluta, senza la quale non si può accogliere Vangelo e Salvezza, Vangelo e Salvezza che, però, se dipendono dall'autodeterminazione assoluta dell'uomo, non sono più dono di Dio, ma proiezioni umane.
Ma Gesù non è venuto ad incontrare forme vuote ideali (uomini intesi come libertà assoluta) che si storicizzano ogni volta che un bisogno si manifesta come desiderio che vuole essere realizzato.
Zaccheo, la Maddalena, i pescatori di Galilea sono già storia vissuta, cultura, ferite, bisogni frustrati, desideri realizzati, volontà deboli o forti, con un loro spazio d'interiorità nel quale Dio ha parlato ed è stato in qualche modo respinto o accolto...
Voglio dire, se io fossi autodeterminazione assoluta determinerei anche bisogni e desideri, non mi sentirei determinato da essi per pensare poi di essere libero perché posso soddisfarli come voglio (credendo ulteriormente di essere libero in tale scelta, quando anch'essa è determinata da uno spettro di dati culturali ed esistenziali di cui non so nulla perché mi circondano come l'aria e li do per scontati).
Quindi, è in questo guazzabuglio non assoluto che sono io, in cui si concentrano una serie di dati culturali e sociali ed esistenziali, che arriva l'annuncio del Regno di Dio ormai vicino. Arriva per far emergere che io sono più del cammino che la storia del mondo tutto ha fatto per giungere a me: sono parte di quel Regno che si sta per compiere, quindi sono non solo passato che si invera nel presente, sono anche futuro, in quanto il Regno ormai vicino compie il tempo e la mia conversione realizza quello che non sarei se non accettassi il compimento del tempo nel Regno.
In altre parole, posso criticare (passare letteralmente al setaccio) ciò che mi ha portato ad essere ciò che sono, per far emergere quello che ancora non sono, o non è emerso.
Allora, se l'età moderna da Cartesio in poi ci suggerisce o ci dice chiaramente che nei cambiamenti (nel progresso, in ciò che modifica ciò che è stato trasmesso) c'è verità, Gesù ci dice invece che nel compimento c'è verità. Non il cambiamento in sé, ma ciò che mi compie con tutto il processo che mi orienta al compimento è verità. Non l'autodeterminazione assoluta (o relativa, o qualunque idea di libertà individuale che ha solo nel soggetto il suo fondamento) mi definisce, ma la domanda sul sorgere della mia libertà, sulle sue condizioni, sulle sue possibilità, perché possa davvero convertirmi per lasciar compiere il tempo di me stesso ed essere ciò che solo nel Regno posso essere, accolto l'annuncio di Gesù.
Torno a san Francesco: nel suo tempo, è diventato universale perché si è conformato a Cristo.
Non dovrebbe essere difficile, ci possiamo riprovare. Ripartire da lì, da quell'annuncio valido sempre, sia per ebrei del lago di Tiberiade degli anni 30 del primo secolo d. C., sia per i pagani di ogni secolo, sia per i cristiani di ogni era: Il Regno di Dio è vicino e il tempo è compiuto, convertitevi e credete al Vangelo.

Perché non ci lasceranno mai!

Cara M. S.,
spero non ti dispiaceranno queste righe... sai che faccio, le mando anche a tutti coloro che si trovano come noi due, con (almeno) una nonna o un nonno in Paradiso.
Ieri c'è stato il funerale di tua nonna, l'altro ieri, quando ci siamo visti (il 5 giugno), mia nonna materna compiva 103 anni, di cui quasi sette vissuti oltre lo spazio e il tempo, in quello che i filosofi chiamiamo eternità e da bambini impariamo a chiamare, in modo più simpatico, Paradiso.
Mi ricordo uno degli ultimi dialoghi con lei, iniziato con le lamentele dovute al non voler più mangiare e con una specie di rimprovero dovuto al fatto che voleva morire (nota bene: mi sembrava che rimproverasse qualcuno perché non morisse, non che soffrisse perché non moriva). Poi, calmandosi la sua energia vitale e rilassandosi un po', mi chiedeva: "Ma io quanti anni ho?". E io: "Nonna, quanti anni hai? Fatti il conto, sei nata nel 1916, siamo nel 2012... quanti anni mancano per avere cento anni?". Non mi ricordo se riusciva davvero a fare il conto esatto, ma quando realizzava di essere arrivata a 96 anni, allora diceva speranzosa: "Allora, se campo altri quattro anni, arrivo a 100 anni?". E io, sornione: "Ma se non mangi, come fai ad arrivare a 100 anni?". Meno male che poco prima rimproverava: "Voglio morire... Perché vivo ancora?".
Ti racconto queste cose perché sono convinto che noi nipoti siamo tutti legati, qualunque età abbiamo e qualunque tipo di nonne e nonni abbiamo avuto.
Siamo legati dal loro affetto per noi, che è una specie di affetto di mamma senza le preoccupazioni che hanno le mamme...
Siamo legati dalla loro cucina buonissima, se sapevano cucinare, o sempre a disposizione, se non cucinavano loro ma non risparmiavano su quello che avevano in frigo o in dispensa quando dicevi di aver fame...
Siamo legati dal loro essere fuori dal tempo... i nostri genitori, quelli sì, vivono nel loro presente e faticano a capire tante cose e non dobbiamo mai arrenderci per capirci a vicenda... ma i nonni... piccoli come noi quando siamo piccoli, ragazzi come noi quando siamo ragazzi, giovani come noi... sembra che invece di invecchiare per i fatti loro, crescono in base alla crescita dei nipoti e ricominciano quando spunta un nuovo nipote!
Noi nipoti siamo tanto legati che quando muore un nonno o una nonna, è come se morisse il nostro.
Giorno 5 ho celebrato la messa per alcuni amici miei che stanno vivendo una situazione molto spiacevole. Ma non potevo non celebrarla anche per mia nonna e quindi per mio nonno e quindi per gli altri nonno e nonna. Ho chiesto a loro 4 di pregare per i miei amici, di vederli dal Paradiso come se fossero loro nipoti. Ho chiesto a Gesù di aiutare i miei amici, accogliere in Paradiso i miei 4 nonni e di ascoltare le loro preghiere per i miei amici. La preghiera è una specie di giro che ci avvolge tutti.
In questo giro, vuoi entrare anche tu? Non è difficile... Puoi afferrare la mano di Gesù e chiederGLi di prendere con l'altra tua nonna e poi prendere la mano di tua nonna e chiederle di tenerti legata a Gesù. Oppure, afferra quella di tua nonna e chiedile di aiutarti a trovare la mano di Gesù.
Magari, un giorno ci accorgeremo che in questi incroci di mani le preghiere ci hanno aiutato tanto e hanno permesso a tanti di trovare le mani giuste per non perdersi nella vita e trovare la strada giusta per il Paradiso.
Ti saluto!
Se serve, sai che ci sono!
don Luca
P.S.: i miei nonni sono di casa in questo blog. Le parole in rosso sono link ad alcuni post in cui essi sono protagonisti.

E 45 fu!

Non vi ho ancora ringraziato come si deve, lo faccio in ritardo, ma ho il piacere di immortalare sul mio blog la festicciola che mi avete preparato giorno 28, con tanto di torta e candeline e, come riusciamo a fare solo noi che culturalmente abbiamo un rapporto col cibo denso di significati, una marea di cose buone da mangiare. Con questo grazie vorrei raggiungere chi non ho ringraziato giorno 28, in particolare chi non è potuto passare e chi è dovuto scappare! Sono felice del fatto che siate riusciti ad organizzarvi! Un bel passo avanti verso un vero spirito comunitario che spero possa farsi sentire per l'occasione della festa di San Luigi. Ma non mettiamo sul fuoco altra carne... queste righe sono davvero solo per esprimervi gratitudine e affetto! Che bella sorpresa mi avete fatto! I 45 mi sembrano più colorati e luminosi rispetto a come immaginavo!

giovedì 24 gennaio 2019

Esercizi spirituali/5

Prima lettera ai Corinti di san Paolo, apostolo, capitolo 12, versetto 31; capitolo 13, versetti da 1 a 13.

L'elogio dell'Amore

In greco, Paolo scrive AGAPE: non può ridursi a semplice carità (ciò che io do), ma è ciò che io non ho e ricevo.

L'Amore è quella realtà di cui tutti abbiamo bisogno e che tutti cerchiamo. Tutte le relazioni umane sono vitalizzate dall'Amore, soprattutto quando si è Chiesa (in quanto battezzati) e si pensa di poter dire "A me non interessa" oppure "Io non ho bisogno".

Questo brano possiamo dividerlo in tre parti, seguendo san Tommaso d'Aquino:

13, 1-3: distinguiamo l'amore quanto a necessità;
              le opere "d'amore" più grandi senza amore non valgono niente!

13, 4-7: distinguiamo l'amore quanto a utilità;
              fede e speranza vivificate dall'amore, altrimenti inaridiscono!

13, 8-13: distinguiamo l'amore quanto a permanenza;
              l'amore che cerco, l'amore a cui aspiro, rimane, permane di fronte a me, tanto da essere io amato (conosciuto) e, più procedo nella conoscenza di questo amore, più amerò come sono amato.

Fin qui, i miei appunti in estrema sintesi.

Una piccola considerazione personale: Paolo ha fatto un'esperienza dell'amore divino particolare, in quanto si è sentito cercato, voluto, amato da Cristo proprio quando, invece, Paolo stava perseguitando i cristiani. Da questa esperienza nasce questa dinamica dell'Agape, non come sentimento personale, non come decisione o atto personale, ma realtà che è in relazione con me e che mi attira perché io entri in relazione con essa. Paolo ci sta insomma dicendo che nonostante il male nel mondo, l'Agape resta e permane perché il cuore dell'uomo riconosca in se stesso il bisogno di essere amato e si rivolga all'Agape. Non rinunciamo mai ai nostri bisogni d'amore, ma, senza chiuderci egoisticamente in essi, ascoltiamo in essi il richiamo dell'Agape che ci invita a cercare Lui, che è Cristo, nato e vissuto e morto e risorto per noi.

L'uomo di oggi, l'uomo della tecnica, l'uomo del tutto e subito, l'uomo che vede l'infinitamente piccolo e raggiunge l'infinitamente distante oltre il sistema solare, l'uomo che non si domanda più il perché più profondo perché gli basta essere soddisfatto in superficie, non riesce a scoprire quanto scoprì san Paolo, lasciandolo in eredità a tutti noi (Lettera ai Romani, capitolo 8, versetti da 28 a 39):

28Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno.29Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; 30quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.

(Inno all'amore di Dio)

31Che diremo dunque di queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? 32Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui?33Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! 34Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi!
35Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?36Come sta scritto:

Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno,
siamo considerati come pecore da macello.

37Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. 38Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, 39né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.


In fin dei conti, l'Essenziale è invisibile agli occhi... ma Ti manca, in ogni cosa e persona e situazione di cui senti la mancanza o ti senti alla ricerca di un senso più profondo.

martedì 22 gennaio 2019

Esercizi spirituali/3

Sacrificio: non mancanza di qualcosa o privazione, ma, al contrario, presenza, poter disporre di se stessi per trasformarsi in offerta gradita a Dio (eco di don Milani in questa lettera del 14 marzo 1944 alla madre: Quando uno liberamente regala la sua libertà è più libero di uno che è costretto a tenersela).

Nella lettera agli Ebrei, dall'umanità di Cristo vissuta come dono al Padre fino alla fine si giunge al fatto che Gesù è, in quanto martire-testimone perfetto di questo dono, sacerdote. Prima, il sacerdozio era ciò che ti abilitava a offrire il sacrificio. In Cristo, siamo partecipi del suo sacerdozio e possiamo offrire noi stessi a Dio.

A cosa porta la dinamica di un'esistenza sacerdotale (nel senso cristiano fondamentale, prima che nel senso dell'essere prete)? A domandarsi radicalmente se:
1. mi appartengo veramente (ho raggiunto la maturità e l'equilibrio per scegliere chi essere e come vivere);
2. sono davvero libero?

lunedì 21 gennaio 2019

Esercizi spirituali/2

San Paolo ai Corinti, 12, 1-6

1 Riguardo ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio lasciarvi nell'ignoranza. 2Voi sapete infatti che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare senza alcun controllo verso gli idoli muti. 3Perciò io vi dichiaro: nessuno che parli sotto l'azione dello Spirito di Dio può dire: «Gesù è anàtema!; e nessuno può dire: «Gesù è Signore!, se non sotto l'azione dello Spirito Santo.
4Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; 5vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; 6vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. 7A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: 8a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; 9a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell'unico Spirito, il dono delle guarigioni; 10a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l'interpretazione delle lingue. 11Ma tutte queste cose le opera l'unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.


Dall'uno ai molti.
Dall'unico Spirito di Cristo, le differenziazioni nei doni che perfezionano le persone e così le relazioni tra queste, cioè la comunità.
Dall'unico Cristo Gesù Signore, le differenziazioni nelle diaconie (i ministeri, cioè gli ambiti di servizio, di dono, di impegno in favore degli altri).
Dall'unico Dio, le differenziazioni del suo agire che crea e sostiene nell'esistenza ogni cosa in tutto sempre.
Cos'è dunque la Chiesa? Questo Corpo in continua nascita, formato costantamente dall'azione dello Spirito che agisce in ciascuno di noi; questa Sposa in continua preparazione, che scopre lungo i secoli come lo Spirito la sta rendendo affascinante.
Sono quindi Chiesa? Se Cristo è davvero il mio Signore, lo Spirito dà forma alla mia vita tale da rendermi Corpo di Cristo, unito non una volta per sempre a Lui, ma costantemente rinnovato nel mio rapporto con Lui e i suoi e miei fratelli.
Gesù, Signore, allora donaci ad essere disponibili a vivere questa Unità divina che si manifesta nelle differenziazioni. Non farci esaltare le diversità, come se il nostro essere Chiesa nasca da noi. Aiutaci a comprendere che il Padre Tuo e nostro è la nostra continua origine: contemplando Te che sei generato per Amore da Lui e in Lui dimori nell'Amore, possiamo scoprirci rinnovati sempre da questo Amore che è il Tuo Spirito, che forma nella nostra vita il Tuo Corpo facendoci dimorare con Te nel Padre e servire con Te i fratelli, ognuno con i doni ricevuti e la chiamata al servizio che da essi nasce.

Esercizi spirituali/1

Da adesso al pranzo di venerdì prossimo.

mercoledì 28 novembre 2018

Diario d'un infiltrato/intro

Inizio a scrivere questo diario oggi, terzo giorno dell'operazione "Vado a prendere i bimbi a scuola". La vita dell'incontro tra i genitori dei ragazzi di scuola elementare e materna non è particolarmente dura. Ma piena di sorprese, sì... (continua).

domenica 28 ottobre 2018

Eh, già...

Eh, già, è proprio un autunno grigio, questo, odoroso per me di pellet e pile, perché umido tanto quanto basta per farmi restare a letto a causa del nervo sciatico infiammato! È pure tornata l'ora solare e io vorrei andare in letargo almeno fino a fine gennaio, quando si inizia a percepire che le ore di sole stanno aumentando.
Eh, già, è proprio l'autunno immaginato in note da Vivaldi e dipinto da tanti con sfumature così diverse dai miei autunni di sole e mare di qualche anno fa.
Eh, già, è proprio un'«immagine crepuscolare»  alla Guccini  quest'autunno in cui sembra che davvero un velo si sia posato sul sole, sulle cose, sulla vita, sullo stomaco, un velo trasparente, che non copre per nascondere, ma per farti sentire distaccato, malinconico, nostalgico... solo, nonostante chi ti vuole bene è sempre accanto a te... esausto, nonostante hai da poco iniziato le attività di sempre e in te e attorno a te vibrano le energie buone e ricche e fresche e curiose di ogni inizio...
E torno ancora una volta a te, Giuseppe, amico mio...
«Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie».
Soldati tutti noi di questo esercito chiamato umanità che lotta con se stessa creando eventi temporali nell'illusione di sopravvivvere a quello stesso tempo che la illude.
Come direbbe l'altro nostro amico, Salvatore, il mio conterraneo...
«Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera».
...
...
Diciamoci la verità, quando l'autunno fa il suo mestiere e ci permettiamo (finalmente) di non sfuggire al suo annuncio che la vita finisce, avvertiamo tutta la precarietà della nostra vita, la fragilità della nostra esistenza, l'angoscia di un orizzonte così ristretto che, se lo fissi, ti rivela di avere un solo volto, quello della morte.
Ecco perché io, giorno 1 novembre, sfiderò questo orizzonte insieme a chi l'ha già vinto e giorno 2 novembre lo sfiderò ancora, per me e per chi lotta per l'eternità.
Tu, morte, non mi avrai.
Qualcuno ha strappato ogni velo e riempito ogni oscurità di luce e in Lui non c'è più sconfitta della vita.
Sapete bene come venire con me per celebrare la Luce e la Vita e salire sulla Croce che ci fa scorgere l'Orizzonte eterno.
Vi aspetto!

lunedì 15 ottobre 2018

2005 16 ottobre 2018

Roba da non crederci (ma come faccio ancora a stupirmi per il tempo che passa)! Domani saranno tredici anni da una domenica mattina autunnale in cui fui presentato ad una comunità parrocchiale come nuovo vicario parrocchiale e che passai per buona parte a confessare (felice di essere di nuovo rinchiuso per tanto tempo in un confessionale, dopo qualche anno un po' lontano da simili momenti).Tredici anni fa... incredibile!

venerdì 12 ottobre 2018

Tre mesi fa...

...era il 12 luglio 2018. Qualcuno di chi c'era si ricorda? Bella serata estiva, io seduto e solamente seduto, Annamaria, Martina e Marco in gamba come sempre e più di trenta ragazzi contenti di aver faticato per tre giorni, mostrando il meglio di sé. Gli stessi ragazzi che hanno animato la serata con tutte le loro belle qualità e che hanno provato a confrontarsi seriamente con i loro genitori. Chissà se non è arrivato il momento a casa di rifare qualcosa di simile, stavolta proposto dai genitori...

Post-sciatica

Quest'autunno in cui ritorno a muovermi quasi da persona normale dopo più di tre mesi d'intensa sciatalgia, mi sembra estate.

mercoledì 10 ottobre 2018

Ricordi di ordinaria vita romana

E un caro saluto a tutti gli amici ungheresi con i quali abbiamo condiviso bei momenti di fraternità e di spiritualità, non solo l'uso della lavatrice!

venerdì 5 ottobre 2018

Scorci estivi in un grigio mezzodì autunnale

Ho ritrovato questi messaggi di Whatsapp. Spero vi mettano addosso un po' di allegria estiva come quella che avevamo durante il campo quest'estate.
[07/08, 11:13] Luca Tuttobene: Primi risultati al campo estivo: tutti hanno mangiato il melone giallo e qualcuno ha finalmente scoperto che è buono!
[07/08, 19:20] Luca Tuttobene: A pranzo, lotta riuscita a favore dei ragazzi contro cipolla, mais, lattuga, chi più, chi meno. Nel frattempo, è divampato il torneo di roverino: fantastici i ragazzi nel gioco di squadra totale, anche con i meno dotati. E poi, andiamo a preparare l'ultima cena di Pasqua di Gesù, sebbene bisogna affrontare la paura di scoppiare un palloncino e di assaggiare gusti amari. Siamo felici per questi momenti di crescita!
[07/08, 21:57] Luca Tuttobene: Anche il minestrone di verdure di stasera è andato, dopo la messa
[08/08, 14:42] Luca Tuttobene: Da oggi le angurie avranno una mangiatrice in più, la rucola (ingrediente segreto) invece ha superato la prova con un po' di fatica, subito scoperta, non tanti hanno chiesto il bis d'insalata dopo il necessario assaggio iniziale. Invece, ieri sera, ci siamo ritrovati nell'orto degli ulivi, man mano che Pietro raccontava della sua stanchezza e della tristezza di Gesù la luce spariva, le tenebre vincevano. Come tornare alla luce se non chiedendo perdono al Signore? I lumini non sono bastati, qualcuno dei ragazzi ha chiesto perdono più volte; famiglia e fratelli, ma anche amici del campo, tra le relazioni che hanno avuto bisogno del perdono di Dio.

Anniversari

2018. 26 anni fa oggi la mia patente era pronta, 25 anni fa mi diplomavo, 19 anni fa diventavo prete e proprio oggi diventavo baccelliere in teologia, 13 anni fa ieri completavo gli studi di filosofia a Roma con l'esame finale orale di licenza. Il tempo passa, arrivano gli acciacchi e oggi scopri che tornare ad attraversare a piedi viale delle Americhe, partendo dal Marylin fino alla porta posteriore di San Luigi, è come una grande vittoria!

giovedì 4 ottobre 2018

Un pazzo da evitare

Francesco d’Assisi, giovane, ricco, di successo, re delle feste degli amici: la storia si ripete.
Oggi sarebbe uno di quelli che finiscono per avere un sacco di fan e “seguaci” su facebook, instagram, musically (o cmq si scriva), sarebbe un giovane di tendenza, capace di attirare su di sé l’attenzione degli adulti con i suoi gesti nobili (vorrebbe diventare cavaliere, uomo d’arme che ricerca la giustizia) e pieni di buon senso (“i lebbrosi con i lebbrosi, diamine, mica noi giovani di Assisi possiamo perdere tempo con loro, sporchi, brutti e puzzolenti”, citazione immaginaria ma possibile, visto che Francesco aveva una paura viscerale dei lebbrosi).
Poi, la guerra contro Perugia, la prigionia e la malattia: un lungo periodo di riflessione o, meglio ancora, di ricerca interiore, di ritorno in se stesso.
E, finalmente, l’incontro con Cristo. E tutto cambia, in peggio!
Da giovane pieno di vita, morirà a soli 44 o 45 anni, cieco, ridotto all’immobilità, pelle ossa, straziato dai dolori in tutto il corpo.
Da ricco mercante, sceglie di vivere la povertà, ovvero abitare in tuguri, vivere di elemosina, mangiare e bere scarsamente, dormire per terra solo con la tonaca, rifiutare tutto quello che può costituire comodità.
Dal successo tra gli amici, che aveva guidato nei loro divertimenti e che lo sceglievano come re della festa, passa a servire un Dio che gli chiede di servirlo attraverso innumerevoli tribolazioni, angustie e lotte per entrare nel Regno dei cieli.
Da possibile cavaliere acclamato per qualche nobile impresa, diventa uno straccione che si confonde tra lebbrosi e poveri per aiutarli e dar loro quello che ottiene chiedendo l’elemosina.
Povero ragazzo… chi ti ha rubato i sogni della tua giovinezza?
Perché non hai ascoltato tuo padre?
Hai perso la tua vita! Ti avremmo ammirato per la tua capacità di divertimento sfrenato, ti avremmo invidiato per la tua ricchezza, ti avremmo imitato per avere successo e amicizie importanti: hai rovinato tutto rinunciando ad ogni cosa.
E tutto questo per colpa di Cristo, che hai servito in ogni uomo e lodato per ogni creatura.
Pazzo, Francesco, sei un pazzo che ha vissuto fino alla fine come se nulla in questa vita vale senza Cristo e Cristo (solo Lui, non quello che ci si aspetta da Lui) è il tesoro della vita!

Saremo troppo pigri almeno per iniziare a riflettere se fu davvero pazzia?

lunedì 1 ottobre 2018

Un nonno...

A Mattia e ad Anna (che stamattina, senza saperlo, ha parlato anche del mio nonno Mario).

Un nonno se ne andò, il mio,
con la sua auto e le sue carte da gioco
e tanto tempo passò, non poco,
per piangere, triste, senza più il nonno Mario.

Ma mentre un nonno se ne va,
passa il tempo coi suoi anni
e sento dire "Nonna", "Nonno", "Nonni"!
Guardo allora e vedo, un po' più vecchi, la mia mamma e il mio papà.

Il nonno Salvatore se n'è andato
e i suoi amici e il nonno Pino ora riabbraccia,
ma forse un giorno qualche nipotino correrà
verso la nonna e il nonno pronti a stringerlo tra le braccia
e voi, felici, guarderete mamma e papà
diventati nonni come i vostri, che non avete mai dimenticato.

domenica 19 agosto 2018

Buon compleanno, Lidia!

Esterno sera. Terrazza di via Rizzo, 21, Scoglitti. Tavola apparecchiata. 19 agosto (circa) 20... (10? 11? 12?)

Nonna Maria: Ma qualcunu fici u compleannu?

Io (sorridendo diabolicamente interiormente): Avà, nonna! Ma certo che qualcuno ha fatto il compleanno! Allora perché siamo tutti qua?

Nonna Maria: Ah, se? E ccu è ca fici u compleannu?

Io (col sorriso di prima un po' più evidente): Avà, nonna! In estate, chi è che fa il compleanno di noi? Solo lei lo fa d'estate, qua a mare! Una vita che festeggiamo a Scoglitti ad agosto!

Nonna Maria: Ah! E ccu ci pensa!

Io (stesso sorriso a metà strada tra dentro e fuori): Lidia, nonna! Ad agosto di noi è nata Lidia.

Nonna Maria: Ah, Lidia! (abbassando la voce, quasi con tono cospirativo): Ma cchia ciu fici u rialu?

Io (ormai diabolicamente sorridente): Certo che glielo hai fatto!

Nonna Maria: Ah, se? E cchi ci fici?

Io (lanciatissimo nella mia presa in giro): Duecento euro!

Nonna Maria: Se, rucientu euro! Mancu io ci ll'aiu, rucientu euro!

Io (degenerando nella parte del nipote degenere): Nonna, duecento euro gli hai dato!

Nonna Maria: Ma cchia, veru? E quannu ci resi?

Io (nipote degenere sivusu e rurusu): Stamattina!

Nonna Maria: Mah! Cciù, se ci resi...

Io (risolutivo): Tranquilla, nonna, 50 euro gli hai dato.

Nonna Maria: Aaaaah, a comu ci l'avia 'a ddari ducientu euro, iu...
...
Nonna Maria (dopo qualche minuto): Ma qualcunu fici u compleannu?

Io (ricominciando a sorridere diabolicamente interiormente): Avà, nonna! Ma certo...

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E così ogni tanto si scherzava con la nonna Maria (1916-2012). Si accettano correzioni del dialetto, non dell'italiano, perché non è italiano, è il mio modo di parlare con parenti e amici quando posso fare a meno di pensare che glielo, gli al posto di le, e così via, non sono esattamente lingua italiana.

domenica 11 marzo 2018

Verde Sicilia

Com'era bella la mia Sicilia rivestita di verde oggi!

sabato 10 marzo 2018

giovedì 8 marzo 2018

Lotto nell'8

Quest'anno, sì, lotto nell'8, niente poesie, malinconie e via discorrendo. Quindi, i miei auguri vi giungono perché lotto con e per lei (purtroppo è sempre nella stessa situazione) e le vostre bellissime sorelle che il giovedì mattina mi aspettano qui. Chissà se questa lotta è pure la vostra.

P.S.: qui, gli auguri del passato.

Aggiornamenti e sintesi  al 17 settembre 2020.

domenica 29 ottobre 2017

Newman e la nostra Luce gentile

Ne parlavo qualche giorno fa; poco fa sotto gli occhi è finito il file preparato qualche Natale fa e alzando lo sguardo le nuvole sfuggivano in fretta dai miei occhi, quasi a dirmi che il tempo passa in fretta e l'unica cosa che conta nella vita è proprio quella Luce gentile, già invocata in questo blog qui. Ormai è quasi novembre, forse ci fa bene invocarLa anche per il pensiero della nostra morte e per i nostri morti. 

Preghiera del B. J. H. Newman

Guidami, Luce gentile,
nel buio che mi circonda,
guidami Tu!
La notte è scura,
ed io sono lontano da casa;
guidami Tu!
Sostieni Tu i miei passi;
io non chiedo di vedere assai lontano;
mi basta un solo passo.
Io non sono stato sempre così,
né ho pregato affinché tu mi guidassi;
io ho amato scegliere e vedere
il mio cammino;
ma ora guidami Tu!
Io ho amato il giorno abbagliante,
e, nonostante le paure,
l’orgoglio dettava regole al mio volere.
Non ricordare gli anni passati!
A lungo la tua forza mi ha benedetto,
certamente mi guiderà ancora.
Oltre landa e palude,
oltre rupe e torrente,
finché la notte passi,
e con il mattino
quegli angelici volti sorridano,
che io ho amato da tanto tempo
e nel frattempo perduto!
Intanto,
lungo l’aspro sentiero stretto
che Tu stesso hai percorso,
guida, o Salvatore,
guidami verso casa nella fede del bambino,
verso casa al mio Dio.
Per riposare per sempre dopo la terrena lotta
nella tranquilla luce dell’eterna vita.

venerdì 13 ottobre 2017

Pensieri sul mistero grande (Ef. 5, 32)

Stamattina si incrociano nella mia mente l'anniversario di una bella coppia di sposi (che ha una coppia di figlie degne della passione che nelle cose ci mettono i loro genitori), con la lettura breve delle lodi di oggi. Mi ritrovo così a pensare ad altre coppie, a una frase indirizzata da un marito a una coppia che preparava il suo matrimonio (Imparate sempre a fare un passo indietro), a come tutto, nella vita, dipende davvero dal guardare le cose dalla giusta prospettiva, che si ottiene compiendo un passo indietro, quando la visione diventa confusa perché si è troppo vicini a ciò che si guarda (o, fuor di metafora, troppo emotivamente coinvolti in ciò che si sta vivendo).
Quindi?
Quindi auguri a tutte le coppie che conosco, chiedendo scusa per la mia presunzione, visto che posso solo supporre cosa significa vivere 24 ore su 24 con la stessa persona (stessa casa, stesso letto, stesso bagno, quando si esce dall'abitazione si sa già che si ritornerà insieme nella stessa casa... e magari il proprio cuore si è pure legato a quei miracoli che geneticamente per metà sono la riproduzione del tuo "sempre lo stesso" coniuge): e suppongo che significhi scoprire quanto si sia diversi, nel modo di pensare, parlare, decidere, desiderare, essere mossi dagli istinti, percepire comicità, provare sentimenti, concepire l'ordine e la pulizia, ecc. ecc. ecc. e non trovare né poesia, né fonte d'amore in questa diversità.
Auguri non nel senso di "Buona fortuna e incrocio le dita per voi per il labirinto relazionale in cui vi siete cacciati".
Ma auguri nel senso di: "Fai un passo indietro! Metti a fuoco. Guarda bene. Colei/Colui che sta provando a demolire con la sua diversità quello che sei, è la persona a cui hai detto un giorno: -Ti prometto che niente e nessuno mi impedirà di accogliere e rispettare chi sei e diventerai-. Io, don Luca, sono sicuro che vuoi ancora mantenere questa promessa".
Scusate la presunzione (vi sento già urlarmi: "Vieni qui e provaci tu a fare questo passo indietro") e ancora auguri: se poi ci provate insieme a fare un passo indietro, continuerete tutte ad essere le belle coppie che continuo a pensare che siete!

Paradiso, Paradiso.../3

Paradiso, Paradiso,
piccolino sento il cuore...
Eppur credo, anzi... io so!
In loro è Quel fulgore!

P.S.: grazie a Johnny Dorelli/San Filippo Neri e, soprattutto, a Gesù di Nazaret.

Nel cuore della Chiesa, mia madre.../2

Nel cuore della Chiesa, mia madre,
ho scoperto la tenerezza di ogni età della vita.

P. S.: grazie a santa Teresina e, naturalmente, soprattutto a Gesù di Nazaret.

...cchi è ca capita a Biddiu?/4 (continua)

Il cuore si fa piccolino, perché schiacciato da qualcosa che non ti appartiene (almeno così credi). Si restringe ad ogni frase che non può corrispondere alla realtà, si comprime per non lasciarsi sfiorare dalle parole intrise di rassegnazione, si assottiglia per schivare l'inevitabile decadimento che lì, tra gli ospiti di una residenza per anziani, è il protagonista principale. Il cuore si fa piccolino perché vorrebbe conservare intatta l'illusione di una perenne giovinezza che, già lo sperimenti - eccome! -, non ti appartiene più, anzi, non ti è mai appartenuta, perché non è mai stata perenne, ma soltanto una delle tante età di passaggio. Il cuore si fa piccolino incontrando anziani su sedie a rotelle, anziani sordi, anziani che forse tanto anziani non sono, ma il cui fisico ormai è usurato, anziani dementi, anziani smemorati... Perché ogni settimana mi sottopongo a questo strazio del cuore?

domenica 1 ottobre 2017

Nel cuore della Chiesa, mia madre.../1

Nel cuore della Chiesa, mia madre,
ho trovato la strada della mia vita.

P. S.: grazie a santa Teresina (oggi è la sua festa) e, naturalmente, soprattutto a Gesù di Nazaret.

sabato 30 settembre 2017

Paradiso, Paradiso.../2

Paradiso, Paradiso,
Morirò, tu ci sarai? 
Una Luce, d'improvviso:
Fa' questo... e tu vivrai!

(Cfr. Lc 10, 28)

P.S.: grazie a Johnny Dorelli/San Filippo Neri e, soprattutto, a Gesù di Nazaret.

venerdì 29 settembre 2017

I miei soliloqui a volte hanno una colonna sonora - 9 (varie)

Neanche il tempo di aspettare la parte seria dell'autunno e sono già raffreddato. Un po' zombie, un po' vecchietto accatubbato  (se dovete andare al link per capire che significa, scorrete fino al numero 38), apro finalmente il mio MacBook d'annata per lavorare un po'. Devo scaricare dei file  da stampare e come sempre collegarsi ad Internet significa iniziare a ritenere importantissimo leggere di qua, di là, di su, di giù... ma subito, per errore, finisco su una vecchia pagina di Vino nuovo, dalla quale risalgo a questo bel pezzo cantato da Fabi Silvestri Gazzè (ma i primi due cantano pure?).
Che dire? Pare che accatubatu venga da caduco: ho proprio bisogno di Chi ami le "piccole cose" come sono io. Magari ogni tanto Costui mi aiuterà pure a gridare di sorpresa!

P.S.: scopro oggi, 26 novembre 2020, che, purtroppo, il link alla vecchia pagina di Vino nuovo non funziona più.

martedì 19 settembre 2017

I miei soliloqui a volte hanno una colonna sonora - 8 (varie)

Stagioni di Guccini è esattamente l'album per questa travolgente fine estate-inizio autunno 2017 (su Youtube trovate i vari pezzi), però ho finito per ascoltare e riascoltare questo Califano, esattamente il pezzo per questa fine mattinata.

Paradiso, Paradiso.../1

Paradiso, Paradiso,
le tue porte io attraverserò?
Rifletto con un sorriso:
se la strada di Dio percorrerò!


P.S.: grazie a Johnny Dorelli/San Filippo Neri e, soprattutto, a Gesù di Nazaret.

venerdì 8 settembre 2017

...cchi è ca capita a Biddiu?/3

Ma come, sono le 15.37 e nemmeno mi è venuta fame? Forse a non pensare al pranzo, oggi, è bastato provare a mettere un po' d'ordine nelle offerte, generose alcune, inconsapevoli altre, che tanti parrocchiani fanno arrivare per i cosiddetti "poveri".
Mettere ordine significa riprendere quella bolletta e mentalmente pensare quanti figli, chi lavora, chi no, che tipo di stipendio arriva; mettere ordine significa riascoltare in mente chi ti ha detto «Ho perso il lavoro»; e ancora significa rivedere il pianto trattenuto di chi si è reso conto che la situazione economica familiare è ormai rovinata... Volete qualche numero? Grazie a chi ha donato e agli spiccioli che quasi ogni domenica trattengo dalle offerte raccolte a messa proprio per le esigenze dei "poveri", (il resto serve per luce, acqua, TARSU, attività, vita insomma della parrocchia), abbiamo distribuito tra maggio e giugno 200 € di buoni spesa, e pagato da maggio a oggi 430 € per bollette e 216 € per fronteggiare situazioni di disagio economico. Oltre ai pacchi spesa.
È passata la fame anche a voi o vi è venuta un po' d'acidità di stomaco? Niente di tutto questo, ma vi state domandando che fare? Neanche questo?
Tranquilli, scrivo più per me stesso che per voi: fino ad oggi la Provvidenza non è mancata, ecco la cosa bella che mi fa scordare di mangiare. In questo mondo cinico e dove ognuno pensa ai fatti suoi, Dio non smette di soffiare il suo Spirito per ingrandire il cuore degli uomini e tanti e tante Lo lasciano fare, e il loro cuore, grande grazie a Dio, rende più lievi i cuori dei "poveri".
Spero di non chiudere la finestra quando, ogni giorno, Dio soffia sul mio.
La vostra finestra com'è?

W il '76!

Grazie a tutti coloro che nel 1976 hanno voluto continuare a lasciare una traccia (e che traccia!), facendo sì che ancora oggi possiamo cantare con loro, tra terra e cielo: È segnata la mia strada...

mercoledì 5 aprile 2017

Non tutti i malanni...

...vengono solo per nuocere, visto che mai avrei potuto meravigliarmi come oggi (a casa ammalato) per questa meraviglia di Miyazaki figlio. Meravigliatevi pure voi, ne vale la pena!

venerdì 10 marzo 2017

Così, per scrivere!

L'altro giorno ritrovarmi a scrivere un post sul blog mi ha fatto bene. Quindi, anche se non ho niente di eccezionale da scrivere, mentre sono collegato e su queste pagine, butto giù due righe. Solo per scrivere, per creare quel bellissimo contatto mente-dita-parole sullo schermo che è un ritrovar me stesso. Ed è un bel ritrovarsi. Per caso qualcuno sta canticchiando Battisti, dal minuto 2:32 al 2:43?

mercoledì 8 marzo 2017

Mimose melanconiche

Melanconicamente, ovvero unendo struggimento del cuore e nostalgia e un pizzico di tristezza, auguri a tutte le donne che sbirceranno qui, auguri con le parole di un testo di Ungaretti intitolato La madre, che trovate commentato qui e qui, testo, appunto, melanconico, ma che ho scelto convinto che a voi, donne, appartiene un modo tutto vostro di salvare il mondo.
Inutile negare che in questi tre anni a San Luigi ho conosciuto diversi tipi di genitori (inseriamo un po' anche i papà): interessati, coinvolti, desiderosi di restare ai margini, presenti, quasi mai visti, reattivi, indifferenti. Va così, la vita è varia: ma è anche limitata temporalmente (si muore, insomma, prima o poi) e allora quando inizieremo a vivere per donare senso alla vita delle persone che amiamo?
A voi, donne, appartiene un modo tutto vostro di salvare il mondo, ripeto, cioè di donare senso alla vita di chi vi incontra, sia nel vostro essere madre (come quella di Ungaretti che lui immagina nell'intercessione finale e nell'atto di farlo rinascere a vita nuova), sia da sorelle, amiche, insegnanti, casalinghe, maestre, zie, regine, impegnate in politica, nel sociale, nel volontariato, in chiesa, atee, credenti, indifferenti, nonne, cugine, ballerine, attrici, badanti, e così via, fino ad esaurire ciò che avete fatto, fate e farete nella storia, senza che si esaurirà il vostro essere generatrici di salvezza. Alzate le vostre mani, vi prego! Abbiamo bisogno seriamente del vostro essere statue capaci di reggere il dramma del senso della vita, perché le vostre mani alzate ci mostrino ancora una volta che la vita ha senso.

E il cuore quando d'un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d'ombra 
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano. 

In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m'avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d'avermi atteso tanto, 
e avrai negli occhi un rapido sospiro.

P.S.: se volete, qui trovate gli auguri del passato!

martedì 9 agosto 2016

Da Cracovia per le strade del mondo /1

Cari giovani in vacanza o meno,  che ne dite se iniziamo a trasformare la GMG in qualcosa che smuova il nostro essere cristiani? Propongo, tra una pizza e una serata in discoteca, di aiutare i cristiani iracheni. Un gruppo di giovani iracheni era a Cracovia insieme a noi. I link che vi mando possono illuminarvi sulla situazione. Forse da soli non possiamo dare un contributo sostanzioso. Ma insieme, sì. Stasera, raccogliamo 1 € ciascuno. È un piccolo segno, forse per qualcuno sarà solo il dono del superfluo, ma speriamo di non fermarci a questo.
Chi ci sta?

http://www.lanuovabq.it/mobile/articoli-sako-sei-cose-da-fare-quando-lisis-sara-sconfitto-17035.htm#.V6ePGHOpVAg

http://acs-italia.org/campagne/

http://www.asianews.it/index.php?l=it&idn=111

domenica 3 luglio 2016

Cronache nuziali delle Due Sicilie/fine

La sera del dì di festa è per noi questo lungo 3 luglio, fatto di saluti per strada, in stazione, in areoporto e di viaggi che ci riportano in ogni angolo d'Italia a vivere la nostra beata ordinarietà. Auguri agli sposi e alle loro tre settimane di beati Caraibi, New York e Orlando.

Cronache nuziali delle Due Sicilie/4

3 luglio. Adesso sono marito e moglie. Io spero di andarmi a sposare presto il mio letto, anche se con i taxi questa sera non ci intendiamo proprio.

sabato 2 luglio 2016

Cronache nuziali delle Due Sicilie/3c

Quante donne in questo 2 luglio!

Cronache nuziali delle Due Sicilie/3b

È un 2 luglio di confusione. Cosa significa che puoi confonderti il vestito con quello di tuo padre? Che indossate lo stesso colore o che la tua pancia ha 20 anni più di te? Nel rispondere, ammiriamo una splendida cornice di un antico specchio.

Cronache nuziali delle Due Sicilie/3a

2 luglio. Dall'agitazione intorno a me, capisco che è giunta l'ora di prepararmi.
È un due luglio di sudore. Nel frattempo inquadriamo una testimone.

venerdì 1 luglio 2016

Cronache nuziali delle Due Sicile/2

Primo luglio. Mi riposo tanto.
Ancora primo luglio. Assegno staccato ma non consegnato. Passeggio e incrocio mio cugino che non mi riconosce. Ma in meno di mezza giornata ha già conosciuto gente qui a Salerno. Bravo ragazzo! O forse conosceva già? In ogni caso continuo a passeggiare su questo splendido lungomare, naturalmente all'ombra degli alberi.
Sempre primo luglio. All'ombra degli alberi e sempre vicino al mare, trovo una magnifica panchina. Smanetto il cellulare e riesco a pubblicare sul blog. Mentre il sole va a nascondersi dietro le montagne, tramonta il mio desiderio di una bella merenda.
Non è finito il primo luglio. Parenti che arrivano, parenti che si perdono, soprattutto sudore.
Primo luglio che lentamente se ne va e io che inizio a temere per la mia cena.
Primo luglio agli sgoccioli. Ho già iniziato a digerire la margherita con mozzarella di bufala. Parenti vari e amici diversi, stanchi morti dal viaggio.

lunedì 23 maggio 2016

Capaci/3

Oggi non ce la faccio a scrivere di Falcone, Borsellino, mafiosi da sconfiggere, società da aiutare a migliorare. La notizia di un suicidio, l'ennesimo in questa triste Ragusa, di una persona conosciuta e incontrata, allontana parecchio la mia attenzione dall'anniversario della strage di Capaci. Vorrei invitare chi passa di qua a farsi coraggio e a fare coraggio, più che può. La vita è bella, sempre e comunque. I martiri, laici o cristiani che siano, lo dimostrano: il loro morire per un ideale buono o per la persona di Cristo, sconfitti apparentemente da chi crede di avere il potere di infliggere la morte, ci fa riflettere su come vivere significa affermare, anche morendo, l'Infinito. Per questo è bello vivere: è continua apertura e tensione verso l'Infinito. Leggiamo pure Leopardi e lasciamoci lacerare dalle sue domande, ma esse stesse rivelano questa apertura e tensione, seppur irrisolta. E se vogliamo, proviamo a confrontarci con questo tentativo di risolverla.

P.S: mi ri-cito con Capaci di quattro anni fa.

sabato 24 ottobre 2015

18 novembre 2013 - Di lacrime e di tenebra

23 novembre 2013, ore 00.25

Di lunedì mattina per tanti con fatica ricomincia la settimana.

A me il 18 novembre è capitato che con fatica si rimettesse in moto una certa prospettiva esistenziale.

E questa data va fissata, come il 13 settembre 2005. Peccato non ricordare l'altra, quella delle prime lacrime improvvise, impreviste, apocalittiche perché rivelatorie di quanto vissuto nei precedenti 5 anni e perché resero umido un periodo di trasformazione sul quale ben presto calò la tenebra peggiore. Furono le lacrime di quella data ormai poco precisa, insieme a quelle di cui parlo qui e a quelle intermedie del giorno del XXXVII anniversario di matrimonio dei miei, a non permettere alla tenebra di soffocarmi.



venerdì 16 ottobre 2015

I miei soliloqui a volte hanno una colonna sonora - 7 (varie)

Sono stati giorni turbolenti, gli ultimi.
Dimentico spesso il potere di far decantare pensieri e sensazioni che certi brani musicali esercitano su di me. Stelvio Cipriani con il suo Anonimo veneziano, in questo momento, non solo mi disintossica da discussioni e ragionamenti previ e successivi, ma anche un po’ dalla stanchezza dovuta al susseguirsi continuo, senza interruzioni, di incontri, impegni, attività.
Cuore mio, hai fatto la fine di quello di santa Marta?
L’hai fatta già anni fa?
In questo momento, mentre ascolto musica, riesco a diventare un po’ Maria?
Riprendo in mano la risposta di Serena, ieri, alla domanda su cosa stesse effettivamente chiedendo.
“La misericordia di Dio”.
Prima di tutto, prima di ogni singola cosa.
Sappiamo che misericordia Dei è infinitamente più che ricevere l’assoluzione dei peccati, fare una confessione, dire un atto di dolore…
È lasciare che Dio stesso ti partorisca di nuovo, è scoprire il bisogno di essere rigenerato, è imbattersi nei propri limiti creaturali e nei propri peccati come artigli che vogliono lacerarti prima che tu riesca a nascere come uomo vero.
Misericordia di Dio: è piangere perché un soffio nuovo ti attraversa la mente e il cuore e il corpo tutto bruciando ciò che ti ha impedito di respirare il bene.
Dio Misericordia nel suo grembo mi accoglie seppur io sia deforme e mi partorisce rinnovato.
Saprò vivere confessione, atto di dolore, assoluzione e tanto altro così?

Intanto, il mio computer è passato all’adagio del Concerto per oboe in Re minore di Benedetto Marcello, poi a Mamma mia degli Abba e a Gift di Elisa.
Gift, cioè dono...

lunedì 5 ottobre 2015

I have a dream

Ieri, 4 ottobre 2015, a dieci anni da Roma, consapevolezza del pomeriggio: sto realizzando il sogno della mia vita. Beatitudine onirica con fatti reali a sostenerla. Grazie a chi lo sa e partecipa al sogno, grazie anche a chi non sa che sta partecipando a tale sogno.

martedì 22 settembre 2015

Piccole donne crescono

Alle piccole portatrici di gioia che adesso allargheranno gli occhi della mente e del cuore per imparare a custodire affetti e valori: buona strada! Sorrido ricordandovi ancora con i vostri punti neri in testa e mi rallegro per quanto di buono verrà sempre più fuori dal vostro carattere. Lasciatevi condurre da quel Signore, cantato da san Francesco, onorato da san Giorgio, amato da Santa Caterina. Una benedizione tutta per voi da qui!

venerdì 21 agosto 2015

Barriti nella giungla - 16 (Confessione di mezza estate)

Gesù è risorto: chi mi conosce sa che non sono il tipo del "credere perché è così", "credere perché è scritto", "credere perché bisogna accettarlo per fede" (ma la fede non è una luce soprannaturale che potenzia la ragione naturale?). Insomma, la fede, cattolicamente intesa, non spegne il cervello (ogni cattolico che voglia davvero esser tale non dovrebbe spegnerlo mai). Ma questo non è post per grandi argomentazioni: lascio qui il punto di partenza della mia fede e il riferimento ultimo delle mie scelte (per quanto queste abbiano sempre bisogno di essere riviste proprio a partire da quel punto di partenza e riferimento). Chi mi conosce sa che sarò sempre felice di ragionare insieme anche a partire da prospettive completamente opposte.

P.S.: tutto questo perché in questi giorni sono rimasto affascinato da Maria, alzatasi, da Pietro, alzatosi, dai due di Emmaus, alzatisi anche loro: in modo diretto o indiretto, tutta gente che si alza perché Gesù, dopo la crocifissione, si è "alzato". Affascinato da un verbo? Hmmm, dalla costruzione del capitolo 24 di Luca e dal fatto che in Lc 1 si annoti questo movimento di Maria proprio tra il dono dello Spirito e il partire verso la casa di Elisabetta. Come se dal testo si volesse far percepire a chi legge qualcosa del tipo: "Guarda, c'è un'azione divina che rende capaci di sollevarsi da se stessi e vivere diversamente e il prototipo di tutto ciò sta in ciò che è avvenuto nel sepolcro di Gesù di Nazaret". Cioè, mi sento stimolato a riflettere sul cambiamento di soggetti a partire da un'esperienza totale (non semplicemente psicologica, non semplicemente sensibile, non semplicemente intellettuale, non semplicemente riferita a un aspetto parziale dell'essere umano).

martedì 16 giugno 2015

Cerca la Mia stella, trova speranza/3

Aurora che strabuzza gli occhi quando diamo i punti alle squadre, gli azzurri che hanno esultato con forza dopo aver scoperto che per oggi avevano fatto più punti degli altri, l'impegno nel preparare il loro angolo di squadra: sarò stanco, ma soddisfatto!

venerdì 12 giugno 2015

Cerca la Mia stella, trova speranza/2

Flash dalla giornata di oggi: Martina che nella mischia della partita di basket prende la palla e tenta di fare canestro; il cerchio immenso dell'inizio giornata; i cornetti giganti che eruttavano nutella (grazie alle signore della parrocchia che ce li hanno regalati); Enrico che non si aspettava i complimenti di Annamaria; le due Aurore insieme in squadra a rendere il mondo più roseo; la naturalezza di tutti, ma proprio tutti, a entrare in gioco (e su questo, adesso spendiamo due parole).

Questione di stile: un bambino assorbe uno stile e se lo stile è coinvolgente, il bambino si lascia coinvolgere e diventa a sua volta testimone di tale stile. Ecco perché abbiamo perso decenni dietro a sussidi e teoria della catechesi. Ci siamo mai chiesti quale stile impregnava i nostri gruppi? Beato l'uomo di integra condotta: come dissi l'altro giorno, custodisci il metodo e il metodo custodirà te nella relazione educativa con i ragazzi. Cioè, sarai testimone e trasmettitore di uno stile di vita a misura di ragazzo.

Complimenti a Simona e Nicolas: per essere alla loro prima volta (o forse no?) sono stati egregi!

giovedì 11 giugno 2015

Cerca la Mia stella, trova speranza/1

Pomeriggio, in macchina, mi sono trovato a confidare a chi mi conosce bene: "Davvero, è bello mettersi a servizio dei ragazzi".
Forse l'espressione che ho usato, invece di "mettersi a servizio dei", è stata "lavorare per i", "programmare per i", ma di fatto, reduce dalla festa d'inizio estate di ieri sera, con in testa il pandemonio per questa nuova avventura sulle orme del Piccolo Principe, con il gruppo delle medie ancora in attività, con, all'orizzonte, i due campi elementari e medie e i tre campi scout della parrocchia, e, ancora, le cosiddette prime comunioni del 14, 20, 27 e 28 giugno e 4, 5, 11 e 26 luglio... è bello aprire mente e cuore per sintonizzarli sui più piccoli. Ci furono, ci sono e ci saranno esegeti e studiosi varii della Sacra Scrittura, ma il dono di vivere quella frasetta piccola piccola del Vangelo è il modo più bello per entrare nel Cuore di Gesù.
Grazie a chi mi sostiene in tutto questo e a chi ha accettato di donarsi in questo cammino!

sabato 23 maggio 2015

Carissimo.../1

Carissimo,
sai bene che è da tanto che penso di scriverti. Ci riesco oggi perché la spinta della felicità è stata più forte delle altre precedenti spinte pensose e inquiete. Sono sorpreso, sono testimone di qualcosa che mi supera pur appartenendomi, almeno in parte, come servo inutile che si è scommesso in un'operazione più grande di lui (e proprio per questo impossibile da fare se non insieme).
Hai visto poco fa, naturalmente. È scattato qualcosa dentro il loro vissuto, non si può dire altrimenti. Sono felice per la semplicità e la trasparenza che manifestano, per l'accoglienza che riservano a quanto compi in loro, per il desiderio che emerge di continuare così. Avrei mai immaginato qualcosa del genere? Credo di no... quindi è vero che non prendo molto sul serio quanto mi dici e mi proponi, almeno non fino a certe profondità. Grazie perché vai avanti lo stesso e sai su cosa puntare per agire.
Continua così, per favore! Oggi è stato bellissimo capire che mi hai donato d'incontrare tre persone che rivelano un desiderio forte di non trascurare la risposta agli inviti che fai loro. Continua a rafforzare la vostra unione. Domani sarai tutto per loro: grazie! Tienile sempre d'occhio: farete grandi cose insieme!